VIII Commissione - Resoconto di mercoledý 8 maggio 2002


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 8 maggio 2002. - Presidenza del presidente Pietro ARMANI. - Intervengono il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio Roberto Tortoli e il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Ugo Martinat.

La seduta comincia alle 14.05.

Sull'ordine dei lavori.

Pietro ARMANI, presidente, propone un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di passare prima all'esame dei disegni di legge C. 2454 e C. 1534-B, di competenza primaria della I Commissione, e, successivamente, all'esame dei disegni di legge C. 2657 e C. 2297, per procedere, infine, all'esame del disegno di legge C. 2381.

La Commissione concorda.

Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo.
C. 2454 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.


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Pietro ARMANI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri è stata presentata una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame.

Fabrizio VIGNI (DS-U), espresse considerazioni critiche di carattere generale sul provvedimento in esame, osserva, in particolare, che le specifiche disposizioni concernenti le condizioni di accesso all'abitazione da parte degli immigrati, che investono maggiormente gli ambiti di competenza dell'VIII Commissione, costituiscono una violazione delle competenze attribuite in materia alle regioni.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Riforma organizzazione del Governo.
C. 1534-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.

Pietro ARMANI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ha presentato una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Decreto-legge 63/2002: Interventi urgenti in materia tributaria e di finanza pubblica.
C. 2657 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite V e VI).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.

Pietro ARMANI, presidente relatore, ricorda che nella seduta di ieri è stata presentata una proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni sul provvedimento in esame (vedi allegato).

Fabrizio VIGNI (DS-U), rilevato come gli articoli 7 ed 8 del provvedimento in esame disciplinano materie di rilevante importanza che investono la competenza della Commissione, dichiara voto contrario sulla proposta di parere del relatore, pur dando atto che la stessa contiene condizioni ed osservazioni volte ad attenuare la gravità delle disposizioni, senza tuttavia cancellarne la pericolosità. A suo avviso, infatti, le disposizioni contenute nell'articolo 7 porranno di fatto un'ipoteca sul patrimonio dello Stato per quanto riguarda i beni ambientali, culturali ed artistici, mentre l'articolo 8 è volto a costituire un meccanismo di finanziamento delle opere pubbliche che potrà avere effetti negativi a medio e lungo termine per il bilancio dello Stato. In sostanza, ritiene che il provvedimento d'urgenza in esame anziché valorizzare il patrimonio pubblico o incentivare nuove forme di finanziamento delle opere pubbliche, potrà generare il rischio molto serio della svendita di beni di proprietà collettiva, peraltro attraverso operazioni gravi dal punto di vista degli effetti finanziari, come denunciato dalla stessa Corte dei conti.
Alla luce delle considerazioni espresse, ribadisce il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.

Pietro ARMANI, presidente relatore, nel prendere atto delle preoccupazioni espresse dal deputato Vigni, ritiene meramente ipotetici i rischi paventati. A tale proposito, ricorda le analoghe esperienze di altri paesi europei, in particolare della Germania, precisando altresì che un apposito correttivo in materia di fondi di garanzia, che dovrebbe essere inserito nel corso dell'esame in sede referente, consentirà l'inserimento di ulteriori cautele circa l'esclusivo finanziamento da parte della società «Infrastrutture SpA» di opere che producono redditività.


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Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Deroghe regionali al divieto di prelievo venatorio.
C. 2297 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla XIII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.

Pietro ARMANI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ha proposto di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame. Ricorda altresì che il deputato Lion ha presentato una proposta alternativa di parere.

