Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 595 del 2/3/2005
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...
(Esame dell'articolo 13 - A.C. 2436 ed abbinati)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2436 ed abbinati sezione 5).


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Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la VI Commissione, onorevole Gianfranco Conte, ad esprimere il parere delle Commissioni.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni rivolgono un invito al ritiro dell'emendamento Armani 13.215, degli identici emendamenti Armani 13.233 e Polledri 13.236, degli identici emendamenti Armani 13.234 (precisando che, della formulazione di quest'ultimo, troveremo tracce in un successivo emendamento delle Commissioni) e Polledri 13.235, degli emendamenti Antonio Pepe 13.213 e 13.212 ed, infine, dell'emendamento Crisci 13.217.
Le Commissioni, inoltre, esprimono parere contrario sull'emendamento Crisci 13.218 e parere favorevole sugli emendamenti Crisci 13.219 e Patria 13.220.
Signor Presidente, sull'emendamento Antonio Pepe 13.207 credo vi fosse un parere contrario della V Commissione ...

PRESIDENTE. Il parere contrario della V Commissione è stato revocato.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Le Commissioni esprimono allora parere favorevole sull'emendamento Antonio Pepe 13.207, ove modificato dal subemendamento Antonio Pepe 0.13.207.1, mentre esprimono parere contrario sugli emendamenti Grandi 13.216, Crisci 13.221, Benvenuto 13.200 e 13.201 e Crisci 13.222. Sugli emendamenti Patria 13.223 e 13.224 il parere è favorevole, mentre è contrario sugli emendamenti Benvenuto 13.202 e 13.203.
Le Commissioni esprimono parere favorevole sull'emendamento Patria 13.225, mentre rivolgono un invito al ritiro dell'emendamento Crisci 13.226. Il parere è contrario sull'emendamento Crisci 13.229. Le Commissioni rivolgono un invito al ritiro dell'emendamento Crisci 13.230, in quanto recepito nel subemendamento 0.13.204.1 delle Commissioni medesime, del quale raccomandano l'approvazione. Pertanto, sull'emendamento Benvenuto 13.204 il parere è favorevole, ove subemendato.
Infine, le Commissioni esprimono parere contrario sugli emendamenti Benvenuto 13.205, 13.208 e 13.240, mentre rivolgono un invito al ritiro dell'emendamento Sergio Rossi 13.210. Sull'emendamento Benvenuto 13.206, le Commissioni esprimono parere contrario, mentre rivolgono un invito al ritiro dell'emendamento Crisci 13.228.
Le Commissioni raccomandano, inoltre, l'approvazione del proprio emendamento 13.251.
Infine, le Commissioni esprimono parere favorevole sull'emendamento Antonio Pepe 13.211, contrario sull'emendamento Crisci 13.231 e favorevole sull'emendamento Patria 13.232; raccomandano inoltre l'approvazione del proprio emendamento 13.250. L'emendamento Benvenuto 13.209 sarebbe assorbito da precedenti votazioni.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore per la VI Commissione, salvo che per gli emendamenti Crisci 13.219 e Antonio Pepe 13.211, sui quali si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Armani 13.215.
Chiedo al presentatore se intenda accedere all'invito al ritiro rivoltogli dal relatore e dal Governo.

PIETRO ARMANI. No, signor Presidente, ed insisto per la votazione anche dei successivi emendamenti a mia firma 13.233 e 13.234.
Per quanto riguarda l'emendamento 13.215, con il quale chiedo la soppressione dell'articolo 13, considerato che nella prassi operativa in materia di depositi inattivi le banche sono orientate a riconoscere il diritto del cliente alla restituzione delle somme e dei beni dati a suo


