XIV LEGISLATURA

RELAZIONE - N. 2297 - 881 - 1182 - 1290 - 1338 - 1422 - 1434-A




PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE

(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e
interni)


        La I Commissione,

            esaminato il disegno di legge C. 2297 recante norme in tema di deroghe regionali al divieto di prelievo venatorio,

            considerato che il provvedimento è volto a dare attuazione all'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici;

            considerato, altresì, che l'articolo 9 della suddetta direttiva, prevede in particolare la possibilità per gli Stati membri di introdurre deroghe alle disposizioni dettate dagli articoli 5, 6, 7 e 8 della medesima direttiva al fine di tutelare tra l'altro la salute e la sicurezza pubblica, di prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque e di proteggere la flora e la fauna,

            preso atto che l'ambito di intervento dell'articolo 9 della suddetta direttiva nonché del disegno di legge in esame appare essere prevalentemente riconducibile alla materia della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema che l'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione demanda alla competenza esclusiva dello Stato,

            considerato che nell'ambito delle materie riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato un intervento normativo delle regioni può configurarsi solo come esercizio di potere regolamentare delegato dallo Stato ai sensi dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:

            a) al comma 1, si valuti l'opportunità di specificare che le regioni disciplinano l'esercizio delle deroghe previste dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE attraverso il potere regolamentare delegato dallo Stato ai sensi dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione.

            b) si valuti l'opportunità di riformulare il comma 4 nel senso di renderlo più conforme al dettato dell'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, che, nel prevedere che il Governo può sostituirsi agli organi delle regioni nel caso, tra l'altro, di mancato rispetto della normativa comunitaria, non sembra far riferimento ad un potere di annullamento di atti delle regioni.



PARERE DELLA VIII COMMISSIONE PERMANENTE

(Ambiente, territorio e lavori pubblici)


        La VIII Commissione,

            esaminato il disegno di legge n. 2297, recante "Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE", approvato dal Senato;

esprime:

PARERE FAVOREVOLE
PARERE DELLA IX COMMISSIONE PERMANENTE

(Trasporti, poste e telecomunicazioni)


        La IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni,

            esaminato il disegno di legge: "Integrazione alla legge li febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE",

delibera di esprimere:

PARERE FAVOREVOLE
PARERE DELLA XIV COMMISSIONE PERMANENTE

(Politiche dell'Unione europea)


        La Commissione politiche dell'Unione europea,

            esaminato il disegno di legge C. 2297, recante "Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE";

            considerato che lo Stato è il soggetto responsabile nei confronti delle istituzioni dell'Unione europea della tempestiva e corretta attuazione della normativa comunitaria e che la competenza ad attuare la stessa normativa deve essere letta alla luce del riparto di competenze previsto dal nuovo titolo V della Costituzione;
            considerato che lo Stato è chiamato a fissare - desumendoli peraltro in gran parte dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE - i soli principi fondamentali della materia, nel rispetto dei quali le Regioni dovranno adottare le rispettive normative di attuazione;

            sottolineato, peraltro, che sembra opportuno dare seguito all'esigenza, richiamata dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nella sentenza 15 marzo 1990, in causa C-339187, di disporre di disposizioni nazionali precise e sufficientemente dettagliate che disciplinino i criteri in base ai quali le deroghe possono essere effettuate e che, nei casi di mancata adozione da parte di talune Regioni dei rispettivi provvedimenti di attuazione, occorrerebbe una normativa suppletiva statale applicabile fintantoché le Regioni non abbiano provveduto con autonome disposizioni;

            rilevato, con riferimento all'articolo 1, capoverso Art. 19-bis, comma 4, che il potere di annullamento ivi previsto appare effettivamente esercitabile solo se riferito a provvedimenti amministrativi di attuazione delle rispettive legislazioni regionali, dovendo viceversa ogni eventuale censura avverso le leggi regionali essere fatta valere con il ricorso agli ordinari strumenti di giustizia costituzionale;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:

            a) valuti la Commissione di merito l'opportunità dì prevedere la definizione di una disciplina minima dei criteri in base ai quali si può derogare ai divieti sanciti dalla direttiva 79/409/CEE, specificandosene l'applicabilità alle sole Regioni che non abbiano ancora provveduto all'adozione dei provvedimenti di attuazione e fino al momento in cui tali provvedimenti non siano emanati.



Frontespizio Relazione Testo articoli