XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2381




RELAZIONE TECNICA

(Articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto
1978,
n. 468, e successive modificazioni).


            In generale, l'attuazione dei Protocolli alla Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi comporta un duplice ordine di implicazioni, per promuovere:

              a) gli adempimenti che rientrano nell'ordinaria attività delle pubbliche amministrazioni dello Stato interessate, ed in generale:

                promozione e scambio di tecnologie;

                sviluppo di strategie, politiche e programmi;

                scambi di informazione;

              b) gli adempimenti che non sono previsti nell'ambito della legislazione vigente:


Riunioni

          Partecipare alle riunioni negoziali nel corso di un anno organizzate dalle Parti al fine di prendere, d'intesa, importanti decisioni nei diversi settori previsti dai Protocolli:

ATTIVITA' COSTI STIMATI

2 funzionari x 8 Protocolli Euro 775 x 2 x 8 (escluso
x 2 giorni x 2 missioni all'anno Prot. Controversie)                 x 2 x 2

                Totale Euro 49.600


Progetti pilota

          Promuovere progetti pilota tesi all'attuazione di programmi tecnologici sostenibili;

          promuovere e armonizzare, in stretta collaborazione, la ricerca e l'osservazione sistematica;

          redigere rapporti periodici al Comitato permanente circa le misure adottate per implementare i Protocolli e la loro efficacia:

COSTI STIMATI


Totale: Euro 309.874
Informazione

          Provvedere affinché i risultati nazionali della ricerca e dell'osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune d'osservazione e informazione permanenti e siano resi accessibili al pubblico;

          predisporre un inventario sullo stato di fatto dei settori in tale senso disciplinati dai Protocolli;

          creazione di siti allo scopo di informare ed aggiornare la pubblica opinione in relazione alle misure prese per attuare i Protocolli:

ATTIVITA' COSTI STIMATI

creazione di una banca dati Euro 51.646
predisposizione di uno o più inventari Euro 25.823
creazione di siti Euro 25.823

Totale Euro 103.292


RIEPILOGO SPESE

Missione per partecipazione riunioni Euro 49.600
Promozione e sviluppo di progetti pilota Euro 309.874
Scambio di informazioni (inventari, siti, banca dati)                 Euro 103.292

Totale: Euro 462.766

In cifra tonda Euro 462.765


Relazione tecnico-normativa

          Numerosi provvedimenti sono stati già adottati dall'Italia, negli anni scorsi, al fine della protezione della natura e del paesaggio, della difesa del suolo, della pianificazione territoriale, dello sviluppo sostenibile, del miglioramento della situazione energetica, della salvaguardia delle foreste, della valorizzazione del turismo, dell'ambiente e della salute umana contro dagli effetti dei trasporti.
          Tra questi provvedimenti, in relazione a ciascun Protocollo, in particolare si ricorda:

A) Foreste montane:

          Decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 7 novembre 2000: Cofinanziamento nazionale del programma degli interventi relativi alla protezione delle foreste contro gli incendi per l'anno 2000, di cui al regolamento (CEE) n. 2158/92, e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi della legge n. 183/1987.

          Deliberazione CIPE n. 183 del 5 novembre 1999: Cofinanziamento del programma degli interventi relativi alla protezione delle foreste contro l'inquinamento atmosferico, di cui al regolamento CEE n. 3528/86, modificato dal regolamento CE n. 307/97, per l'anno 1999.
          Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 giugno 1997: Istituzione degli organi del coordinamento territoriale del Corpo forestale dello Stato per l'ambiente.

          Decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali 22 novembre 1994, n. 750: Regolamento recante disposizioni relative all'organizzazione ed al funzionamento del Comitato permanente delle politiche agroalimentari e forestali.


B) Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

          Legge regionale del Friuli-Venezia Giulia 12 novembre 1997, n. 34: Modifiche alla legge regionale 19 novembre 1991, n. 52, in materia di pianificazione territoriale e urbanistica, alla legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, in materia di opere pubbliche e di interesse pubblico, alla legge regionale 13 maggio 1988, n. 29, in materia di protezione delle bellezze naturali, alla legge regionale 1^ marzo 1988, n. 7, in materia di organizzazione degli uffici regionali e alla legge regionale 8 aprile 1982, n. 22, in materia di forestazione.