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tempo in deposito senza alcun limite temporale e indipendentemente dal fatto che il cliente stesso abbia compiuto operazioni al riguardo, le predette disposizioni appaiono, a mio avviso, lesive dell'autonomia privata, costituendo una forma di esproprio surrettizio in quanto, una volta acquisite le somme dallo Stato, i clienti delle banche ne perdono la titolarità e, conseguentemente, ogni possibilità di richiederne il rimborso.
Signor Presidente, ribadisco, infine, la mia volontà a che siano posti in votazione tutti e tre i miei emendamenti presentati all'articolo 13.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, dichiaro il nostro voto contrario sull'emendamento soppressivo Armani 13.215.
Onorevoli colleghi, l'articolo 13, sia per come è stato modificato rispetto all'originaria versione sia per i pareri espressi dai relatori, non ci soddisfa. Pur tuttavia, con esso si introduce finalmente nel nostro ordinamento una novità importante. La questione è nota ed afferisce alla grande quantità, difficilmente quantificabile ma stimabile in un'entità molto rilevante, di depositi giacenti presso le banche italiane. Si tratta di un fenomeno riscontrabile non soltanto nel nostro paese ma anche in molti altri paesi nei quali, proprio in virtù di questa grande quantità di risorse finanziarie amministrate in maniera impropria dalle banche, si stanno predisponendo provvedimenti simili nello spirito a quelli che con questo articolo si tenta - sebbene in maniera insufficiente e inadeguata ma, ripeto, introducendo comunque un nuovo principio nel nostro ordinamento - di introdurre. Si tratta di tutelare e di difendere, anche in questo caso, i risparmiatori; in modo particolare, i piccoli risparmiatori del nostro paese, quei risparmiatori, cioè, che si affidano al sistema bancario e creditizio italiano e che, con i loro depositi, contribuiscono a renderlo ricco e forte.
Tuttavia, nei confronti di questi soggetti bisognerebbe avere grande attenzione e grande rispetto, soprattutto quando vengono in rilievo situazioni come la scomparsa o la morte improvvisa, cui consegue la difficoltà di rintracciare il titolare dei conti e delle risorse in questi confluite.
Al riguardo, noi pensiamo ad una procedura ad evidenza pubblica, in modo che sia possibile notificare la giacenza di depositi bancari anche dopo che siano decorsi cinque anni dalla data di libera disponibilità delle somme e dei titoli depositati. Inoltre, riteniamo che sia necessario attivare un meccanismo che consenta di mantenere i depositi trasferiti alla Banca d'Italia nella custodia di quest'ultima; trascorsi i dieci anni entro i quali è possibile rivendicarle, le somme depositate dovrebbero defluire interamente nel fondo di garanzia destinato a salvaguardare gli investitori ed i risparmiatori del nostro paese.
In altri paesi, esistono disposizioni che, nel momento in cui viene aperto un conto corrente, consentono e, in taluni casi, obbligano a fornire l'indicazione di altri soggetti per il caso in cui venga a mancare, successivamente, l'intestatario del conto. Con i nostri emendamenti, in relazione ai quali sono intervenute alcune proposte di riformulazione, abbiamo cercato di introdurre una norma analoga a quella presente nell'ordinamento inglese perché pensiamo che anche questo aspetto sia estremamente importante.
Nonostante i peggioramenti che saranno apportati al testo originario attraverso gli emendamenti (e anche alla luce dei pareri su di essi espressi), noi pensiamo che l'articolo 13 non possa in alcun modo essere eliminato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 13.215, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 398
Votanti 395
Astenuti 3
Maggioranza 198
Hanno votato
3
Hanno votato
no 392).

Passiamo agli identici emendamenti Armani 13.233 e Polledri 13.236.
Chiedo all'onorevole Polledri se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore per la VI Commissione e dal Governo.

MASSIMO POLLEDRI. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, abbiamo appena votato a favore del mantenimento del principio della ricerca dei titolari dei depositi giacenti presso le banche. Noi riteniamo che tale diritto debba essere imprescrittibile: sotto questo profilo, gli emendamenti presentati dai deputati del gruppo della Lega e dall'onorevole Armani convergono.
Tuttavia, un punto non è chiaro nel testo dell'articolo 13. Mi riferisco alle modalità di ricerca dei titolari. I nostri emendamenti successivi prevedono una modalità che è trasparente e che, soprattutto, non incide sui costi (anche a questo aspetto credo che valga la pena di prestare attenzione).
Come si fa a trovare le persone che non hanno compiuto operazioni? Attenzione, perché il testo originario prevede una procedura di ricerca che imporrà il ricorso ad agenzie investigative (quali le Pinkerton)! Ebbene, chiedo al Governo ed ai colleghi chi pagherà i costi delle ricerche. Infatti, dobbiamo inviare una lettera a casa, cercare il sindaco, le ultime successioni e lo stato di famiglia del defunto. Vorrei sapere chi pagherà tutte queste operazioni. Su questo, sia ben chiaro, vigileremo.
La procedura proposta da me e dall'onorevole Armani è, invece, molto chiara: dopo dieci anni, l'elenco dei depositi giacenti presso la banca è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nonché su due quotidiani a diffusione nazionale; credo siano sufficienti per fornire una corretta informazione, senza costi per gli istituti di credito che saranno ribaltati necessariamente sui consumatori e sui risparmiatori. Per questo motivo, chiediamo il voto favorevole da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Armani 13.233 e Polledri 13.236, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 401
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato
10
Hanno votato
no 391).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Armani 13.234 e Polledri 13.235.
Prendo atto che anche l'onorevole Polledri non accetta l'invito al ritiro.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Armani 13.234 e Polledri 13.235, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 390
Maggioranza 196
Hanno votato
no 390).


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Passiamo all'emendamento Antonio Pepe 13.213.
Chiedo all'onorevole Antonio Pepe se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore per la VI Commissione e dal Governo.

