XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2057




        Onorevoli Colleghi! - Nell'ordinamento giuridico italiano la medicina legale assurge a dignità di branca specialistica della medicina. Tale disciplina deve per la sua intrinseca natura essere dotata di una solida base di conoscenze cliniche coniugate a conoscenze di ordine giuridico. Da tale felice connubio nel tempo sono sorte nozioni che hanno costituito un valido ausilio all'opera legislativa, sia nella individuazione di deficienze del diritto codificato, sia alla creazione di istituti giuridici volti a correggere tali carenze.
        Per tale ragione in Italia è stata istituita la disciplina specialistica in medicina legale e delle assicurazioni che ha come finalità quella di formare medici che svolgono la loro attività coniugando diritto e medicina a tutela dello Stato e del cittadino, svolgendo la loro attività sia come liberi professionisti (consulenti tecnici dei tribunali, periti del giudice, medici fiduciari di compagnie assicurative, consulenti di privati cittadini per singoli casi specifici) sia come dipendenti di strutture pubbliche o come professionisti convenzionati con le medesime (commissioni d'invalidità civile, istituti previdenziali, aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere).
        Se ne deduce che tale branca meriti particolare tutela e dignità nell'ambito delle branche specialistiche mediche, per la sua peculiarità, anche in ambito legislativo.
        Per tali motivi la presente proposta di legge prevede che l'esercizio della medicina legale sia riservato a coloro che hanno acquisito una specifica formazione professionale mediante un corso di specializzazione della durata minima di quattro anni, frequentato dopo il conseguimento della laurea in medicina e chirurgia.
        La presente proposta di legge però non può e non deve non tenere conto della realtà attuale dell'esercizio della medicina legale, laddove nel nostro Paese operano anche numerosissimi medici, molti dei quali liberi professionisti che hanno fatto di tale attività fonte esclusiva di lavoro, che praticano con successo la medicina legale pure non essendo in possesso del titolo specialistico, ma che hanno maturato opportuna esperienza, esercitando con diligenza tale branca e praticandola con pari dignità dello specialista nelle sue varie forme d'applicazione (consulenti tecnici dei tribunali, periti del giudice, medici fiduciari di compagnie assicurative, consulenti di privati cittadini per singoli casi specifici, componenti le commissioni d'invalidità civile), acquisendo pertanto un diritto all'esercizio di tale disciplina, certamente non negabile.
        Per tale ragione si propone di istituire anche la figura ad esaurimento del "medico competente all'esercizio della medicina legale" comprendente i medici, siano essi dipendenti o liberi professionisti, che all'atto dell'entrata in vigore della legge abbiano già praticato per un periodo di tempo pari a quello della durata della specializzazione universitaria, vale a dire quattro anni, l'esercizio della medicina legale quali consulenti tecnici d'ufficio presso il tribunale, o quali periti del giudice o quali medici fiduciari di compagnia assicurativa o quali componenti di una commissione d'invalidità civile o quali medici dipendenti operanti in enti pubblici nelle medesime attività.




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