Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 594 dell'1/3/2005
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(Esame dell'articolo 10 - A.C. 2436 ed abbinati)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2436 ed abbinati sezione 11).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere delle Commissioni.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Le Commissioni invitano al ritiro degli emendamenti Patria 10.202 e Liotta 10.200, altrimenti il parere è contrario; ciò in quanto la formulazione proposta è già prevista all'articolo 9, comma 1, lettera b).
Le Commissioni esprimono invece parere favorevole sull'emendamento Armani 10.201.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore sugli emendamenti Patria 10.202 e Liotta 10.200, mentre sull'emendamento Armani 10.201, si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Patria 10.202 e Liotta 10.200 accedono all'invito al ritiro.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 10.201.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei che i colleghi prestassero particolare attenzione all'emendamento in esame, nonché al parere reso dai relatori.
Come sapete, la norma in esame è il frutto dell'iniziativa dell'opposizione e prevede l'introduzione delle cosiddette muraglie cinese, per evitare che, all'interno delle banche degli altri organismi finanziari, possano verificarsi conflitti di interesse fra le diverse branche di queste attività, in particolare all'interno della banca universale. Si tratta di uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali è possibile tutelare il risparmio e restituire trasparenza al funzionamento del mercato finanziario italiano.
Questa norma, oltre a disporre la separazione organizzativa, consente alla Consob di disporre la separazione societaria, in modo che vi sia, da questo punto di vista, una precisa barriera fra le diverse funzioni interne alla banca universale e che sia evitato in maniera chiara il conflitto di interesse.
Se eliminerete questo periodo dalla norma che stiamo approvando, finirete per diminuirne sensibilmente l'efficacia e, soprattutto, per allontanare l'Italia dagli altri paesi che, dopo gli scandali finanziari, hanno varato norme di questa natura nei loro ordinamenti (così è accaduto negli Stati Uniti ed in altri paesi europei). Vi invitiamo perciò a prestare attenzione ed a prendere atto che il Governo si rimette all'Assemblea su questo emendamento. Per tale ragione, vi invitiamo a respingerlo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.


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MARIO LETTIERI. Signor Presidente, il parere espresso dal relatore per la VI Commissione, onorevole Gianfranco Conte, merita una sottolineatura per la sua gravità, perché davvero in questo dibattito si sta verificando il percorso del gambero: un passo in avanti e due all'indietro.
In ordine ad alcuni articoli, sui quali si era trovata una condivisione sostanziale, con il parere favorevole espresso sull'emendamento Armani 10.201, si registra un arretramento su un tema delicatissimo, quello del conflitto di interessi e dell'organizzazione all'interno delle banche. Le famose chinese walls erano il frutto del dibattito svoltosi in sede di Commissione ed ora le si vogliono eliminare. Eppure, la trasparenza ed il conflitto di interessi avrebbero richiesto che la CONSOB determinasse questa organizzazione, in modo da prevedere una vera muraglia all'interno della banca universale, che deve certamente svolgere altri ruoli, ma senza commistione alcuna, altrimenti il conflitto di interessi si accentuerebbe.
Certo, qualcuno potrebbe pensare che l'opposizione si interessi a questo piccolo conflitto di interessi. A parte il fatto che non è piccolo, se non affrontiamo il conflitto di interessi che riguarda il Capo del Governo, certamente la cosa diventa de minimis, ma è comunque grave!

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, le considerazioni dei colleghi Gambini e Lettieri sono molto convincenti. Invito i relatori a riflettere sul parere favorevole alla eliminazione della responsabilità, che si assegna alla Consob, sentita la Banca d'Italia, di stabilire una distinzione organizzativa tra chi svolge attività finanziarie in una grande banca e chi esercita attività di gestione.
Inoltre, si prevede che in questo caso la Consob, sentita la Banca d'Italia, possa anche decidere che sia necessaria una società apposita, dunque non si introduce un obbligo, ma un potere per la Banca d'Italia e per la Consob.
Quindi, invito i relatori a riconsiderare il parere espresso sul presente emendamento, formulando un invito al ritiro dello stesso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. L'articolo in oggetto prevede che la prestazione da parte degli intermediari dei servizi di investimento avvenga attraverso strutture organizzativamente separate, prefigurando la possibilità che la Consob imponga il ricorso a società distinte.
Occorre ricordare che in tal modo si propone di nuovo la soluzione contenuta nella legge n. 1 del 1991, poi superata dal decreto legislativo n. 415 del 1996 perché considerata non più adatta all'evoluzione del mercato.
Detta soluzione si discosta notevolmente da quella seguita dalla recente direttiva europea dei servizi di investimento n. 39 del 2004. Infatti, in questa direttiva comunitaria, in materia di conflitto di interessi, è lasciata agli intermediari la decisione sul come organizzarsi per gestire tale situazione e su come informarne il pubblico nel caso in cui non si sia riusciti a neutralizzarla.
In tale ottica la separatezza a livello societario rappresenta un'indebita ingerenza nella struttura delle banche, ponendo loro vincoli onerosi e, soprattutto, aggravando ulteriormente i già esistenti svantaggi competitivi con parti estere indotti dalla diversa regolamentazione.
Se vogliamo che il nostro mercato si sviluppi, dobbiamo tener conto tra l'altro delle direttive comunitarie che ci forniscono una linea da seguire.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, dopo tanti pareri contrari espressi sugli emendamenti proposti dal collega Armani, mi sembra che in questo caso avesse centrato il tema.
In realtà, i colleghi dell'opposizione si ricorderanno che, a fronte del problema delle chinese walls, furono proprio i relatori a cercare una soluzione.
In questo caso, abbiamo svolto un approfondimento e abbiamo verificato che la possibilità di costituire società ad hoc è di difficile applicazione; tuttavia, siccome non siamo innamorati fino a questo punto di queste norme, per quanto mi riguarda modifico il parere espresso in precedenza rimettendomi all'Assemblea sull'emendamento in esame.