Marco LION (Misto-Verdi-U), nel ribadire la contrarietà al provvedimento in esame, ricorda che la direttiva 79/409/CEE è recepita nell'ordinamento dall'articolo 1 della legge n. 157 del 1992 e sono consentite le deroghe di cui all'articolo 9 della stessa nei termini della «cattura e la detenzione o altri impieghi misurati» di alcune specie protette, per ragioni eccezionali e tassativamente elencate, con mezzi e modi predefiniti, in piccole quantità e per un tempo determinato. È a questa deroga che ogni anno le regioni si appellano per aprire la caccia alle specie migratorie protette; ma sono ormai tantissime le sentenze dei tribunali amministrativi, della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europea che hanno condannato questo comportamento, ribadendo che eventuali deroghe alla disciplina comunitaria sono di esclusiva competenza statale. Rilevato come la modifica della normativa comunitaria o italiana sui periodi di caccia agli uccelli, risulti palesemente contrastante con la necessità di tutela e conservazione della fauna e dell'ambiente che ormai tutta l'Europa considera prioritaria e fondamentale, sottolinea che l'opinione pubblica europea è fortemente contraria alla liberalizzazione selvaggia della caccia e alla depredazione del patrimonio costituito dagli uccelli selvatici, bene della collettività che appartiene alla comunità internazionali ed alle future generazioni. La caccia non rappresenta più un'esigenza primaria di sopravvivenza ma solo un'attività ludica che dal punto di vista etico, naturalistico e culturale non trova più il consenso sociale in larghissima parte della popolazione. Ogni tentativo di aumentare le possibilità di caccia in Europa, pertanto, si pone in netta antitesi con i sentimenti e le convinzioni protezioniste degli europei di oggi.
Ritiene altresì che le conseguenze di un'eventuale modifica della direttiva 79/409/CEE o, in Italia, della legge n. 157 del 1992, nel senso auspicato dal mondo venatorio più oltranzista, avrebbero effetti gravissimi sulla biodiversità di tutto il continente. I maggiori danni si registrerebbero nei paesi mediterranei, dove l'attività di caccia è fortemente praticata, anche perché proprio questi paesi sono interessati da notevoli flussi migratori e dallo svernamento di molte specie di uccelli. Proprio a causa dell'abuso da parte delle regioni dello strumento della deroga, recentemente la Commissione ha avviato una nuova procedura di infrazione a carico dell'Italia, sostenendo la non corretta applicazione dell'articolo 9 della direttiva da parte delle regioni e dello Stato italiano. Pertanto, una deroga generale come quella prevista dal disegno di legge non colma alcuna lacuna, anzi mette ancor più in evidenza l'anomalia italiana che già più volte ha prodotto condanne da parte della Corte di giustizia europea. In più, una modifica dell'attuale normativa in materia di prelievo in deroga, con il trasferimento alle regioni di una competenza di rilevanza nazionale come la conservazione e il controllo delle specie di avifauna protette, contrasta radicalmente con il principio secondo cui la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed anche con i principi del riformato articolo 117 della Costituzione. Esprime infine perplessità circa l'eventuale scopo sotteso che si vuole raggiungere con il disegno di legge e che lo rende a suo giudizio non meno illegittimo:


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permettere alle regioni di ampliare o modificare di anno in anno l'elenco delle specie cacciabili oggi tassativamente indicate dall'articolo 18 della legge n. 157 del 1992, la cui modifica spetta solo allo Stato.
Per le ragioni esposte, invita ad esprimere un parere contrario sul disegno di legge in esame, sottolineando che, qualora venga approvato, potrà essere suscettibile di ricorsi giurisdizionali nelle sedi europee e davanti alla Corte costituzionale.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Pietro ARMANI, presidente, avverte che si intende pertanto preclusa la proposta alternativa di parere del deputato Lion.

Ratifica Protocolli alla Convenzione sulla tutela delle Alpi.
C. 2381 Governo e abb. C. 1645 Calzolaio e C. 1724 Zeller.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.

Pietro ARMANI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ha proposto di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame.

Il viceministro Ugo MARTINAT esprime le forti perplessità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in ordine ai contenuti del protocollo Trasporti, rilevando come l'attuale formulazione dell'articolo 11 ponga di fatto a rischio la realizzazione di opere inserite nel programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE con delibera n. 121 del 21 dicembre 2001. Paventa in particolare il rischio che il Protocollo possa causare la mancata realizzazione di nuovi collegamenti attraverso il Mercantour. Propone pertanto lo stralcio del suddetto protocollo dal provvedimento di ratifica, al fine di rinegoziare i necessari correttivi volti a dare adeguata soluzione alla problematica evidenziata.

Il sottosegretario Roberto TORTOLI, rilevato che la delibera CIPE 121/2001 individua i corridoi stradali ed autostradali strategici di preminente interesse nazionale e che le infrastrutture stradali ed autostradali da essa individuate, interessanti il territorio alpino, sono compatibili con le previsioni degli articoli 8 e 11, comma 2, e non sono riconducibili alle tipologie di cui all'articolo 11 comma 1, ritiene, a nome del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che sia praticabile l'ipotesi di un'integrazione all'articolato del disegno di legge di ratifica, nel senso di prevedere che gli interventi infrastrutturali stradali ed autostradali localizzati nel territorio alpino con delibera CIPE n. 121 del 2001 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, non rientrano nella fattispecie prevista dall'articolo 11, comma 1, del «Protocollo nell'ambito dei trasporti», in quanto non rientranti nella definizione di nuova strada di grande comunicazione per il trasporto transalpino.