          Legge regionale della Valle d'Aosta 1^ ottobre 1996: Norme in materia urbanistica e di pianificazione territoriale.

          Legge regionale del Friuli-Venezia Giulia 19 agosto 1996, n. 32: Disposizioni concernenti norme integrative, di modificazione e di proroga di termini di provvedimenti legislativi in materia di viabilità, trasporti, pianificazione territoriale e tutela della flora.

          Decreto del Ministro dell'ambiente 18 dicembre 2000: Bando relativo al co-finanziamento di programmi di sviluppo sostenibile e di attuazione di Agende 21 locali.


D) Difesa del suolo

          Legge 18 maggio 1989, n. 183: essa prevede delle norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo, che ha come scopo quello di assicurare la difesa del suolo, appunto, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi (articolo 1, comma 1). Per ottenere questi risultati, si avvale del piano di bacino, "strumento conoscitivo normativo e tecnico-operativo" mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa ed alla valorizzazione del suolo e la diretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato;

          Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 1990: il decreto in esame costituisce un atto di indirizzo e coordinamento ai fini dell'elaborazione e dell'adozione degli schemi revisionali e programmatici di cui all'articolo 31 della legge n. 183 del 1989, recante norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo;

          Legge 7 agosto 1990, n. 253: questa legge inserisce nell'ordinamento delle "disposizioni integrative alla legge n. 183 del 1989", stabilendo norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo;

          Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1992: questo decreto del Presidente della Repubblica rappresenta un atto di indirizzo e coordinamento per determinare i criteri di integrazione e di coordinamento tra le attività conoscitive dello Stato, delle autorità di bacino e delle regioni per la redazione dei piani di bacino di cui alla legge n. 183 del 1989; esso introduce, infatti, norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo;

          Decreto del Presidente della Repubblica 14 aprile 1993: anch'esso costituisce un atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante criteri e modalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale;

          Decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236: il seguente decreto-legge fissa le modalità da seguire negli interventi urgenti a sostegno dell'occupazione;

          Decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, intitolato "Disposizioni per l'accelerazione degli investimenti a sostegno dell'occupazione e per la semplificazione dei procedimenti in materia edilizia";

            Legge 5 gennaio 1994, n. 37: essa stabilisce norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche;

          Decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 1995, concernente l'approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento relativo ai criteri per la redazione di piani di bacino.


E) Energia.

          Legge 9 gennaio 1991, n. 9: tale legge, intitolata "Norme per l'attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali", ha introdotto i primi elementi per liberalizzare la produzione dell'energia in Italia. Infatti ha disposto la regolamentazione di numerosi settori, tra i quali ricordiamo gli impianti idroelettrici e gli elettrodotti, gli idrocarburi e la geotermia, gli autoproduttori e le imprese elettriche locali;

          Legge 9 gennaio 1991, n. 10: anche questa legge, intitolata "Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia", fissa i princìpi generali idonei a rendere operativo il PEN (Piano energetico nazionale) ed in modo specifico, per conseguire il risparmio energetico, demandando ad una serie di decreti attuativi la definizione di strumenti normativi per il conseguimento dei seguenti obiettivi:

              migliorare i processi di trasformazione dell'energia;

              ridurre i consumi di energia;

              migliorare i consumi di energia;

          Legge 25 agosto 1991, n. 282: che reca norme per la riforma dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente;

          Decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 15 febbraio 1992, intitolo "Agevolazioni fiscali per il contenimento dei consumi energetici negli edifici";

          Decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 476: il seguente decreto ha dato attuazione alla direttiva 89/336/CEE del Consiglio, del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1992;

          Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412: "Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'articolo 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10";

