Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 595 del 2/3/2005
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(Esame dell'articolo 20 - A.C. 2436 ed abbinati)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 20 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2436 ed abbinati sezione 10).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la VI Commissione, onorevole Gianfranco Conte ad esprimere il parere delle Commissioni.


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GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni invitano i presentatori dell'emendamento Armani 20.1 al ritiro...

PIETRO ARMANI. L'ho già ritirato!

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Sta bene, onorevole Armani.
Le Commissioni esprimono parere contrario sugli emendamenti Agostini 20.2, Benvenuto 20.200 e Lettieri 20.201.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, poiché vi è un emendamento del Governo che non abbiamo potuto valutare nel Comitato dei diciotto, abbiamo bisogno di alcuni minuti di sospensione, per consentire al Comitato dei diciotto di riunirsi.

PRESIDENTE. Di quanto tempo avete bisogno?

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Di pochi minuti, signor Presidente.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, questo è l'accordo raggiunto stamani in Commissione: di fronte ad un problema di legittimità di interpretazione, si era preso tempo e si era giunti a tale accordo, così come presentato dal presidente La Malfa.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, poiché si tratta di un articolo aggiuntivo riferito all'articolo 20, suggerirei di esaminare gli emendamenti presentati all'articolo 20 e rinviare l'esame degli articoli aggiuntivi ad una fase successiva.

PRESIDENTE. Chiedo al presidente La Malfa se sia d'accordo con tale proposta.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, questa era anche la nostra proposta.

PRESIDENTE. Sta bene.
Il relatore per la VI Commissione ha già espresso il parere delle Commissioni.
Il Governo?

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Agostini 20.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Agostini. Ne ha facoltà.

MAURO AGOSTINI. Signor Presidente, questo è un passaggio importante del provvedimento in esame: stiamo, infatti, discutendo dei poteri e del ruolo del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio. La nostra opinione è che questo Comitato non abbia più ragione di esistere, sia con riferimento alla sua attività che - come abbiamo visto - nel corso degli anni si è resa sempre più precaria e discontinua, sia per ragioni di principio. Non ci sembra, infatti, che tale Comitato, sorto con funzioni di alta vigilanza e con il compito di emanare indirizzi in questo settore, possa oggi continuare a svolgere proficuamente le sue funzioni. Si tratta molto spesso - come abbiamo constatato anche nel corso della discussione del provvedimento in Commissione - di forme


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residuali di indirizzi politici nel settore economico, in modo particolare nel settore del credito.
Per queste ragioni, con il nostro emendamento abbiamo proposto, per un verso, la soppressione del Comitato e, per altro verso, il passaggio dei poteri che attualmente fanno riferimento al Comitato - non casualmente - alla Banca d'Italia, cioè all'autorità che è destinata - essa sì - alla vigilanza sul settore creditizio.
Riteniamo che questo sia un punto importante, anche ai fini del coordinamento tra le autorità. Il problema del coordinamento tra le autorità è stato discusso nel corso dell'esame dell'articolo precedente. Siamo fermamente convinti della necessità di un coordinamento tra le autorità e siamo, altresì, convinti che tale coordinamento debba avvenire sulla base di forme di autocoordinamento tra le autorità stesse, ossia attraverso la predisposizione sia di protocolli di intesa e di accordi tra le autorità (come, d'altronde, già avviene, ad esempio, tra la Banca d'Italia e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato), sia con forme periodiche di coordinamento, tramite riunioni periodiche dei vertici di queste autorità, che dovrebbero concordare impostazioni ed elementi di valutazione comuni e scambiarsi informazioni.
Pertanto, sia perché a livello di coordinamento (di cui pure c'è bisogno) si potrebbe intervenire molto meglio con forme di autocoordinamento delle autorità preposte alla vigilanza, sia perché nel settore specifico sarebbe assai più opportuno che i poteri attualmente attribuiti al CICR venissero trasferiti alla Banca d'Italia, invitiamo l'Assemblea ad esprimersi positivamente su questo emendamento ed a cassare un istituto, come quello del CICR, che ormai è archeologia politica ed istituzionale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Agostini 20.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 400
Votanti 398
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato
173
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 20.200, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 354
Maggioranza 178
Hanno votato
151
Hanno votato
no 203).