ANTONIO PEPE. Si, Signor Presidente, lo ritiro e ritiro, altresì, il mio successivo emendamento 13.212. Pur confermando l'opinione che il termine di dieci anni, dopo il quale, in mancanza di movimentazioni, un deposito deve considerarsi dormiente, sarebbe stato più logico, tuttavia, accetto l'invito al ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Crisci 13.217.
Chiedo all'onorevole Crisci se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore per la VI Commissione e dal Governo.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, ovviamente non accetto l'invito al ritiro ed aggiungo che l'articolo 13 disciplina depositi giacenti presso le banche. Si tratta di libretti di risparmio nominativi e al portatore, di conti correnti e di altre forme di deposito privi di movimentazione...

RENZO INNOCENTI. Presidente, c'è un po' di confusione al banco delle Commissioni!

PRESIDENTE. Sì, scusate. Onorevole Gianfranco Conte, l'onorevole Crisci si sta rivolgendo a voi.
Prego, onorevole Crisci.

NICOLA CRISCI. Tali depositi, molto spesso, sono regolati con tassi di interesse bassissimi, non remunerativi che, un tempo, almeno per i conti di modesto importo, erano incamerati direttamente dalle banche. Oggi, l'applicazione di onerose quanto ingiuste ed ingiustificate spese di tenuta dei conti rende spesso inutile questa prassi, in quanto, dopo alcuni anni, i piccoli depositi attraverso le spese di liquidazione vengono, di fatto, assorbiti dalle banche che praticano una sorta di vero e proprio esproprio per il piccolo risparmio.
Presidente, inviterei l'Assemblea a prestare un po' di attenzione, perché si tratta di un emendamento tecnico.
La presenza di conti privi di movimentazione è ancora molto diffusa ed è senz'altro giusto ed opportuno pensare di utilizzare le risorse non rivendicate dai depositanti per dare una qualche risposta all'esigenza di tutelare il risparmio, anche attraverso la creazione di un fondo di garanzia per gli investitori ed i risparmiatori.
Condividendo l'obiettivo della previsione normativa, con spirito costruttivo, ho cercato di contribuire al miglioramento del testo sul tema dei depositi dormienti. Ho presentato, con altri colleghi, alcune proposte emendative che spero possano suscitare l'attenzione e la favorevole considerazione dell'Assemblea.
L'emendamento in esame, che sottopongo alla valutazione dei colleghi, propone l'esclusione della disciplina dei depositi privi di movimentazione dei contratti di deposito di titoli.
Si tratta, onorevoli relatori, di depositi che prevedono la custodia o l'amministrazione di titoli, che sovente hanno scadenza superiore ai cinque anni (si pensi ai BTP ventennali e trentennali), che per loro natura non presentano movimenti, se non nei casi di disinvestimento anticipato per esigenze del risparmiatore. Neanche lo stacco delle cedole o il pagamento degli interessi passa per il conto titoli, in quanto il transito è previsto normalmente sul conto corrente ordinario.
Per queste considerazioni, che hanno un carattere essenzialmente tecnico e che tendono ad evitare di inserire in modo ingiustificato ed improprio i depositi di titoli tra i depositi giacenti, chiedo all'Assemblea di approvare il mio emendamento 13.217, su cui credo che i relatori abbiano espresso un parere contrario in modo un po' troppo sbrigativo, senza, a mio avviso, prospettare convincenti motivazioni (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.217, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
172
Hanno votato
no 224).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Crisci 13.218.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Crisci. Ne ha facoltà.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, l'emendamento prevede che per i depositi privi di movimentazione da almeno cinque anni, dal giorno successivo a quello dal quale decorre il quinquennio non siano applicabili commissioni e spese relative alla gestione dei conti. La proposta scaturisce dalla considerazione dell'assenza di spese da parte delle banche nella tenuta dei conti non movimentati e dalla conseguente opportunità, se non necessità, di assicurare un minimo di tutela al risparmiatore, che nel rapporto bancario è sicuramente il contraente più debole.
Inoltre, si prevede il riaccredito delle spese eventualmente addebitate dalla banca dal giorno dal quale decorre il quinquennio. Ciò non solo perché siamo in presenza di spese sicuramente ingiuste, ma anche per dare un concreto segnale di attenzione, in un momento di grande inquietudine ed incertezza dei risparmiatori, ai contraenti, che sono spesso soccombenti rispetto alle posizioni delle banche.
Per queste considerazioni, ritengo che l'emendamento possa essere approvato ed invito l'Assemblea a votarlo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.218, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 384
Votanti 382
Astenuti 2
Maggioranza 192
Hanno votato
168
Hanno votato
no 214).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.219, accettato dalle Commissioni e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 384
Votanti 383
Astenuti 1
Maggioranza 192
Hanno votato
377
Hanno votato
no 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Patria 13.220, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 381
Votanti 235
Astenuti 146
Maggioranza 118