          Legge 31 gennaio 1994, n. 97: intitolata "Nuove disposizioni per le zone montane". In particolare la legge stabilisce che l'energia elettrica prodotta nei territori montani da piccoli generatori comunque azionati, come aerogeneratori, piccoli gruppi elettrogeni, piccole centraline idroelettriche, impianti fotovoltaici, con potenza elettrica non superiore a 30 Kilowatt, o da gruppi elettrogeni funzionanti a gas metano biologico, è esentata dalla relativa imposta erariale sul consumo;

          Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 484: intitolato "Regolamento recante la disciplina di conferimento dei permessi di prospezione o ricerca e di concessione di coltivazione di idrocarburi in terraferma ed in mare";

          Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 485: intitolato "Regolamento recante la disciplina dei procedimenti di rilascio di permesso di ricerca e concessione di coltivazione delle risorse geotermiché di interesse nazionale";

          Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 526: intitolato "Regolamento recante norme per disciplinare la valutazione dell'impatto ambientale relativa alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi". Il seguente regolamento, in particolare, stabilisce che il permesso di prospezione di cui all'articolo 3 della legge n. 9 del 1991, è subordinato alla pronuncia di compatibilità di cui all'articolo 6 della legge n. 349 del 1986. Lo studio dell'impatto ambientale da allegare alla domanda di pronuncia di compatibilità ambientale deve essere redatto secondo lo schema di cui agli allegati II/A e II/B al presente regolamento, che fanno parte integrante del regolamento stesso. La pronuncia di compatibilità ambientale non occorre:

              nel caso in cui il richiedente nell'istanza di permesso si impegni espressamente a non effettuare attività di prospezione all'interno delle aree di cui all'allegato I;

              per istanze di permessi di prospezione i cui programmi di lavoro comprendano esclusivamente rilievi geologici in campagna, misure gravimetriche, magnetometriche, paleomagnetiche e sismometriche passive, prospezioni geochimiche, rilievi condotti con aerei o satelliti;

          Decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, il quale ha dato attivazione alla 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993, e dalla 93/97/CEE del Consiglio, del 29 ottobre 1993;

          Decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625: tale decreto legislativo ha dato attuazione alla direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilascio o di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;

          Regolamento (CEE) n. 701/97 del Consiglio, del 14 aprile 1997: esso impone l'adozione di un programma destinato a promuovere la cooperazione internazionale nel settore energetico (Programma Synergy);

          Legge 10 novembre 1997, n. 415: con questa legge si è provveduto alla ratifica ed all'esecuzione del trattato sulla Carta europea dell'energia, con atto finale, Protocolli e decisione, firmato a Lisbona il 17 dicembre 1994;

          Decreto del Presidente della Repubblica 1^ febbraio 1998, n. 53: intitolato "Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica che utilizzano fonti convenzionali", a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59;

          Decreto del Presidente della Repubblica 9 marzo 1998, n. 107: intitolato "Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 92/75/CEE concernente le informazioni sul consumo di energia degli apparecchi domestici";

          Decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 2 aprile 1998, recante modalità di applicazione della etichettatura energetica a frigoriferi domestici, congelatori e relative combinazioni";
          Decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 7 ottobre 1998, recante una disciplina sulle modalità di applicazione dell'etichettatura a lavatrici, asciugabiancheria e lavasciuga ad uso domestico.


F) "Protezione della natura e tutela del paesaggio".

          Decreto del Presidente della Repubblica 1^ dicembre 2000; Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 97/49/CE che modifica l'Allegato I della direttiva 79/409/CEE, concernente la protezione degli uccelli selvatici;

          Decreto del Ministro dell'ambiente 3 agosto 2000: Modalità di presentazione delle proposte relative al programma finanziario europeo LIFE-Ambiente per l'annualità 2000;

          Regolamento (CE) n. 2724/2000 della Commissione, del 30 novembre 2000 che modifica il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio;

          Delibera n. 60 della giunta regionale Veneto del 15 novembre 2000: Piano per il Parco nazionale Dolomiti bellunesi;