Prendo atto che l'onorevole Bertucci non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lettieri 20.201, non accettato dalle Commissioni né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

MARIO LETTIERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Lettieri, ma ho già indetto la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


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(Presenti 375
Votanti 373
Astenuti 2
Maggioranza 187
Hanno votato
166
Hanno votato
no 207).

Passiamo alla votazione dell'articolo 20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, si tratta di un articolo importante e delicato. Il collega Agostini ha sostenuto precedentemente le ragioni del nostro emendamento finalizzato alla soppressione del CICR perché noi siamo per un coordinamento effettivo tra le authorities, ma siamo per il rispetto assoluto dell'autonomia e dell'indipendenza delle stesse. Esse possono coordinarsi autonomamente, non hanno bisogno, in questo caso, dell'intervento dell'Esecutivo.
Ho chiesto la parola non solo per preannunciare il voto contrario sull'articolo in esame, ma anche per precisare che quando abbiamo discusso la legge comunitaria 2004 nella norma relativa al market abuse fu inserito un emendamento a mia firma con cui si disponeva che i dati della centrale rischi della Banca d'Italia possono essere utilizzati anche dalla Consob. Non vorrei che il testo dell'articolo 20, molto ambiguo se letto con l'ordine del giorno approvato surrettiziamente al Senato, possa essere interpretato in senso contrario. Ci terrei che il Parlamento dicesse una parola chiara a tale proposito: i dati della centrale rischi della Banca d'Italia possono essere utilizzati dalla Consob. Ciò è necessario se vogliamo davvero rendere efficiente l'esercizio del controllo.
Non posso che esprimere amarezza per il fatto che il mio emendamento 20.201 sia stato respinto. Indipendentemente dal parere contrario della Commissione bilancio, tale emendamento non comportava alcuna spesa aggiuntiva ma chiedeva semplicemente che parte del personale della Banca d'Italia - vorrei ricordare che si tratta di circa novemila dipendenti - potesse essere utilizzata dalla Consob, anche nelle sedi periferiche, a seconda delle esigenze da concordare con la stessa Banca d'Italia.
Per tutte queste considerazioni, il gruppo della Margherita esprimerà un voto contrario sull'articolo 20.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato
223
Hanno votato
no 170).

Prendo atto che l'onorevole Volontè non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Onorevoli colleghi, come precedentemente preannunciato, sospendo brevemente la seduta per consentire al Comitato dei diciotto di riunirsi.

La seduta, sospesa alle 17, è ripresa alle 17,10.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI

PRESIDENTE. Invito il relatore per la VI Commissione ed il Governo ad esprimere il parere sugli articoli aggiuntivi all'articolo 20.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Le Commissioni invitano al ritiro degli articoli aggiuntivi Sergio Rossi 20.0200, in quanto già ricompreso nell'emendamento Patria 21.5, e Benvenuto 20.0204, altrimenti il parere è contrario. Il parere è invece contrario sull'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201, sul


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quale anche la Commissione bilancio ha espresso parere contrario. L'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0202 è stato ritirato, mentre l'articolo aggiuntivo Gamba 20.0203 risulta essere stato sostituito dall'articolo aggiuntivo 20.0205 presentato dal Governo che le Commissioni accettano.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore e raccomanda l'approvazione del proprio articolo aggiuntivo 20.0205.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0200 è stato ritirato dal presentatore.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Benvenuto 20.0204.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro, formulato dal relatore e dal Governo.