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Hanno votato
227
Hanno votato
no 8).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Antonio Pepe 0.13.207.1, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 398
Votanti 391
Astenuti 7
Maggioranza 196
Hanno votato
386
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Antonio Pepe 13.207.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Crisci. Ne ha facoltà.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, in caso di morte improvvisa o di sopravvenuta incapacità di intendere e di volere dell'intestatario di un libretto o di un conto corrente, può accadere che gli eredi o i familiari non siano a conoscenza dell'esistenza del contratto di deposito. Ne consegue che le somme giacenti presso la banca sono di fatto sottratte alla libera disponibilità degli aventi diritto e restano depositate, fino al giorno in cui questi non vengano a conoscenza dell'esistenza del deposito, presso la banca stessa.
La proposta emendativa disciplina questa fattispecie, che non è certamente frequente ma che è causa di un sicuro quanto ingiusto danno per chi viene privato della disponibilità di una somma di propria spettanza che resta depositata in banca spesso a condizioni non remunerative; in alcuni casi, con tassi pari a quelli previsti...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Crisci, non vorrei interromperla ma mi sembra che lei stia intervenendo su un altro emendamento.

NICOLA CRISCI. Mi sto riferendo, signor Presidente, all'emendamento, a mia firma, 13.226.

PRESIDENTE Per l'appunto, onorevole Crisci. Dunque, su tale proposta, potrà intervenire dopo, perché ora stiamo affrontando l'emendamento Antonio Pepe 13.207.

NICOLA CRISCI. Presidente, non ho chiesto la parola su tale proposta emendativa...

PRESIDENTE. Allora, onorevole Crisci, non doveva intervenire; ad ogni modo, ci siamo chiariti.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Antonio Pepe 13.207, nel testo subemendato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 401
Votanti 398
Astenuti 3
Maggioranza 200
Hanno votato
393
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 13.216.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, è intervenuto, per così dire, un «accanimento terapeutico» dei relatori in quanto, in una materia così delicata, quale quella dei depositi in sonno da molti anni, prevedere, per quanti debbono in qualche modo annettere questi fondi - che sono pur sempre, originariamente, di coloro che li hanno depositati -, norme alquanto più cogenti costituisce una cautela assolutamente


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necessaria. In fondo, si vuole stabilire che colui che potrebbe richiedere, richieda: mi sembra che, in tale direzione, sarebbe opportuno un ripensamento, sia dei relatori sia del Governo, in quanto accertare la verità è importante per evitare di compiere delle espropriazioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 13.216, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
176
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.221, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 405
Maggioranza 203
Hanno votato
178
Hanno votato
no 227).

Avverto che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Patria 13.220, risultano preclusi i successivi emendamenti Benvenuto 13.200 e 13.201.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.222, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
177
Hanno votato
no 230).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Patria 13.223, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 400
Votanti 397
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato
384
Hanno votato
no 13).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Patria 13.224, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 408
Votanti 405
Astenuti 3
Maggioranza 203
Hanno votato
253
Hanno votato
no 152).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.202, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato
179
Hanno votato
no 221).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 13.203.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, l'articolo è stato in parte peggiorato; infatti, appare squilibrato nei confronti dei risparmiatori e dei titolari dei conti, per così dire, non movimentati. Non si capisce per quale motivo debba essere data la possibilità alle banche di avvalersi, per la ricerca dei titolari di detti conti non movimentati, di società apposite; non si comprende, altresì, perché non debbano essere previste specifiche garanzie.
Con l'emendamento in discussione, noi intendiamo affermare che, comunque, le banche sono responsabili di distorsioni e di violazioni che si dovessero verificare. Non è, infatti, pensabile che la banca deleghi a chi, poi, non sia chiamato a risponderne.
Quindi, chiediamo che si preveda che la banca sia titolare di tale responsabilità in caso di comportamenti scorretti nei confronti degli intestatari dei conti non movimentati.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.203, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
165
Hanno votato
no 219).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Patria 13.225.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, preannuncio che il mio gruppo voterà contro l'emendamento in esame. Ci sembra, infatti, che, attraverso la riduzione dell'intero meccanismo predisposto per il recupero dei depositi giacenti e l'utilizzo delle risorse qualora tali depositi non abbiano ancora, dopo quindici anni, trovato un loro intestatario soltanto alla questione dell'intestazione dei conti ai defunti, si finisca per attenuare notevolmente la portata della disposizione in esame, perché ciò renderebbe assai difficile la verifica di tali realtà.
Vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che la materia in questione riguarda, nel nostro paese, migliaia di famiglie. La risposta che viene offerta attraverso l'emendamento in esame, invece, finisce per depotenziare fortemente scelte che vengono compiute, per la prima volta, nell'ambito del nostro ordinamento. In tal modo, si compie, sì, un passo in avanti, ma, al contempo, si limita fortemente la portata della misura in esame.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, vorrei dire che, francamente, non mi sembra che si pervenga ad un «ammorbidimento» della disposizione in oggetto: attraverso l'emendamento in esame, in realtà, si stabilisce semplicemente una limitazione.
All'articolo 13, infatti, è previsto che le banche debbano comunicare annualmente l'elenco dei depositi relativamente ai quali siano state inutilmente esperite le ricerche


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prescritte dal comma 3 dell'articolo 13, mentre con l'emendamento in esame si specifica che si tratta dell'elenco dei depositi intestati a defunti, poiché ciò risulta coerente con l'impianto complessivo della norma in questione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Patria 13.225, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 401
Votanti 400
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato
222
Hanno votato
no 178).