          Delibera della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 20 luglio 2000: Approvazione del III aggiornamento dell'elenco ufficiale delle aree naturali protette, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 3, comma 4, lettera c), della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e dell'articolo 7, comma 1, allegato A, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

          Delibera n. 2014 della giunta regionale Veneto del 30 giugno 2000: Interventi per la conservazione e la tutela della natura nelle aree naturali protette;

          Legge regionale Valle d'Aosta 25 maggio 2000, n. 12: Disposizioni in materia di cartografia e di sistema cartografico e geografico regionale;

          Delibera CIPE n. 202 del 21 dicembre 1999: Convenzione n. 187 del 1990. Progetto per il sistema di arredo di ambiente, l'organizzazione delle funzioni, la tutela del paesaggio a supporto della attività turistica, dello sport e del tempo libero;

          Legge 14 ottobre 1999, n. 403: Ratifica ed esecuzione della convenzione per la protezione delle Alpi, con allegati e processo verbale di modifica del 6 aprile 1993, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991;

          Decreto del Ministro dell'ambiente 20 gennaio 1999: Modificazioni degli allegati A e B del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, in attuazione della direttiva 97/62/CE del Consiglio, recante adeguamento al progresso tecnico e scientifico della direttiva 92/43/CEE;

          Decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 30 novembre 1998: Disciplina delle zone di tutela biologica;

          Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357: Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali, nonché flora e fauna selvatiche;

          Regolamenti (CEE) n. 938/97 e n. 939/97 della Commissione, del 26 maggio 1997: Regolamenti che modificano il regolamento (CEE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di talune specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio;

          Decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 18 dicembre 1996: Decentramento dei poteri di tutela ambientale e paesaggistica.


G) "Agricoltura di montagna".

          Regolamento (CEE) n. 2078/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativo a metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze di protezione dell'ambiente e con la cura dello spazio naturale;

          Regolamento (CEE) n. 2080/92 del Consiglio, 30 giugno 1992, che istituisce un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel settore agricolo;

          Legge regionale Lombardia 6 aprile 1993, relativa a disposizioni attuative della legge regionale 30 novembre 1991, n. 30: "Interventi finalizzati all'agricoltura in montagna";

          Legge regionale Veneto 18 gennaio 1994, relativa a provvedimenti per il consolidamento e lo sviluppo dell'agricoltura di montagna e per la tutela e la valorizzazione dei territori montani;

          Legge 31 gennaio 1994, n.97, relativa alle norme per la salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane. Tali norme promuovono azioni di sviluppo e tutela della montagna negli interessi della collettività nazionale anche attraverso la diffusione di servizi sul territorio montano. La legge rappresenta un importante strumento di incentivazione e sostegno allo sviluppo economico montano istituendo politiche di agevolazione economica e di intervento sulle attività produttive, favorendo la permanenza dei residenti nelle aree montane anche attraverso la promozione di attività imprenditoriali locali, allo scopo di contrastare lo spopolamento causato dalla mancanza di opportunità di lavoro e dalla carenza di servizi e infrastrutture;

          Regolamento (CEE) n.950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agricole;
          Regolamento (CE) n.951/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento delle condizioni di trasformazione di commercializzazione dei prodotti agricoli;

          Decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, relativo a disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n.449;

          Legge regionale Trentino-Alto Adige - provincia autonoma di Trento 23 novembre 1998, relativa a interventi per lo sviluppo delle zone montane e disposizioni urgenti in materia di agricoltura.


H) "Turismo ed attività di tempo libero".

          Deliberazione CIPE n.24 del 19 febbraio 1999: cofinanziamento nazionale del programma operativo "Sviluppo e valorizzazione del turismo sostenibile nelle regioni dell'obiettivo 1", di cui al regolamento (CEE) n.2081/93, per le annualità 1997-1999 e rimodulazione finanziaria degli interventi per gli anni 1995 e 1996.