STEFANO SAGLIA, Relatore per la X Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO SAGLIA, Relatore per la X Commissione. Signor Presidente, non so se il regolamento lo consenta, ma io manterrei il parere favorevole.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, capisco le conversioni - anche se vi ricordo che San Paolo sulla via di Damasco, una volta convertito, almeno scese da cavallo e continuò a piedi -, ma non dovete esprimere la vostra opinione personale, bensì l'orientamento del Comitato dei diciotto.
Dunque, sospendo la seduta per cinque minuti, per conoscere l'opinione del Comitato dei diciotto in merito a tale emendamento.

La seduta, sospesa alle 18,30, è ripresa alle 18,35.

PRESIDENTE. Chiedo al relatore di esprimere il parere sull'emendamento Armani 10.201, a nome del Comitato dei diciotto.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni si rimettono all'Assemblea.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, anche il Governo si rimette all'Assemblea.

PIETRO ARMANI. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Signor Presidente, sono molto stupito soprattutto dagli interventi di alcuni colleghi, che prima sostengono una tesi e poi ne sostengono un'altra.
Signor Presidente, la via di Damasco, fino a quando le truppe siriane non usciranno dal Libano, rimane piuttosto preclusa. Quindi, a mio giudizio, dobbiamo rimetterci alle indicazioni fornite dall'Unione europea, che ha emanato una precisa direttiva, e, soprattutto, dobbiamo evitare di essere danneggiati dal rapporto di forza che abbiamo rispetto ad altri paesi dell'Unione. Infatti, alcuni partner europei dispongono di strutture finanziarie più grandi e più forti delle nostre.
D'altra parte, non possiamo modificare la Banca universale perché è ormai generalizzata in tutto il mondo. Quindi, dobbiamo consentire alle nostre banche, che sono più piccole di quelle francesi, britanniche e tedesche, di organizzarsi, per evitare di sopportare costi ulteriori e di scaricarli su clienti e imprese.
Mi sembra che dobbiamo soprattutto preoccuparci della competitività del nostro sistema produttivo e finanziario. Certo, i problemi della trasparenza sono importanti e sarebbe bellissimo ottenerla. Ma, se la trasparenza comporta soltanto disoccupazione e maggiori costi per le nostre imprese, si comprende che il problema si trasforma completamente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Armani 10.201, sul quale le Commissioni ed il Governo si rimettono all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
58
Hanno votato
no 318).

Prendo atto che l'onorevole Mereu ha espresso voto contrario, mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'articolo 10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Visco. Ne ha facoltà.

VINCENZO VISCO. Signor Presidente, l'articolo in oggetto è piuttosto importante. Sono rimasto piuttosto sorpreso nell'ascoltare l'intervento dell'onorevole Armani, che peraltro in Commissione aveva sostenuto tale articolo, perché le sue preoccupazioni sono infondate, se è consentito esprimermi in questi termini.
Infatti, la costituzione di società autonome è del tutto eventuale. L'operazione viene gestita dagli organi di controllo, compresa la Banca d'Italia. Quindi, è improbabile che si possano determinare situazioni nocive per la competitività, mentre è certo che il risultato fondamentale desunto dalle indagini conoscitive ha sottolineato come gran parte dei disastri cui abbiamo già assistito sia derivata dal cattivo funzionamento della Banca universale, proprio perché non esistevano divisioni, bensì una generalizzata situazione di conflitto di interessi.
Se per il futuro vogliamo evitare che i risparmiatori consapevoli, ovvero la famosa vecchietta, si ritrovino nel portafoglio titoli rischiosissimi, la via è proprio questa. Inoltre, si tratta di una via molto indolore, perché viene gestita da organi di vigilanza che non hanno particolari tendenze giustizialiste.
Per tali motivi, annuncio il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo sull'articolo 10, che non vi sarebbe stato qualora fosse stato approvato l'emendamento Armani 10.201.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 390
Votanti 377
Astenuti 13
Maggioranza 189
Hanno votato
376
Hanno votato
no 1).

Onorevoli colleghi, saluto con grande calore a nome di tutta l'Assemblea il Presidente della 59a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Jean Ping, ministro degli affari esteri del Gabon (Applausi). Abbiamo apprezzato l'equilibrio con cui ha diretto i lavori dell'Assemblea generale dell'ONU, organizzazione alla quale il Parlamento italiano guarda con rinnovato interesse. Rivolgo pertanto un augurio sincero a lei e all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Chiedo ai relatori come intendano proseguire nell'esame del provvedimento.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, dal momento che stiamo procedendo velocemente e l'esame del Comitato dei diciotto si è interrotto con l'articolo testé esaminato, proponiamo di procedere all'esame degli articoli 15 e 17, su cui non sussistono problemi.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendovi obiezioni, procederemo quindi


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all'esame degli articoli 15 e 17, rinviando il seguito dell'esame alla seduta di domani, che mi auguro possa esser altrettanto proficua quanto quella odierna.

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