Prendo atto che l'onorevole Cammarata non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'emendamento Crisci 13.226.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dalle Commissioni e dal Governo.

NICOLA CRISCI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA CRISCI. Si tratta, come ha già evidenziato in un suo precedente intervento l'onorevole Gambini, di una fattispecie non prevista e che, seppur in casi eccezionali, determina una situazione di assoluta ingiustizia.
Infatti, nei casi di morte improvvisa, oppure di sopravvenuta incapacità di intendere e di volere dell'intestatario di un libretto o di un conto corrente, può accadere che gli eredi od i familiari non siano a conoscenza dell'esistenza del contratto di deposito. Ne consegue, pertanto, che le somme giacenti presso la banca siano sottratte, di fatto, alla libera disponibilità degli aventi diritto, e dunque restino depositate fino al giorno in cui questi non vengano a conoscenza dell'esistenza di tale deposito presso la banca stessa.
L'emendamento in esame disciplina tale fattispecie, che non è frequente, ma che è causa di un sicuro - quanto ingiusto - danno per chi viene privato di una somma di propria spettanza e che resta depositata in banca, spesso a condizioni non remunerative, in alcuni casi con tassi pari a quelli previsti per la clientela ordinaria, indipendentemente dai saldi, tassi che oggi - onorevoli colleghi - sono pari allo 0,010 per cento, al lordo della ritenuta fiscale vigente pro tempore. Si tratta di una vera e propria rapina ai danni del depositante!
L'emendamento in esame prevede che la banca, al momento della stipula di nuovi contratti di deposito e di conto corrente, richieda all'intestatario del deposito l'indicazione delle persone, in numero non superiore a tre, alle quali comunicare le coordinate del deposito nel caso in cui, per due anni consecutivi, non siano state compiute operazioni ad iniziativa del depositante o di terzi da egli stesso delegati.
Si prevede inoltre che, entro il 31 gennaio 2006, alla stessa stregua, siano regolarizzati anche i conti esistenti all'entrata in vigore del provvedimento in discussione. È del tutto evidente che le persone liberamente indicate dall'intestatario del conto non necessariamente coincidono con quelle legittimate a disporre del deposito, avendo le medesime solo il diritto di conoscere le coordinate del conto, in caso di mancata movimentazione del conto per almeno due anni.
L'emendamento copre, a mio avviso, un vuoto legislativo e credo che sia una norma di civiltà, che disciplina situazioni particolari e non frequenti e che consente di ridurre notevolmente il rischio che vi


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siano persone private di un proprio diritto, solo perché non informate dell'esistenza di depositi di propria spettanza.
Nonostante la disattenzione dell'aula rispetto a tale problema, che tocca drammaticamente le persone colpite da morte improvvisa di propri congiunti che hanno depositi presso banche dagli stessi non conosciute, chiedo che le mie considerazioni siano valutate attentamente. Ciò anche perché un'analoga formulazione legislativa è prevista in molti paesi, in molti altri ordinamenti della nostra civile Europa. Francamente non capisco, dunque, perché non si accolga un emendamento, che credo copra un vuoto normativo e che sicuramente risponde ad un bisogno diffusamente avvertito (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Adduce. Ne ha facoltà.

SALVATORE ADDUCE. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma all'emendamento Crisci 13.226, che ritengo particolarmente importante. È incomprensibile peraltro come i relatori ed il Governo chiedano il ritiro di questo emendamento. Mi sembra che tutti i colleghi - come diceva l'onorevole Crisci - dovrebbero prestare maggiore attenzione su un aspetto particolarmente importante e delicato, non previsto dal nostro ordinamento, cui si potrebbe, con l'approvazione di questo emendamento, porre rimedio, colmando un vuoto normativo incredibile. Penso che tutti i colleghi - lo ripeto - dovrebbero porre molta, molta attenzione a tale aspetto.
Non so se il Presidente sia riuscito a seguire l'intervento con cui il collega Crisci ha esposto il contenuto del suo emendamento, ma ritengo indispensabile che i relatori - ed eventualmente anche il Governo - motivino la loro decisione di chiedere il ritiro di questo emendamento. Immagino che, non aderendo il collega Crisci a tale invito, il parere delle Commissioni sarà negativo. Continuo, in ogni caso, a domandarmi: come mai non si esprime un parere favorevole ad un emendamento ragionevole, serio e costruttivo per il nostro ordinamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, sottoscrivo anch'io l'emendamento in esame ed inviterei il relatore o il Governo a motivare il parere contrario espresso su tale proposta emendativa, che mi sembra assolutamente di buonsenso.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. La forza persuasiva dell'onorevole Ruzzante ha colpito...! Prego, onorevole relatore, ha facoltà di parlare.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, credo che, forse, sia sfuggito all'onorevole Crisci che stamane, in sede di Comitato dei diciotto, è stato presentato un emendamento che prende in considerazione le sue valutazioni: mi riferisco all'emendamento 13.250 delle Commissioni, che sostanzialmente viene incontro alle sue richieste. Si tratta di una riformulazione concordata, di cui si era parlato lungamente in sede di Comitato dei diciotto.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, associandomi a quanto detto dal relatore, intervengo solo per informare l'onorevole Crisci che, per quanto concerne la riformulazione dell'articolo, è stata accettata la proposta avanzata dal Governo nella mia persona. Pertanto, non


