Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 596 del 3/3/2005
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La seduta, sospesa alle 10,15 è ripresa alle 10,35.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 30 - A.C. 2436 ed abbinati)

PRESIDENTE. Avverto che è stato richiesto lo scrutinio segreto sull'articolo 30 e sui relativi emendamenti.
La Presidenza ritiene ammissibile la richiesta di votazione a scrutinio segreto sull'articolo in oggetto.
La disposizione, infatti, nel suo contenuto prevalente, è volta a modificare in modo significativo gli elementi costitutivi dei reati previsti dagli articoli 2621 - relativo alle false comunicazioni sociali - e 2622 del codice civile - relativo alle false comunicazioni sociali in danno dei soci creditori - e ad inasprire le relative sanzioni.
Conformemente ai principi enunciati dalla Giunta per il regolamento nella seduta del 7 febbraio e del 7 marzo 2002, in ordine alla segretabilità delle norme che incidono sugli elementi costitutivi del reato e sulle pene, e conformemente alla costante prassi, la disposizione è suscettibile di incidere direttamente e in modo significativo sul principio di legalità, di cui all'articolo 25, secondo comma, della Costituzione, richiamato dall'articolo 49 del regolamento tra le materie sottoponibili a scrutinio segreto.
Per quanto riguarda gli emendamenti, sono tutti sottoponibili a scrutinio segreto, in quanto incidenti su elementi costitutivi del reato, sulle pene o sulla punibilità, con l'eccezione degli emendamenti Giordano 30.205 e 30.203, i quali, incidendo esclusivamente sulle condizioni di procedibilità del reato di cui all'articolo 2622 del codice civile, devono essere votati a scrutinio palese.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Pinza 30.3 e Pecoraro Scanio 30.210.

STEFANO SAGLIA, Relatore per la X Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO SAGLIA, Relatore per la X Commissione. Signor Presidente, il tema, di particolare delicatezza, necessita della seguente precisazione: sulle questioni relative alle false comunicazioni sociali, il Comitato ha ritenuto di esprimere parere contrario sugli emendamenti solo ed esclusivamente perché tali modifiche, non solo contrasterebbero con il diritto societario attualmente in vigore, ma rimetterebbero anche in discussione un orientamento che,


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invero, non si è connotato in senso completamente ostativo verso le proposte venute da forze politiche diverse da quelle che compongono la maggioranza. A detto orientamento sottostava piuttosto la necessità di rendere più efficaci le soglie di intervento sulle false comunicazioni sociali senza inficiare il percorso seguito durante la legislatura. Tale è stata l'intenzione e per tale motivo il Comitato ha ritenuto di formulare pareri contrari.
La ringrazio, Presidente (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo - Applausi ironici dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Pinza 30.3 e Pecoraro Scanio 30.210, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevoli colleghi, affrettatevi! Onorevole Marzano, voti! Onorevole Patria, si affretti (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)! Calma, onorevoli colleghi; sto attendendo che tutti i colleghi votino e non vi sono urla che possano farmi cambiare idea.
Dichiaro chiusa la votazione.

MAURA COSSUTTA. Presidente, guardi il primo settore!

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 396
Maggioranza 199
Voti favorevoli 192
Voti contrari 204).