          Deliberazione CIPE n. 39 del 25 maggio 2000: Progetto per il sistema di arredo di ambiente, l'organizzazione delle funzioni, la tutela del paesaggio e supporto dell'attività turistica, dello sport e del tempo libero - Proroga della convenzione n.187/90.

          Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 settembre 1998: Recepimento della direttiva 95/57/CE del Consiglio, del 23 novembre 1995 relativa alla raccolta di dati statistici nel settore del turismo.

          Delibera CIPE n.216 del 21 dicembre 1999: Approvazione dei criteri di riparto e della relativa ripartizione tra le regioni del Fondo nazionale per la montagna per l'anno 1999.

          Decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 17 febbraio 1999, n.72: Regolamento recante istituzione dell'Istituto nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna.

          Legge 29 novembre 1995, n.513: "Modifica all'articolo 18 della legge 31 gennaio 1994, n.97, recante nuove disposizioni per le zone montane".


I) Trasporti.

          Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 novembre 1995. Tale decreto, con cui è stata recepita la direttiva 93/12/CEE relativa al tenore dello zolfo di taluni combustibili liquidi, vieta l'immissione sul mercato di gasolio con contenuto di zolfo superiore a 0,2 per cento in peso e di gasolio per autotrazione con contenuto di zolfo superiore a 0,05 per cento in peso;
          Decreto del Ministro dell'ambiente 16 maggio 1996. Il decreto in esame reca "Attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono" ed ha come scopo quello di "instaurare un sistema di sorveglianza, di scambio di informazioni, di gestione degli stati di attenzione e di allarme per la popolazione finalizzato al controllo dell'inquinamento da ozono" (articolo 1). Lo stesso decreto prevede anche quali devono essere, per la misura delle concentrazioni d'ozono, i metodi di riferimento (in primis quello dell'allegato III, e poi anche altri metodi al primo equivalenti, sulla base dei criteri stabiliti dal CENIA);

          Decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 8 ottobre 1996. Con questo decreto sono state emanate disposizioni relative all'autotrasporto di merci tra Italia-Austria per l'anno 1997;

          Legge 4 novembre 1997, n. 413, intitolata "Misure urgenti per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico da benzene". Secondo quanto stabilito dall'articolo 1 della legge, a decorrere dal 1^ luglio 1998, il tenore massimo consentito di benzene e di idrocarburi aromatici totali nelle benzine è fissato, rispettivamente, nell'1 per cento in volume e nel 40 per cento in volume. A decorrere poi, dal 1^ luglio 2000, è stabilita, con decreto del Ministro dell'ambiente (di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari) un'ulteriore riduzione del tenore massimo di idrocarburi aromatici nelle benzine, sulla base della normativa comunitaria. Il controllo del tenore di benzene e della frazione aromatica nelle benzine è effettuato dai lavoratori chimici delle dogane e delle imposte indirette sui carburanti prodotti dalle raffinerie italiane e su quelli importati. I sindaci, secondo quanto previsto dall'articolo 3, potranno adottare le misure di limitazione della circolazione, di cui all'articolo 7, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285. L'articolo 4 differenzia le pompe di distribuzione delle benzine presso gli impianti nuovi di distribuzione dei carburanti da quelle, invece, presso impianti preesistenti; le prime, dovranno essere dotate di dispositivi di recupero dei vapori della benzina a partire dalla data di entrata in vigore della legge (articolo 4, comma 2), mentre le altre pompe, e ciò quelle presenti in impianti preesistenti, dovranno essere dotate di dispositivi di recupero dei vapori di benzina entro luglio 2000 (comma 3).
          E per quanto concerne le modalità ed i termini per la graduale applicazione dell'obbligo di cui al comma 3, queste dovranno essere stabilite mediante l'emanazione di un decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità (previo parere delle competenti Commissioni parlamentari).
          Tali modalità e tali termini per la graduale applicazione dell'obbligo di attrezzare con dispositivi di recupero dei vapori di benzina le pompe di distribuzione delle benzine presso gli impianti preesistenti di distrubuzione dei carburanti, sono stati stabiliti con il decreto del Ministro dell'ambiente 20 gennaio 1999, n.76, intitolato, appunto, "Regolamento recante norme per l'installazione dei dispositivi di recupero dei vapori di benzine presso i distributori";

          Decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 14 novembre 1997. Il decreto ha recepito ed attuato la direttiva 96/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 ottobre 1996, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure da adottare contro l'inquinamento atmosferico da emissioni di veicoli a motore;

          Decreto del Presidente della Repubblica 11 dicembre 1997, n.496, intitolato "Regolamento recante norme per la riduzione dell'inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili", stabilisce le tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento da rumore (previste nell'allegato B), in attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 26 ottobre 1995, n.447;

          Decreto del Ministro dell'ambiente 27 marzo 1998. Il decreto in esame prevede una normativa relativa alla "mobilità sostenibile nelle aree urbane", ponendo a carico delle regioni (entro il 30 giugno 1999) l'adozione del piano regionale per il risanamento e la tutela della qualità dell'aria, di cui al decreto del Ministro dell'ambiente del 20 maggio 1991. Secondo tale decreto, inoltre:

              i sindaci dei comuni di cui all'allegato III del decreto del Ministro dell'ambiente 25 novembre 1994 e tutti gli altri comuni compresi nelle zone a rischio di inquinamento atmosferico individuate dalle regioni ai sensi degli articoli 3 e 9 dei decreti del Ministro dell'ambiente 20 maggio 1991, devono adottare le misure adeguate (ai sensi delle leggi sanitarie) per la prevenzione e la riduzione delle emissioni inquinanti, qualora sia accertato o prevedibile il superamento dei limiti e degli obiettivi di qualità dell'aria stabiliti dai decreti del Ministro dell'ambiente 25 novembre 1994, e 16 maggio 1996;

              le imprese e gli enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con complessivamente più di 800 addetti ubicati nei comuni di cui al comma 1 dell'articolo 2, devono adottare il piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità aziendale. Il piano è finalizzato alla riduzione dell'uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico;

          Direttiva del Ministro del lavori pubblici 7 luglio 1998. Questa direttiva, relativa al controllo dei gas di scarico dei veicoli (bollino blu), prevede ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285 (Nuovo codice della strada) (che annuncia la potestà del sindaco di limitare, entro i centri abitati, la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione dell'inquinamento e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale), il potere di attribuire ai sindaci dei comuni inseriti nelle zone a rischio di episodi acuti di inquinamento (individuate dalle regioni ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Ministro dell'ambiente 20 maggio 1991), di vietare la circolazione, entro i centri abitati, agli autoveicoli che non sono in grado di attestare il contenimento delle emissioni inquinanti entro i limiti previsti dal decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 5 febbraio 1996, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della sanità, in applicazione della direttiva 92/55/CEE;

          Decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n. 459. Tale decreto del Presidente della Repubblica, intitolato "Regolamento recante norme di esecuzione dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n.447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario", stabilisce appunto una serie di norme idonee a prevenire e a contenere l'inquinamento da rumore nascente dall'esercizio delle infrastrutture ferroviarie e delle linee metropolitane di superficie, con esclusione delle tramvie e delle funicolari.

          Tali disposizioni sono da applicare:

              alle infrastrutture esistenti, alle loro varianti ed alle infrastrutture di nuova realizzazione in sfiancamento a quelle esistenti;

              alle infrastrutture di nuova realizzazione;

          Decreto del Ministro dell'ambiente 21 aprile 1999, n.163. Il decreto prevede un regolamento recante norme per l'individuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione;

          Decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 13 maggio 1999. Tale decreto ha recepito la direttiva 98/77/CE della Commissione, del 2 ottobre 1998, la quale adegua al progresso tecnico la direttiva 70/220/CE del Consiglio relativa all'inquinamento atmosferico prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore;

          Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1999, n.250. Il decreto del Presidente della Repubblica reca norme idonee alla rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato, a norma dell'articolo 7, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n.127;

          Decreto del Ministro del trasporti e della navigazione 7 luglio 1999. Il provvedimento prevede la concessione di incentivi per il trasporto combinato ai sensi dell'articolo 5 della legge 23 dicembre 1997, n.454;

          Decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351. Esso ha dato attuazione alla direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente ed ha modificato il decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988, abrogandone (a norma del primo comma dell'articolo 13): il primo comma dell'articolo 3; i punti a), b) e d) dell'articolo 4; gli articoli 20, 21, 22, 23; gli allegati I, II, III e IV.