GIORGIO BENVENUTO. No, signor Presidente, non lo ritiro e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. L'articolo aggiuntivo in esame ritengo sia molto più preciso del successivo emendamento Patria 21.5, che si intende approvare. Non capisco perché i relatori abbiano una sorta di ostilità a riconoscere il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, previsto da una legge dello Stato e che opera stabilmente. Noi riteniamo che i consumatori non siano un soggetto indistinto. Essi hanno una loro struttura ed un loro riconoscimento, con una legge che li ha definiti, e sono rappresentati da un organismo di carattere unitario. Pertanto, è un grave errore politico ignorare questa realtà, inserendo invece una norma indistinta, nella quale si prevede che vengano sentiti i «consumatori». Era quindi corretto anche il precedente articolo aggiuntivo, ritirato dall'onorevole Sergio Rossi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Benvenuto 20.0204, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 379
Maggioranza 190
Hanno votato
167
Hanno votato
no 212).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Ci dispiace del parere contrario espresso dalle Commissioni, perché ciò che si chiede con questo articolo aggiuntivo ci sembra di assoluto buonsenso. Al riguardo, richiamo l'attenzione di tutti i parlamentari eletti nei collegi del Nord, proprio per questioni di puro buonsenso (per questo motivo, peraltro, dovrebbe interessare anche coloro che non sono stati eletti al Nord). Con questo articolo aggiuntivo chiediamo semplicemente di trasferire la sede della CONSOB a Milano. Faccio presente che il comune di Milano ha già messo a disposizione della CONSOB, con comodato gratuito, un immobile in via Broletto, che è in centro; pertanto, si tratterebbe di un trasferimento a costo zero.
Tuttavia, ci sembra di estremo buon senso, al di là di tutto, che la sede della Consob venga posizionata vicino al vero mercato azionario italiano ovvero quello della piazza di Milano.
Pertanto, al di là di tutti i ragionamenti, più o meno federalisti o di decentramento che tutti, da destra a sinistra, svolgiamo in quest'aula, si tratta di puro buon senso. Non vi è motivo che il centro di controllo di tale ente sia posizionato a


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Roma (in cui sono già collocate, giustamente, tante altre sedi istituzionali che hanno a che fare con lo Stato nazionale), anche perché si tratta di un'attività che, al 95 per cento, viene svolta sulla piazza di Milano.
Sarebbe, quindi, un segnale importante da parte del Parlamento far vedere che, per quanto riguarda le questioni normali di assoluto buon senso, il paese comincia a modernizzarsi ed a mettersi al passo con gli altri paesi occidentali.
Negli altri paesi occidentali, le questioni economiche ed istituzionali sono completamente separate. Negli Stati Uniti, ad esempio, vi è Washington, mentre l'economia si concentra a New York e lo stesso accade negli altri paesi occidentali.
In Italia, l'economia si concentra, soprattutto, nell'area milanese e, pertanto, collocare l'istituto di controllo delle attività borsistiche vicino al mercato della borsa sembrerebbe una cosa di grande buonsenso. Pertanto, invito tutti i colleghi ad esprimere un voto favorevole sull'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
Ne approfitto per ricordare che il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ha esaurito il tempo a sua disposizione.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201, anche perché i primi Governi dell'Ulivo, nel loro programma, prevedevano esattamente il trasferimento della sede della Consob a Milano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, vorrei anch'io sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201. Non ci vogliono molte parole per dire che non si tratta di rivendicazioni campaniliste né di assetti federalisti, intesi in senso localistico.
Vi è un problema di efficienza e di riconoscimento del ruolo dell'accumulo di risorse e di competenze che, nella piazza finanziaria di Milano, si sono realizzate nel tempo. Quindi, il trasferimento della sede della Consob a Milano è un progetto da tempo condiviso e sostenuto già dal precedente Governo dell'Ulivo, come è stato ricordato.
Vi sono, pertanto, molte ragioni in chiave di efficienza per condividere questa soluzione che sottoponiamo ai colleghi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, questa volta i colleghi della Lega mi hanno convinto (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). Effettivamente, si tratta di un emendamento di buon senso e non campanilista. Essendo la piazza finanziaria italiana sita in quel di Milano, non si ha ragione di posizionare l'organismo di controllo altrove, soprattutto tenendo conto che questa città che noi amiamo molto, cioè la capitale di Italia, ha già molti pesi su di sé dal punto di vista della funzionalità delle istituzioni.
Vorrei anche ricordare, basandomi sulla preziosa erudizione di colleghi ben più competenti di me, che dalla presidenza della Consob Padoa Schioppa in poi, sicuramente il rapporto Consob viene presentato a Milano.
Vi è, quindi, già una tendenza naturale a voler posizionare l'attività di controllo in quella città vicina alla Borsa.
Francamente quindi, esistendo - e lo apprendo adesso e spero che l'onorevole Galli non mi abbia imbrogliato - anche la possibilità materiale di una sede in una via, peraltro, tra le più graziose e non sono molte della mia città (Via Broletto), appare di assoluto buon senso che si prenda in considerazione tale articolo aggiuntivo.
Per quanto ci riguarda, esprimeremo un voto favorevole sul medesimo.