Prendo atto che gli onorevoli Camo, Patria e Carbonella non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 30.208.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, dopo lo scandalo finanziario della Enron, negli Stati Uniti è stata approvata una legge per aggravare l'effetto deterrente delle pene applicabili al reato di falso in bilancio ed agli altri reati societari.
Non dobbiamo raggiungere il livello massimo degli Stati Uniti, ma ritengo possibile tentare almeno di ottenere una maggiore trasparenza attraverso l'effetto deterrente di pene maggiori. È questo il motivo per cui considero giusto ripristinare sia il reato di falso in bilancio sia, conseguentemente, la prescrizione esistente, sopprimendo quelle soglie che rappresentano una sorta di «modica quantità» che viene accettata in materia di reati societari. Occorre creare altresì le condizioni per rendere la normativa italiana almeno un po' più severa di quanto fosse in passato.
Ecco la ragione per cui, respingendo l'emendamento in esame (mi sembra sia questo il clima presente oggi nella maggioranza), si confermerà che, dopo tante chiacchiere sul tempio del capitalismo internazionale, il Governo e la maggioranza di questo paese non sono neanche in grado di imitare gli Stati Uniti in ordine ad una maggiore severità nelle pene, al fine di garantire i risparmiatori e combattere i reati societari (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ve lo dico perché mi sono giunte delle segnalazioni da parte di alcuni gruppi: non mi mettete nelle condizioni di dover fare la maestra dell'asilo! Per favore, ciascuno voti per sé!
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 30.208, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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MAURA COSSUTTA. Primo settore, Presidente!

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 398
Maggioranza 200
Voti favorevoli 195
Voti contrari 203).

Onorevoli colleghi, se avete delle segnalazioni da fare, inviatemele qui per iscritto!
Prendo atto che gli onorevoli Stradella e Riccardo Conti non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grotto 30.216.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma all'emendamento in esame, e vorrei altresì rivolgere un invito ai colleghi. La nostra discussione sul reato di falso in bilancio nel corso di questi anni, purtroppo, è stata avvelenata da diversi fattori, per colpa sia della maggioranza, sia dell'opposizione. Dovremmo cercare, invece, se ne siamo capaci, di guardare in questo momento agli interessi non delle nostre parti politiche, ma soprattutto dell'intero paese.
Vorrei ricordare che mi ha impressionato, qualche giorno fa, l'audizione in Commissione del ministro Marzano. Il ministro, infatti, ci ha descritto una situazione nella quale si avvicina, anche per il nostro paese, una stagione di importanti investimenti, provenienti dalle realtà economiche emergenti dal sottosviluppo, le quali hanno accumulato negli anni passati, attraverso tassi di crescita molto elevati, grandi risorse finanziarie da investire in Europa ed anche nel nostro paese.
La concorrenzialità degli ordinamenti diventa, pertanto, un tema decisivo per poter attrarre risorse finanziarie presenti sui mercati globali. Le possibilità di crescita e di competizione dell'Italia dipendono, in gran parte, dalle normative che saranno in vigore nel nostro paese per tutelare adeguatamente il risparmio, nonché la trasparenza dei mercati finanziari. Vorrei rilevare che oggi abbiamo, sotto il profilo della punibilità del reato di falso in bilancio, l'ordinamento di gran lunga più «scassato» tra i paesi maggiormente sviluppati. Siamo, infatti, il paese che si presenta con una normativa più lassista e pertanto meno capace di garantire l'attrazione di capitali e di finan-ziamenti provenienti dai mercati internazionali.
Vorrei osservare che l'emendamento presentato dall'onorevole Grotto non ha soltanto la pretesa di ripristinare la normativa previgente alla cosiddetta riforma Vietti. Chiedo ai colleghi di valutarlo con attenzione, poiché si tratta non di una rivincita dell'opposizione nei confronti della maggioranza, bensì del tentativo di riscrivere il reato di falso in bilancio, tenendo altresì conto di una novità introdotta dalla maggioranza nel nostro ordinamento: mi riferisco all'esigenza di introdurre delle soglie.
In questo caso, non si tratta soltanto di soglie quantitative, dal momento che le ritengo inaccettabili, poiché, oltre a consentire un inconcepibile «spazio franco» entro cui poter liberamente operare alterazioni contabili, non assicurano comunque neppure la punibilità delle alterazioni rilevanti.
Pensate che sarebbe sufficiente, nell'attuale ordinamento, che un'alterazione notevole dei costi fosse compensata da un'alterazione altrettanto rilevante dei ricavi o che un'alterazione rilevante dell'attivo fosse compensata da un'alterazione di pari importo del passivo perché si abbia una comunicazione della realtà dell'impresa completamente alterata. Scegliete una strada giusta, ossia quella indicata dall'emendamento Grotto 30.216: una soglia qualitativa, quale quella che esiste nell'ordinamento degli Stati Uniti d'America, perché attraverso di essa sia possibile valutare da parte dell'organo inquirente se l'alterazione è rilevante o meno ai fini