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vi è disattenzione, ma molta attenzione e un tentativo di collaborare per dare giusta voce a questa esigenza.

PRESIDENTE. In sostanza, l'emendamento in esame sarebbe ricompreso nell'emendamento 13.250 delle Commissioni. Onorevole Crisci, dopo l'intervento del relatore e del Governo, intende accedere all'invito al ritiro?

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, non intendo ritirare il mio emendamento, perché mi sembra che la disciplina ivi prevista sia estremamente puntuale: credo che non solo sia volta a colmare un vuoto normativo, ma dia anche una risposta sicuramente efficace rispetto al problema esistente. Non capisco l'esigenza della riformulazione né conosco il contenuto della stessa.

SERGIO GAMBINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei che fosse chiara la grande differenza esistente fra i due emendamenti, uno dei quali - quello presentato dall'onorevole Crisci - impone l'obbligo di indicare le generalità di altre persone cui comunicare le coordinate del deposito bancario. Ora, nell'emendamento proposto dal Governo tale obbligo scompare e ciò potrebbe essere anche discutibile; il problema è che occorre una richiesta in tal senso da parte dell'intestatario del conto. In altri termini, non vi è la codificazione della prassi per cui, nel momento in cui si apre un conto, la banca deve invitare gli intestatari a indicare tali nominativi; dopodiché gli stessi, a quel punto, potrebbero decidere di usare o meno questa facoltà.
Nell'emendamento 13.250 delle Commissioni, è l'intestatario del conto a dover espressamente richiedere alla banca di indicare le generalità di coloro cui va comunicata l'esistenza del deposito. Si tratta di una modalità che, se fosse utilizzata malamente dalle banche e se non venisse adeguatamente conosciuta da parte degli intestatari del conto, finirebbe per lasciare la situazione esattamente come è oggi e per penalizzare nuovamente il piccolo risparmiatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.226, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato
180
Hanno votato
no 224).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.229, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 396
Votanti 395
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
175
Hanno votato
no 220).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Crisci 13.230.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.230, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 403
Maggioranza 202
Hanno votato
175
Hanno votato
no 228).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.13.204.1 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 398
Astenuti 4
Maggioranza 200
Hanno votato
251
Hanno votato
no 147).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.204, nel testo subemendato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 399
Astenuti 3
Maggioranza 200
Hanno votato
385
Hanno votato
no 14).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 13.205.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, mi rivolgo al Governo ed ai relatori: si tratta di una questione di grande importanza e delicatezza e di un segnale che diamo al mondo dei risparmiatori. Le somme che non sono state rivendicate, che erano riferite a titoli non movimentati, sono devolute allo Stato. Una parte di tali somme devono rappresentare la dotazione patrimoniale del fondo di garanzia per gli investitori ed i risparmiatori: è una delle questioni più importanti trattate nel provvedimento in esame. Si tratta di istituire un fondo che consenta di intervenire nei confronti di risparmiatori che siano stati raggirati o truffati. È stato inserito tale fondo di garanzia e sono state individuate le risorse. Non riesco a capire perché tale fondo abbia, poi, un'alimentazione modestissima: 20 milioni di euro sono poco più che una mancia. Non sappiamo quali saranno le entrate e tali limiti hanno un impatto fortemente negativo.
Vorrei far riflettere i relatori ed il Governo sul fatto che i risparmiatori che sono stati danneggiati dai vari crack lo sono stati per migliaia di miliardi. Non possiamo rispondere con un provvedimento impegnativo ed importante dove vengono indicati appena 20 milioni! Capisco l'osservazione che è difficile ragionare sulle percentuali, ma allora cercate di ragionare sull'emendamento che abbiamo presentato secondo cui almeno fino alla metà dei proventi delle somme disponibili sono destinate a tale fondo. Altro che montagna che partorisce il topolino! Istituiamo un fondo che ha un'alimentazione ridicola, quando non costerebbe nulla dare una risposta più congrua.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, vorrei ricordare ai colleghi, come ho già fatto in sede di discussione sulle linee generali, che il gruppo della Margherita ha avuto come obiettivo centrale, nell'affrontare il provvedimento in esame, la tutela dei risparmiatori. Ebbene, ogni volta che