          Decreto del Ministro dell'ambiente 3 dicembre 1999. Esso prevede le procedure antirumore e identifica le zone di rispetto negli aeroporti.
          Decreto del Ministro dell'ambiente 10 febbraio 2000. Il presente decreto intitolato "Metodiche per il controllo del tenore di benzene e di idrocarburi aromatici totali nelle benzine" stabilisce, ai sensi dell'articolo 1 della legge 4 novembre 1997, n. 413, le metodiche per il campionamento, per le analisi e per la valutazione dei risultati relativi ai controlli sul tenore di benzene e di idrocarburi aromatici totali nelle benzine destinate all'immissione in consumo (articolo 1).
          Si ricorda che al comma 1 dell'articolo 1, la legge n. 413 del 1997 fissa il contenuto massimo di benzene e di idrocarburi aromatici totali nelle benzine carburanti, mentre al comma 3 dello stesso articolo prevede che con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro delle finanze, sia stabilita apposita metodica per il relativo controllo.
          Pertanto, nel contenuto dei Protocolli non si rilevano aspetti di incompatibilità con l'ordinamento comunitario.
          Inoltre, per quanto riguarda l'impatto sul sistema normativo interno, non si prevede la necessità di emanare norme di adeguamento o di effettuare modifiche alla legislazione nazionale, né sembrano necessari nuovi provvedimenti di natura amministrativa.


ANALISI DELL'IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

A) Ambito dell'intervento: destinatari diretti e indiretti.

          L'amministrazione italiana deputata in via prioritaria all'attuazione del trattato è il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.
          Per quanto attiene agli elementi dell'impatto si ritiene che i destinatari diretti sono le amministrazioni centrali nonché le amministrazioni regionali e gli enti locali. Indirettamente sono interessate alla normativa le popolazioni residenti nei Paesi dell'arco alpino in quanto la ratifica dei Protocolli alla Convenzione per la protezione delle Alpi è tesa alla salvaguardia a lungo termine dell'ecosistema naturale delle Alpi.


B) Ricognizione degli obiettivi e dei risultati attesi.

          Gli obiettivi sono riconducibili agli elementi indicati nella relazione illustrativa e nella relazione tecnico-normativa.


C) Valutazione dell'esistenza di oneri organizzativi a carico delle pubbliche amministrazioni.

          Si ritiene che l'impatto sull'organizzazione può essere fronteggiato dalle amministrazioni senza la necessità di appositi e specifici modelli organizzativi, salvo eventuali azioni di migliore distribuzione delle risorse umane, idonee a rendere più efficace l'attività istituzionale.
D) Valutazione dell'eventuale previsione della creazione di nuove strutture amministrative e del coordinamento con le strutture esistenti.

          Nuove strutture amministrative sono prevedibili in quanto nei diversi settori previsti dai Protocolli occorrono, per dare attuazione agli stessi, progetti pilota, una banca dati, inventari nonché attività relazionali che per loro natura richiedono una struttura operativa e di coordinamento che deve anche interagire con quelle esistenti.


E) Impatto sui destinatari diretti e indiretti.

          L'impatto sui destinatari non produce squilibri in quanto le misure adottate nei dodici settori di intervento, essendo dirette a salvaguardare a lungo termine l'ecosistema naturale delle Alpi ed il loro sviluppo sostenibile, nonché la tutela degli interessi economici delle popolazioni residenti, producono attraverso migliori standard e validi indicatori, effetti sulla qualità ambientale incidendo sulla sostenibilità dei trasporti.




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