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della falsa comunicazione sociale. In tal modo, ripristineremo la possibilità di avere una normativa sul falso in bilancio simile a quella degli altri paesi più sviluppati - come gli Stati Uniti d'America -, disponendo così di un ordinamento concorrenziale sul terreno della severità e del rigore richiesto a chi vuole investire nelle economie globali anche sul mercato italiano. Altrimenti, le imprese di cui parlava il ministro Marzano, nel corso di un'audizione alcuni giorni fa, avranno più difficoltà ad attrarre i capitali che provengono dall'estero, perché i capitali non vanno dove gli ordinamenti sono lassisti e dove non vi è la sicurezza che le comunicazioni sociali, effettuate attraverso il bilancio annuale, siano veritiere.
Ritengo che vi sia bisogno, attraverso queste scelte, di ripristinare la trasparenza del nostro mercato finanziario, perché essa è condizione imprescindibile del successo della nostra economia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, richiamo la vostra attenzione su questo emendamento e sul contenuto di serietà che esso presuppone, affidandomi alla vostra sensibilità e, soprattutto, al vostro senso dello Stato.
Quando è iniziato l'esame di questo provvedimento e quando coloro che hanno proposto tale modifica hanno prospettato all'opinione pubblica la necessità di cambiare la normativa, era implicito che essa corrispondesse a due necessità di fondo: la prima, di rendere serio e corretto l'esercizio della funzione del risparmio; la seconda, di rendere in termini di modernità lo schema delle tutele che i cittadini si aspettano. Le ultime e gravi manifestazioni di scarsa attendibilità dei bilanci delle grandi società, che hanno provocato rilevanti danni nell'opinione pubblica e, soprattutto, una grande disaffezione verso il sistema del risparmio, avevano creato i presupposti per un'inaffidabilità complessiva del sistema.
Se alle esposte esigenze vogliamo dare una risposta, non possiamo non accettare questo emendamento che, in termini di correttezza, di serietà e di rigore, è assolutamente necessario. Quando si affronta il problema della credibilità del sistema bilanci e del sistema credito, non si può negare la necessità di essere estremamente rigorosi. Ed anche se, in questo momento, nella distrazione generale, probabilmente tale emendamento farà la fine di quelli precedenti - ossia sarà respinto -, voi avete il dovere di rispondere all'opinione pubblica sulla qualità del provvedimento che state approvando. Non si può, infatti, da una parte, essere rigorosi e affermare che si vuole tutelare il risparmio e, dall'altra, essere estremamente disattenti su emendamenti come quello che stiamo esaminando, che tendono ad introdurre uno schema di rigore assolutamente necessario in questo momento.
Mentre altri paesi, compresi gli Stati Uniti d'America, stanno adottando politiche di rigore in tema di repressione degli illeciti finanziari, ho l'impressione che nel nostro paese si stenti a tenere il passo anche rispetto ai paesi europei che sul punto hanno adottato normative più avanzate.
Vi prego di riflettere su questo aspetto e di votare pertanto a favore dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Saluto gli studenti del liceo scientifico Paolo Lioy di Vicenza, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grotto. Ne ha facoltà.