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una norma tende davvero a garantire i risparmiatori si cerca sempre di limitarne gli effetti. L'emendamento in esame non è stravolgente, ma tenta di destinare al fondo speciale di garanzia per gli investitori ed i risparmiatori una somma che non è assolutamente sproporzionata rispetto alle proposte avanzate dalla maggioranza che, come ricordava l'onorevole Benvenuto, si limiterebbe a 20 milioni di euro.
Vorrei ricordare ai colleghi che l'articolo 47 della Costituzione ci fa obbligo di tutelare il risparmio, non solo di incoraggiarlo. Pertanto, dobbiamo approvare una legge che tuteli sempre, comunque e dovunque il risparmiatore e, allo stesso tempo, incoraggi il popolo italiano a risparmiare. Certo, non è facile farglielo fare nella situazione di crisi economica per cui molta gente non riesce ad arrivare a fine mese, ma quel popolo di formiche che mette da parte euro su euro dobbiamo davvero tutelarlo! Ecco perché è necessario avere un fondo di garanzia adeguato.
Pertanto, invitiamo i colleghi a votare a favore dell'emendamento in esame.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, poiché sono abituato alle cose concrete, vorrei sottolineare che questo articolo, che è il frutto di un lavoro che avevamo cominciato insieme all'onorevole Gambini nella prima fase del percorso bipartisan, prevede sostanzialmente che questi «depositi dormienti» confluiscano per metà al fondo per i risparmiatori, nel limite di 20 milioni di euro per anno. Cio significa che, non potendo noi stabilire l'ammontare, se questo è basso, per metà confluiscono nel citato fondo; se, invece, l'ammontare è molto cospicuo, il fondo si incrementerebbe di 20 milioni di euro anno per anno, dato che la norma funziona a regime, producendo effetti, appunto, anno per anno.
Non mi pare una cosa di poco rilievo, ma credo che i colleghi non abbiano compreso fino in fondo questo piccolo escamotage.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.205, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
175
Hanno votato
no 214).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.208, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
177
Hanno votato
no 219).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 13.240.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Vorrei insistere su tale questione perché, anche se comprendo le argomentazioni del relatore, deve essere chiaro che, se questo articolo arriverà in fondo al lungo percorso che lo aspetta - dato che, come è evidente, esso ha molti nemici -, ci troveremo di fronte ad una prima grande operazione: la disponibilità totale dei fondi attualmente «dormienti» presso le banche potrà essere ricondotta al


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procedimento che abbiamo indicato. Perciò, vi potrebbe essere una consistente devoluzione di risorse in direzione del fondo per i risparmiatori ed, in parte, - così si dice da parte dei relatori - in direzione di una diminuzione del debito pubblico del nostro paese.
Negli anni seguenti - vorrei che questo, colleghi, fosse chiaro -, visto che tale meccanismo continuerà ad agire (speriamo in maniera virtuosa!), queste risorse non saranno più cospicue, bensì abbastanza modeste. Sarebbe dunque opportuno che esse venissero interamente destinate al fondo per i risparmiatori, anziché essere dimezzate, al punto da non avere più una significatività importante. Siccome si tratta, ripeto, di denari e risorse dei risparmiatori, è agli stessi che andrebbero interamente restituiti, proprio attraverso il fondo che alimenta il risarcimento automatico, rendendo così possibile la tutela dei risparmiatori del nostro paese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.240, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 378
Maggioranza 190
Hanno votato
172
Hanno votato
no 206).

Passiamo all'emendamento Sergio Rossi 13.210.
Prendo atto che l'onorevole Sergio Rossi non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore per la VI Commissione e dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sergio Rossi 13.210, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato
186
Hanno votato
no 216).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 13.206, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato
171
Hanno votato
no 229).

Passiamo all'emendamento Crisci 13.228.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore per la VI Commissione e dal Governo.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, siamo in presenza di un emendamento che prevede l'utilizzo del 3 per cento della dotazione patrimoniale iniziale del fondo di garanzia per gli investitori ed i risparmiatori e del 5 per cento delle somme annualmente attribuite a detto fondo per finanziare campagne di informazione, volte alla tutela del risparmio e dei risparmiatori, e per sostenere l'innovazione finanziaria e la ricerca delle università nel settore del credito. Una piccola parte del fondo di garanzia, alimentato dai «depositi dormienti» non rivendicati dai legittimi titolari, verrebbe così usata per dare


