Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 589 del 21/2/2005
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(Repliche dei relatori e del Governo - A.C. 2436 ed abbinati)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'onorevole Gianfranco Conte, relatore per la VI Commissione.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Vorrei rassicurare l'onorevole Tabacci che i fichi in questo momento non hanno foglie; credo quindi che la stagione non sia di quelle adatte. Ho seguito questo dibattito con molta attenzione. Devo dire che mi iscrivo senz'altro - saremo in pochi - al partito di Tabacci, per quello che egli ha detto sulle banche e per le considerazioni che egli ha svolto sulla concentrazione del potere in mano ai privati, in questa fase storica del paese. Naturalmente, mi è stato detto tante volte «di fare così», su molti temi che hanno riguardato questo provvedimento. Tuttavia, mi è stato detto - così come sa bene l'onorevole Gambini, così com'è stato detto a lui - di fare molte cose, perché su questo argomento della tutela del risparmio, dato che investe molti interessi consolidati, è ben chiaro a tutti che non può esserci una responsabilità esclusiva della maggioranza o dell'opposizione.
Nel predisporre questo provvedimento, ci siamo mossi ascoltando tutti: le associazioni, le categorie, i consumatori, il mercato, le authority. Ognuno ha rappresentato la propria verità e, come è doveroso, i propri interessi. Abbiamo cercato, attraverso un percorso avviato prima con l'onorevole Gambini e poi con l'amico Saglia, di fornire alcune risposte, percorrendo la strada maestra della coerenza e, soprattutto, mantenendo fede all'indagine conoscitiva avviata dalle competenti Commissioni riunite di Camera e Senato. Ci siamo mossi su quella linea prima con Gambini, quando era correlatore, e successivamente con Saglia.
Credo che ciò sia importante, perché - ahimè - questa sera troppe volte ho sentito che la maggioranza ha posto dei freni. Ricordiamoci, tuttavia, che a maggio (solo due mesi dall'inizio dell'esame di questo provvedimento) sparì lo spirito bipartisan.


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L'opposizione votò compatta un proprio emendamento, che era importante (si trattava del problema della tutela dei soci di minoranza), ma, francamente, non credo fosse centrale rispetto al testo. In quel caso, si allinearono le forze in campo. Altro che spirito bipartisan! Altro che accordo! Ognuno votò secondo il proprio colore politico e secondo i proprie schemi e, di conseguenza, si è dovuto ricominciare da capo.
Addebitare tutto e sempre alla maggioranza, come si è evidenziato in ogni intervento che si è svolto questa sera, mi sembra scorretto. Vi sono stati stop and go (è chiaro) e lo avete evidenziato spesso anche nelle discussioni che si sono svolte. Fluvi ad un certo punto dice che quando si è trattato del falso in bilancio sono state trovate le maggioranze necessarie, mentre sugli altri temi non sono state trovate. Non mi pare sia stato così. Relativamente alla parte relativa alla governance, il testo è stato votato con piena maggioranza, con piena condivisione.
Come noto, si è trattato, durante questo percorso avviato tutti insieme in Commissione, di condividere o meno alcune posizioni, ma è stato fatto con molta franchezza, avendo ben chiaro che non sempre le idee che ognuno di noi trasmette liberamente sono condivise pienamente dai propri gruppi politici.
È chiaro a tutti che il dibattito si è svolto in completa libertà e spero che quello successivo, quando vi sarà l'esame in Assemblea, si svolgerà con altrettanta chiarezza e, soprattutto, con altrettanta sincerità. Se poi prevale ancora lo spirito di appartenenza a questo o a quel gruppo parlamentare, allora è chiaro che vi sono idee diverse e che ognuno rappresenta posizioni ed interessi diversi e allora non si farà molta strada.
Credo di aver dimostrato, insieme all'amico Saglia, ma, soprattutto, grazie alla collaborazione di tutti i colleghi, una serie di cose; vorrei ricordare che il testo dal quale partimmo con Gambini è rimasto sostanzialmente tal quale, salvo un alleggerimento anche nella seconda fase e che, con riferimento all'ultimo testo, sono stati approvati 47 emendamenti della minoranza (non mi sembra assolutamente uno scandalo). Credo, altresì, che gli altri emendamenti che saranno presentati saranno vagliati con l'attenzione che abbiamo sempre dimostrato.
Mi sembra francamente inaccettabile addossare tutte le responsabilità di quanto è successo fino ad ora alla maggioranza e, soprattutto, continuare a dire che vi è la volontà di rinviare l'esame di tale provvedimento.
Siamo pronti e abbiamo l'intenzione di concludere velocemente l'esame di questo provvedimento, anche se probabilmente ognuno resterà delle proprie opinioni.
Ritengo di aver fatto tutto il possibile, insieme all'amico Saglia e all'amico Gambini, per consegnare all'esame dell'Assemblea un buon testo e spero che insieme lo si possa migliorare.
In conclusione, ringrazio i funzionari della Camera che ci hanno fornito uno straordinario supporto per trasfondere la disciplina di una materia così complicata nelle norme testè presentate (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Prendo atto che il relatore della X Commissione ed il rappresentante del Governo rinunciano alla replica.
Il seguito della dibattito è rinviato ad altra seduta.

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