FRANCO GROTTO. Signor Presidente, con questo emendamento si rende più severa la relativa sanzione penale, ripristinando quella prevista dalla normativa previgente, consistente nella reclusione da uno a cinque anni. Viene poi eliminata, mediante l'abrogazione della fattispecie di cui all'articolo 2622 del codice civile, la necessità della presentazione di querela di parte ai fini dell'avvio dell'azione penale, nonché la conseguente necessità di dimostrare, da parte di chi agisce, il danno


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patrimoniale subìto a seguito dell'ingannevole rappresentazione della situazione dei conti aziendali.
Vengono, infine, eliminate le soglie quantitative che attualmente valgono ad escludere la punibilità, sia con riguardo alle variazioni del risultato economico di esercizio sia con riferimento alle valutazioni estimative.
È, comunque, fatta salva la possibilità per l'organo giudicante di valutare in concreto, ai fini dell'esclusione della punibilità, se la falsità e le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la società appartiene.
Quindi, come hanno affermato anche i colleghi Fanfani e Gambini, si tratta di un emendamento che può essere accolto da questa Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo Misto-socialisti democratici italiani).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grotto 30.216, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 431
Maggioranza 216
Voti favorevoli 204
Voti contrari 227).

RENZO PATRIA. Signor Presidente, abbiamo perso due voti!

PRESIDENTE. Colleghi, svegliatevi! Non mi sembra che stiamo procedendo velocemente.
Prendo atto che l'onorevole Riccardo Conti non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Agostini 30.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, il relatore per la X Commissione, onorevole Saglia, ha affermato che gli emendamenti sottoposti all'Assemblea non possono essere presi in considerazione, anche perché contrasterebbero con le norme sul diritto societario approvate a suo tempo.
In realtà, vorrei dire all'onorevole Saglia e al Governo che le norme che abbiamo approvato in occasione della riforma del diritto societario, e che risalgono al 2001, vanno modificate sulla base della situazione che si è determinata. Infatti, dal 2001 e negli anni successivi, il nostro paese e il mondo industrializzato sono stati investiti da una serie di episodi che hanno riguardato fortemente il corretto e trasparente andamento della finanza. Allora, porsi il problema di una revisione di quelle norme è una necessità per il paese. Tale esigenza, peraltro, è stata affrontata e risolta con tempismo in tutto il mondo, sia in paesi governati da coalizioni di sinistra o di centrosinistra sia in paesi governati da coalizioni di destra. Non si comprende il motivo per cui il nostro debba essere un paese a sovranità limitata e non debba fare fronte con coraggio, con attenzione e con moderazione alla necessità di avere norme capaci di contrastare e dissuadere un meccanismo di vulnerabilità che si è determinato nella nostra società e nel mondo globalizzato rispetto alla tenuta dei valori della trasparenza e del corretto andamento del mercato.
L'emendamento che proponiamo è molto semplice: con esso si propone di sostituire una misura molto farraginosa. È un emendamento molto dettagliato, che indica gli obiettivi.
L'articolo che chiediamo di modificare è complesso e farraginoso e non permette una corretta salvaguardia. Vorrei ricordare che vi è un problema di soglie: la punibilità è esclusa se non si altera in maniera sensibile la rappresentazione