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PRESIDENTE. Saluto gli alunni della scuola media statale «Giulio Genoino» di Frattamaggiore, che assistono ai nostri lavori (Applausi).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sabattini. Ne ha facoltà.

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, non credo che il Parlamento debba attardarsi a discutere la collocazione di un ente, come Consob, discutendo come se fossimo in un condominio in cui si dice che il comune ha messo a disposizione questa sede o un'altra e via seguitando.
In ogni caso, esprimerò un voto contrario sul presente articolo aggiuntivo in quanto, non essendo in esso previsto il trasferimento della Consob... nel comune del quale sono sindaco, Porretta Terme, non sono soddisfatto. Dunque, suggerisco all'Assemblea per serietà di esprimere un voto contrario su questa proposta emendativa, perché devo dire che lo «sciocchezzaio» comincia ad essere esagerato (Applausi di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e dei deputati del gruppo misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Verro. Ne ha facoltà.

ANTONIO GIUSEPPE MARIA VERRO. Signor Presidente, intendo aggiungere la mia firma al presente articolo aggiuntivo, in quanto il trasferimento della Consob a Milano non è soltanto un fatto di campanilismo, ma si traduce in efficienza e in maggiore trasparenza rispetto alla sede di Roma (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia e dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gamba. Ne ha facoltà.

PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Essendo stato membro della giunta che aveva offerto la sede per il trasferimento della Consob e ritenendo che Milano meriti di ospitare tale sede in virtù di ragioni che non sono soltanto di natura campanilistica, ma determinate dal fatto che la più importante Borsa è evidentemente a Milano, esprimerò un voto favorevole sul presente articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pacini. Ne ha facoltà.

MARCELLO PACINI. Signor Presidente, vorrei fornire un piccolo contributo per ricordare all'Assemblea che il problema di collocare la sede della Consob a Milano non è di basso profilo, essendo il frutto di un ampio dibattito culturale e politico che si è svolto negli anni Novanta, etichettato con l'espressione della «capitale reticolare».
Nel riconoscere Roma quale capitale del nostro paese, capitale del nostro Stato, capitale della Repubblica federale, non possiamo ignorare che esistono ragioni profonde, storiche e di efficienza che giustificano ampiamente la collocazione delle sedi di grandi istituzioni anche pubbliche in altre città e in altre regioni.
Quindi, ritengo che questo articolo aggiuntivo non sia affatto banale, ma rientri in una grande tradizione, che prevede la valorizzazione di un'Italia fondata sul pluralismo urbano, di un'Italia delle cento città che hanno fatto la storia del nostro paese (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia e dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, naturalmente piacerebbe anche a me trasferire la sede della Consob a casa mia (Commenti dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). Tuttavia, occorre precisare che il nostro parere contrario sul presente articolo aggiuntivo non deriva dal


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fatto che non riteniamo ragionevole trasferire la sede della Consob a Milano, ma dal fatto che la Commissione bilancio ha ritenuto questo articolo aggiuntivo oneroso.
Dunque, nel caso in cui emergesse una convergenza su questa proposta, proporrei un accantonamento della proposta emendativa in esame per trovare una idonea forma di copertura.

IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, concordo pienamente con il relatore. Credo che la proposta possa essere materia di discussione, ma esiste un contrasto insanabile tra tale proposta - che, trasversalmente, può essere contrastata o condivisa - e un parere negativo della Commissione bilancio che, tra l'altro, è presieduta da un autorevole esponente della Lega Nord. Dunque, ritengo che tale questione debba essere accantonata, al fine di consentirne un approfondimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. La questione in realtà è meno banale di quanto sembri, nel senso che il nostro paese ha una unica grande piazza finanziaria, vale a dire quella milanese. Da tempo si discute su come organizzare le funzioni della Consob in relazione al fatto che la piazza finanziaria è quella di Milano e non un'altra. Tuttavia, trovo assai difficile che il problema dell'organizzazione della Consob e delle sue sedi possa essere affrontato attraverso un emendamento di questa natura.
Per quanto ci riguarda ci asterremo sull'articolo aggiuntivo in oggetto, senza però dimenticare la questione relativa a come organizzare la presenza della CONSOB nel nostro paese in relazione alla sede della piazza finanziaria italiana.
In proposito vorrei ricordare che furono fatti studi ed approfondimenti nel periodo in cui l'attuale Presidente della Repubblica, Ciampi, era ministro del tesoro. Pertanto bisognerebbe riprendere tali studi e valutarli attentamente in un provvedimento che non può essere improvvisato con la presentazione di un articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, vorrei porre la mia firma sull'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201.
L'onorevole emiliano che mi ha preceduto ha svolto un intervento sincero, pur ponendo l'accento sul campanilismo. Da emiliano come lui sono del parere che non si tratti di campanilismo, bensì di un problema che riguarda un federalismo amministrativo che dovrebbe essere riconosciuto.
La «Milano finanziaria» rappresenta un simbolo che, a nostro giudizio, può unire tutti, indipendentemente dall'appartenenza alla destra o alla sinistra. Invece, ci viene chiesto di accantonare l'articolo aggiuntivo. Chiedo ai colleghi che hanno avanzato tale richiesta dove sia la razionalità dell'accantonamento. Possiamo discuterne ancora e approfondire la questione, ma in sostanza si tratta di esprimere un voto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 17,30)

MASSIMO POLLEDRI. A nome della Lega chiedo che si insista per l'espressione di un voto sereno e non campanilistico, ma che, a nostro giudizio, può trovare un riscontro positivo da parte dell'Assemblea e fare l'interesse del paese.

PRESIDENTE. Pongo in votazione per alzata di mano la proposta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201.
(Segue la votazione).


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Prendo atto che vi sono obiezioni e pertanto dispongo la controprova mediante dispositivo elettronico senza registrazione di nomi della votazione sulla proposta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201.
(È approvata).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo del Governo 20.0205.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, vorrei esprimere voto favorevole. Devo dare atto al Governo di aver tenuto conto del dibattito svoltosi in sede di Comitato dei diciotto, e di avere trovato una formulazione equilibrata, giusta e che valorizza l'apporto e la collaborazione della Guardia di finanza.

PRESIDENTE. Onorevole Benvenuto, fa piacere ascoltare le sue parole.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.0205 del Governo, accettato dalle Commissioni.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato
382
Hanno votato
no 11).

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei chiedere soltanto una precisazione. Non so se già stato indicato un termine entro il quale riprenderà l'esame dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201; in tal caso chiedo scusa perché non ho sentito.
In sostanza, vorrei sapere se tale articolo aggiuntivo è accantonato per un quarto d'ora, un'ora o due ore. Per quanto tempo dobbiamo accantonarlo?

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, la proposta del relatore è stata approvata e spetta a lui indicare i termini. Onorevole Gianfranco Conte, è lei l'arbitro.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, lei comprenderà che il problema va affrontato insieme alla Commissione bilancio. Quindi, presumibilmente al termine della seduta, ci riuniremo insieme ai colleghi della V Commissione per trovare una soluzione alla copertura dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 20.0201.

PRESIDENTE. Onorevole Gianfranco Conte, posso correggerla? Forse le Commissioni escludono la conclusione dell'esame degli emendamenti entro la seduta di oggi? Io non porrei limiti di tempo ai nostri lavori!

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