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una migliore informazione ai risparmiatori e per meglio tutelare il risparmio, anche attraverso il sostegno alla ricerca praticata dalle università.
Si tratta, credo, di una previsione in linea con lo spirito della legge ed è certamente più corretta della norma che prevede che il 50 per cento del fondo di garanzia sia destinato all'ammortamento del debito pubblico.
Francamente, anche in questo caso, mi sfuggono le ragioni dell'invito a ritirare l'emendamento in esame. Si parla spesso di sostenere l'innovazione, la ricerca e la trasparenza, che è particolarmente importante in un settore come quello del credito, ma poi, quando si propone la costituzione di un fondo con piccole somme, peraltro provenienti dai risparmiatori, si invita il presentatore a ritirare l'emendamento. Chiedo all'Assemblea di valutare con attenzione questa proposta emendativa e di approvarla.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.228, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato
174
Hanno votato
no 214).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.251 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 376
Astenuti 18
Maggioranza 189
Hanno votato
368
Hanno votato
no 8).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Antonio Pepe 13.211, accettato dalle Commissioni e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 395
Votanti 390
Astenuti 5
Maggioranza 196
Hanno votato
370
Hanno votato
no 20).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Crisci 13.231, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 396
Votanti 394
Astenuti 2
Maggioranza 198
Hanno votato
183
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Patria 13.232, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 387
Votanti 386
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato
382
Hanno votato
no 4).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.250 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 395
Votanti 394
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
346
Hanno votato
no 48).

Avverto che l'emendamento Benvenuto 13.209 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento Benvenuto 13.204.
Passiamo alla votazione dell'articolo 13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazioni voto l'onorevole Crisci. Ne ha facoltà.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, il testo di legge in discussione non risponde, a mio avviso, all'esigenza di dare risposte concrete e credibili alla diffusa inquietudine e sfiducia dei risparmiatori verso il sistema bancario, che continua a dominare il mercato del credito e del risparmio, dettando le condizioni, spesso molto onerose, al contraente più debole e scaricando sulla clientela le proprie inefficienze e, talvolta, anche i propri errori.
L'articolo 13, nella sua versione definitiva, mi sembra abbia tradito l'originale ed apprezzabile intento di disciplinare i depositi giacenti presso le banche, salvaguardando i diritti dei depositanti attraverso l'istituzione di un fondo di garanzia a tutela degli investitori e dei risparmiatori (fondo alimentato non da interventi dello Stato, ma da somme disponibili all'interno del sistema bancario).
Sono state deluse le aspettative di quanti vedevano in questa originario intervento legislativo la possibilità di considerare gli interessi dei risparmiatori in coerenza con l'articolo 47 della Costituzione che, come è stato richiamato, afferma che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme.
Alla fine, dopo un lunghissimo dibattito con ripetuti interventi a volte contraddittori e confusi e solo apparentemente garantisti per i risparmiatori, si approva un testo che, di fatto, prevede l'effettiva destinazione dei depositi giacenti al fondo di garanzia per gli investitori e i risparmiatori dopo circa sedici anni dalla data in cui si è accertata la mancanza di movimento sul deposito.
Tra l'altro, il 50 per cento del suddetto fondo di garanzia viene destinato all'ammortamento del debito pubblico, utilizzando quindi disponibilità accantonate per finalità che nulla hanno a che fare con la tutela del risparmio.
Per queste considerazioni e anche per la mancata attenzione rispetto ai tanti emendamenti che avevano il solo intendimento di migliorare il testo, preannuncio il mio voto contrario sull'articolo 13 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario del gruppo della Margherita sul testo in esame.
Probabilmente qualcuno può pensare che si è discusso troppo di una questione che può essere considerata del tutto marginale; così non è, perché il fenomeno - ovviamente, non facilmente quantificabile


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- ci deve preoccupare, in quanto riguarda soprattutto la povera gente. Spesso si tratta di persone emigrate, che hanno depositato i propri risparmi e che poi sono state vittime di incidenti senza che il deposito sia stato mai movimentato. Magari i parenti ignorano anche l'esistenza di questo deposito.
Dunque, è giusto che la Camera approvi norme dirette a privare le banche di un beneficio del quale hanno goduto finora, consentendo di avviare la ricerca degli eredi dei titolari di questi libretti di deposito o di conto corrente. La nostra proposta di destinare tali risorse al fondo di garanzia per tutelare i risparmiatori poteva essere la più utile, ma purtroppo il nostro emendamento è stato respinto.
Voglio ricordare che spesso non vengono ritirati neanche i biglietti vincenti delle lotterie e, nel caso in esame, a volte capita che gli eredi non sanno neanche che vi è la titolarità di un deposito, di un conto. Allora, è giusto prevedere obblighi per le banche di attivare la procedura di evidenza pubblica al fine di consentire agli eredi di divenire possessori di quei depositi e di quei titoli.
Se, dopo aver esperito la procedura di evidenza pubblica, non si dovesse riuscire nell'impresa, allora questi fondi saranno destinati allo Stato. A nostro avviso, l'onorevole Crisci giustamente aveva proposto di destinarne una quota importante al fondo di garanzia e un'altra quota al fondo per la ricerca. Si parla sempre di ricerca ma poi, quando si dovrebbe decidere di rimpinguare i fondi ad essa destinati, si agisce diversamente.
Per tali motivi, esprimeremo un voto contrario sull'articolo 13.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 383
Votanti 382
Astenuti 1
Maggioranza 192
Hanno votato
218
Hanno votato
no 164).

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