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della situazione economica. Si fa riferimento alla variazione del risultato economico di esercizio al lordo delle imposte non superiore al 5 per cento o ad una variazione economica del patrimonio non superiore all'1 per cento. È rimasta in piedi quella misura incredibile, propria dell'ordinamento italiano, che mette in moto il reato solo se c'è una querela di parte.
Altra cosa incredibile è che per vedere se vi è un danno rilevante per i risparmiatori o si fa riferimento ad un numero di risparmiatori superiore allo 0,5 per mille, cioè 30 mila persone devono essere investite (e l'esperienza di questi anni ci insegna che non è così), o si fa riferimento allo 0,5 per cento del danno del PIL.
Insomma, tale articolo è costruito apposta per impedire che vi sia una misura rapida, efficace e certa per punire chi fa il falso in bilancio. Non dobbiamo perdere questa occasione per correggere gli errori commessi. Bisogna dare uno strumento forte al mercato che serva a scoraggiare chi ricorre a tali operazioni ed a ridare fiducia e tutela al mondo del risparmio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, intervengo perché credo che la formulazione di questo articolo sia poco decorosa anche sotto il profilo tecnico-giuridico, e mi rivolgo ai molti avvocati presenti. Stiamo trasformando il delitto di falso in bilancio in un reato contravvenzionale. Ma la cosa peggiore è che stiamo trasformando un delitto di frode a dolo specifico, perché per commetterlo bisogna avere l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico, in un reato contravvenzionale punito con l'arresto fino a due anni, cioè un reato che per sua natura può avere nella struttura contravvenzionale anche l'elemento psicologico aperto alla colpa.
Ci rendiamo conto che non solo siamo fuori del sistema penale, ma siamo anche di fronte ad una situazione di assoluta indecenza? Colleghi, vi rendete conto che stiamo punendo esclusivamente con una contravvenzione un delitto commesso da amministratori, da sindaci, da presidenti di società i quali, con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico, predispongono bilanci falsi? Cosa andiamo a riferire ai consumatori, ai risparmiatori? Cosa andate a riferire voi della maggioranza? Perché dite di voler tutelare il risparmio quando declassate il falso in bilancio ad una contravvenzione e lo punite come una costruzione abusiva? Sapete che se uno costruisce un prefabbricato in una zona in cui non può costruire ha una sanzione molto superiore a quella prevista per il falso in bilancio? Qual è l'allarme sociale maggiore? Se si ha uno scarico non autorizzato si incorre in una sanzione superiore! Vogliamo dare all'esterno l'impressione che siamo tanto indulgenti nei confronti di coloro che truffano migliaia e migliaia di cittadini quanto siamo rigorosi magari con persone che commettono un atto da poco per necessità?
Questo è un esempio che il Parlamento e ciascuna coscienza libera non può dare. L'emendamento in esame va approvato perché è di grande serietà.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Anche se non sono un giurista, tuttavia capisco anch'io che la questione delle soglie non funziona. Basterebbe infatti che un amministratore gonfiasse in misura enorme il volume d'affari di un'impresa, attraverso fatturazioni false, e tuttavia, secondo il meccanismo delle soglie, non sarebbe punibile qualora avesse alterato nella stessa misura i costi. La soglia quantitativa, colleghi, non funziona. Essa non soltanto è intollerabile, in quanto crea una zona franca al di sotto della quale può essere fatta qualsiasi cosa, ma non funziona proprio perché non consente di descrivere lo stato reale di quella impresa. Quest'ultima, che entra in rapporto con tanti risparmiatori, con tanti investitori e con tante imprese che all'interno della filiera produttiva si trovano


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prima o dopo di essa, può avere un bilancio completamente falso, proprio perché con il meccanismo delle soglie quantitative non si riesce a cogliere lo stato vero del bilancio della stessa.
Basterebbe infatti, lo ripeto, gonfiare in maniera enorme, attraverso false fatturazioni, il bilancio e nello stesso tempo aumentare i costi nella stessa misura, per restare al di sotto di quella soglia, anche se poi il bilancio è completamente falso! Così il mercato non può funzionare!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Agostini 30.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevoli colleghi, a destra ma anche a sinistra, per cortesia, votate ciascuno per proprio conto!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 430
Maggioranza 216
Voti favorevoli 204
Voti contrari 226).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 30.206, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 440
Votanti 439
Astenuti 1
Maggioranza 220
Voti favorevoli 204
Voti contrari 235).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Lettieri 30.211.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, cercherò di essere breve; tuttavia lei comprende che questo mio emendamento mira a fare un po' di giustizia rispetto alle pene che vengono comminate in questo paese, a seconda dei reati che vengono commessi. Da un lato, la povera gente, i piccoli criminali, i cosiddetti ladri di polli, i quali vengono sanzionati con forti pene detentive; dall'altro lato, alcuni, o meglio i soliti signori, in cravatta e camicia inamidata, i quali dietro le scrivanie commettono grandi reati di falsificazione di documenti e di bilanci oppure omettono di effettuare controlli in qualità di revisori dei conti e così via, che vengono invece sostanzialmente contravvenzionati, come diceva poc'anzi il collega Fanfani.
Ebbene, lo scopo del mio emendamento è quello di stabilire un certo equilibrio tra queste sanzioni penali, chiedendo che la pena della reclusione sia da due a otto anni, che mi sembra una soluzione equa. Vorrei ricordare ai colleghi che, dopo lo scandalo Enron negli Stati Uniti d'America, in pochi mesi il Parlamento americano ha approvato una legge efficace, prevedendo per il reato di false comunicazioni sociali e di falso in bilancio una pena sino a 20 anni!
Ai relatori, responsabili dell'attuale formulazione del testo, voglio dire con franchezza che il mio giudizio personale e politico nei loro confronti su questo aspetto non può che essere assai severo. Vi siete assunti una gravissima responsabilità, quella di peggiorare finanche il testo che già era stato attenuato! Mi riferisco al testo che era stato approvato nei famosi primi cento giorni dall'attuale Governo di centrodestra. Un po' di giustizia, signori miei, non guasterebbe! Quest'Assemblea, colleghi, è chiamata a tener conto del sentire vero del paese e delle esigenze vere della nostra economia.
Infatti, questo reato danneggia non solo i soci, ma anche l'economia del paese, l'immagine dell'Italia, perché ci fa passare come imbroglioni, nonostante gli sforzi del