Il viceministro Ugo MARTINAT ribadisce che le disposizioni contenute nel protocollo Trasporti, al di là di possibili norme interpretative, potrebbero penalizzare le attività di trasporto su strada, sulle quali peraltro vi è un accordo di massima, attesa altresì la fase di notevole difficoltà che il settore dell'autotrasporto attualmente attraversa anche a causa delle limitazioni esistenti per il transito sui valichi alpini. Paventa, in sostanza, il rischio di una situazione di «isolamento» del paese nel settore delle comunicazioni transalpine.
Esprime pertanto l'orientamento favorevole del suo dicastero al disegno di legge di ratifica, purché venga stralciato dal provvedimento lo specifico protocollo Trasporti.

Maurizio Enzo LUPI (FI), nel condividere le preoccupazioni espresse dal vice


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ministro Martinat, propone di rinviare il seguito dell'esame in sede consultiva, in attesa che i ministeri competenti possano individuare una soluzione unitaria delle problematiche evidenziate.

Ermete REALACCI (MARGH-U), nel prendere atto delle contrastanti posizioni emerse all'interno della compagine governativa, invita a riflettere sul fatto che la Convenzione delle Alpi è frutto di un accordo di tutti i paesi dell'arco alpino. A tale proposito rileva come il divieto di realizzare nuove strade di grande comunicazione non riguarderebbe i trafori ferroviari e la messa in sicurezza delle arterie esistenti.
Concorda infine con la proposta del deputato Lupi di rinviare l'esame per l'espressione del parere.

Valter ZANETTA (FI), nel comprendere le preoccupazioni espresse dal viceministro Martinat, ritiene che la proposta da lui formulata dello stralcio del protocollo Trasporti dal provvedimento costituisca un atto di prudenza rispetto alla realizzazione del programma del Governo in materia di grandi opere.

Ugo PAROLO (LNP), nel concordare con la proposta del deputato Lupi, ritiene condivisibile la richiesta di stralcio formulata dal viceministro Martinat: l'obiettivo di favorire il trasporto su rotaie non può infatti, a suo giudizio, determinare la penalizzazione dei collegamenti delle aree dell'arco alpino, attese le conseguenze negative che ne deriverebbero per lo sviluppo dell'economia.

Fabrizio VIGNI (DS-U) ritiene condivisibile la posizione di mediazione espressa dal sottosegretario Tortoli, giudicando infondati i timori circa la mancata realizzazione delle opere infrastrutturali. Esprime altresì la preoccupazione che le sconcertanti incertezze e le palesi contraddizioni emerse all'interno del Governo possano ritardare l'approvazione del disegno di legge di ratifica.

Agostino GHIGLIA (AN) concorda sulla proposta di rinvio dell'espressione del parere, al fine di favorire un clima di mediazione che consenta l'adozione di soluzioni volte ad evitare rischi di «neoisolazionismo» del paese sul piano delle comunicazioni.

Donato PIGLIONICA (DS-U) esprime perplessità in ordine all'ipotesi di integrazioni interpretative all'articolato del disegno di legge, che dovrebbero in ogni caso essere oggetto di rinegoziazione con gli altri paesi che hanno sottoscritto la Convenzione.

Il viceministro Ugo MARTINAT ribadisce che la richiesta di stralcio è finalizzata proprio ad una rinegoziazione della parte relativa al protocollo Trasporti.

Mauro CHIANALE (DS-U), relatore, nel concordare sulla proposta di rinvio dell'esame, ribadisce il proprio orientamento favorevole sul provvedimento di iniziativa del Governo, precisando che qualora le indicazioni future fossero nel senso di stravolgere le finalità del disegno di legge di ratifica originariamente presentato alle Camere, potrebbe anche valutare l'opportunità di rimettere alla presidenza il proprio mandato di relatore.

Pietro ARMANI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, nel prendere atto degli orientamenti emersi nel corso del dibattito, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.05.

COMITATO RISTRETTO

Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia ambientale.
C. 1798 Governo.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 15.10 alle 15.45.