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Presidente della Repubblica che si reca all'estero rappresentandoci in maniera dignitosa.
Con una legislazione di questo genere, certamente non siamo credibili, perdiamo la faccia dinanzi al mondo ed all'Europa! Questo è il motivo per cui vi chiedo di approvare l'emendamento in esame.
Cari colleghi, ieri è stata scritta in quest'aula una bruttissima pagina: la Camera ha dimostrato di essere diretta dall'esterno...

LUCA VOLONTÈ. Smettila!

MARIO LETTIERI. ... tant'è vero che chi ha ascoltato il TG1 questa mattina ha potuto sentire che qualche signore si è intromesso in quest'aula!
Non abbiamo vincoli né di maggioranza né di gruppo, ma solo quello della coscienza di ciascuno di noi: faccio appello alla vostra coscienza nell'espressione di questo voto!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, intervengo, in primo luogo, per sottoscrivere l'emendamento Lettieri 30.211. Mi dispiace di non condividere il suo comportamento che, in genere, condivido, perché si tratta, a mio avviso, dell'articolo più importante di tutto il provvedimento. So che i colleghi della maggioranza tendono a sottovalutare tale questione ed anche l'opposizione, secondo me, dovrebbe impegnarsi un po' di più nel sostenere la battaglia in ordine a tale articolo, perché stiamo parlando della questione della legalità, del falso in bilancio.
Non vi è dubbio che l'inasprimento delle pene proposto dal collega Lettieri è quanto mai giusto. Vi è un non detto nella nostra discussione consistente nel fatto che vi sono processi che, se vi fosse tale inasprimento delle pene, si rimetterebbero in moto; vi saranno processi che utilizzeranno proprio le norme in vigore, peggiorate eventualmente dai relatori.
Questa è la ragione per cui il tema del falso in bilancio e dei reati societari è una questione molto delicata; essa investe la trasparenza, la correttezza del Parlamento, nonché il bisogno di dimostrare che le leggi non sono leggi ad personam per favorire qualcuno, ma, soprattutto, per rispondere ai risparmiatori, al paese che ha bisogno oggi di leggi che siano un deterrente per garantire maggiore trasparenza.
Questa è la ragione per cui vorrei apporre la mia firma all'emendamento in esame, nonché alle successive proposte emendative che non ho previamente sottoscritto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lettieri 30.211, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 440
Maggioranza 221
Voti favorevoli 199
Voti contrari 241).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pecoraro Scanio 30.209, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 440
Maggioranza 221
Voti favorevoli 198
Voti contrari 242).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giordano 30.205.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, mi permetta, senza alcuna protesta, di non essere d'accordo sulla scelta del voto segreto o palese, perché è vero che gli emendamenti che proponiamo riguardano l'aspetto procedurale, ma è pur vero che la finalità dei medesimi è rendere certo l'inizio di un procedimento penale e la punibilità, indipendentemente dall'esercizio della querela da parte delle persone che hanno subito un danno.
L'emendamento in esame assume ancora più importanza, dal momento che è stato respinto il nostro emendamento che attribuiva all'associazione degli utenti e dei consumatori un ruolo proprio in questa direzione. Pertanto, a maggior ragione, l'automaticità della procedura, l'obbligatorietà della medesima dovrebbe essere garantita.
Questo è il senso dell'emendamento in esame e di quelli successivi che, in coerenza, cancellano altri commi dell'articolo 30.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giordano 30.205, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 429
Maggioranza 215
Hanno votato
182
Hanno votato
no 247).

Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lettieri 30.212, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 442
Maggioranza 222
Voti favorevoli 205
Voti contrari 237).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 30.207.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, intervengo per confermare che l'atteggiamento con il quale gran parte della Camera sta affrontando un tema delicato di questa natura è, a mio avviso, sbagliato.
La richiesta di trasparenza che proviene dal paese comporta innanzitutto la capacità di disporre di un deterrente di pene sufficienti a scoraggiare reati gravi come quelli di cui parliamo. Prevedere una normativa e non costruire un adeguato deterrente di pene è un errore, perché vuol dire che le normative restano delle mere canzonette che si possono cantare, ma per le quali non ci sono sanzioni adeguate.
Per questa ragione, insisto nell'affermare che esiste una grave responsabilità. La maggioranza si sarà anche ricompattata, avrà anche vinto ciò che voleva vincere, ma se vince in termini di mantenimento e di peggioramento delle norme sul falso in bilancio e, in generale, sui reati societari, si assume una grave responsabilità di fronte all'opinione pubblica e al paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.


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MARIO LETTIERI. Signor Presidente, sono lieto di vedere presenti in aula questa mattina ben cinque autorevolissimi ministri e tanti onorevoli sottosegretari. Mi soddisfa in particolare la presenza del ministro dell'interno, che sta svolgendo un buon lavoro contro la criminalità comune, e mi auguro che si impegni anche contro una più grande criminalità, vale a dire quella economica, e che contribuisca con noi ad approvare questo emendamento per dare al paese un messaggio di severità e legalità.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Ricordo che le prossime due votazioni avranno luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 30.207, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 420
Votanti 419
Astenuti 1
Maggioranza 210
Voti favorevoli 195
Voti contrari 224).

Prendo atto che gli onorevoli Marinello e Berruti non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Ricordo che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pecoraro Scanio 30.213, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 429
Maggioranza 215
Voti favorevoli 198
Voti contrari 231).

Prendo atto che gli onorevoli Berruti e Amato non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Ricordo che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giordano 30.203, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 439
Maggioranza 220
Hanno votato
189
Hanno votato
no 250).

Ricordo che le successive votazioni avranno luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giordano 30.204, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 442
Votanti 441
Astenuti 1
Maggioranza 221
Voti favorevoli 202
Voti contrari 239).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pecoraro Scanio 30.214, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 13

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 438
Maggioranza 220
Voti favorevoli 200
Voti contrari 238).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pecoraro Scanio 30.215, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 435
Maggioranza 218
Voti favorevoli 196
Voti contrari 239).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giordano 30.202, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 438
Maggioranza 220
Voti favorevoli 195
Voti contrari 243).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giordano 30.200, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 437
Maggioranza 219
Voti favorevoli 195
Voti contrari 242).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giordano 30.201, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 439
Maggioranza 220
Voti favorevoli 199
Voti contrari 240).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 30.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 445
Maggioranza 223
Voti favorevoli 249
Voti contrari 196).

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