Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 596 del 3/3/2005
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2436 ed abbinati)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 2436 ed abbinati sezione 15).
Qual è il parere del Governo?

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo accetta l'ordine del giorno Zacchera n. 9/2436/1, mentre accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Crisci n. 9/2436/2, in quanto si richiede il rispetto di certe tempistiche, cosa che è di difficile valutazione, anche se si concorda sul senso e sul significato dell'ordine del giorno.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Sergio Rossi n. 9/2436/3, mentre accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno D'Agrò n. 9/2436/4, dal momento che si tratta di una tematica estremamente complessa con riferimento ai rapporti con le authority.
Con riferimento all'ordine del giorno Nesi n. 9/2436/5, vi è un piccolo problema relativamente all'espressione: «prevedendo i conseguenti interventi relativi allo statuto della medesima», contenuta nell'ultima


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parte del dispositivo, che attribuisce al Governo il potere di intervenire in ordine alla potestà statutaria in capo alla Banca d'Italia.
Se il presentatore riterrà di accettare di eliminare l'espressione suddetta, l'ordine del giorno potrà essere accettato, altrimenti il Governo lo dovrà accogliere come raccomandazione, perché non rientra nella nostra potestà intervenire sulla materia statutaria in modo diretto. Il presentatore sa che vi è previamente una proposta e poi una valutazione in seconda battuta, dopo che lo statuto viene autonomamente modificato. Si tratta, quindi, di un problema di ordine procedurale.

PRESIDENTE. Onorevole Nesi, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno proposta dal Governo?

NERIO NESI. Signor Presidente, l'ordine del giorno è stato concordato, parola per parola, con la Commissione e ed il Governo. Se poi cambiano parere, pazienza, ma è stato scritto in questo modo! Comunque, poiché mi preme la sostanza, accetto la riformulazione proposta.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, l'onorevole Nesi ha perfettamente ragione. In seguito ad una valutazione approfondita ieri sera con gli uffici competenti, si è colto il rischio di una lesione dell'autonomia statutaria nel caso in cui fossero inserite le parole cui ho fatto menzione precedentemente.
Il Governo concorda sul senso, sul valore, sulle intenzioni e sull'urgenza dell'ordine del giorno, ma il problema era di non dare adito ad una valutazione in parte, magari, errata.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Nesi accetta la riformulazione proposta dal Governo.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Liotta n. 9/2436/6, in quanto presenta un contenuto analogo all'ordine del giorno D'Agrò n. 9/2436/4.

RENZO PATRIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO PATRIA. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'ordine del giorno Zacchera n. 9/2436/1.

PRESIDENTE. Sta bene.

GIORGIO BENVENUTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, non intervengo per chiedere di sottoscrivere l'ordine del giorno Zacchera n. 9/2436/1, ma per esprimere il mio stupore.
Anch'io stimo molto l'onorevole Zacchera, ma non posso apporre la mia firma a tale ordine del giorno, perché, onorevole Zacchera...

PRESIDENTE. Onorevole Benvenuto, se non intende apporre la sua firma, non lo sottoscriva! Nessuno la obbliga!

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, non lo posso sottoscrivere, perché il Governo italiano ha approvato lo stanziamento del fondo monetario nel 2001 di 7 miliardi di dollari quando tutti sapevano che eravamo alla vigilia del default.
In secondo luogo, il Governo italiano, nell'ultima riunione del G7, ha dato l'assenso affinché i creditori privilegiati dell'Argentina fossero rappresentati dal fondo monetario e non dai piccoli risparmiatori.

PRESIDENTE. Onorevole Benvenuto, lei è fuori tema, glielo devo dire. L'ordine del giorno è stato accettato, quindi non è


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motivo di contraddittorio tra il Governo e il presentatore e non riguarda lei, con tutto il rispetto.

GIORGIO BENVENUTO. Il Governo italiano non ha accolto la proposta dell'Argentina di tutelare i piccoli risparmiatori (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro). Dunque, onorevole Zacchera, il suo ordine del giorno è acqua fresca!

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Zacchera n. 9/2436/1, accettato dal Governo, non insistono per la votazione.
Chiedo all'onorevole Crisci se insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2436/2, accolto come raccomandazione dal Governo.

NICOLA CRISCI. Ritengo che questo ordine del giorno sia di buonsenso. Se è vero che il Governo ha previsto che il 50 per cento del Fondo di garanzia derivante dai depositi giacenti sia destinato all'ammortamento del debito pubblico, credo sia interesse del Governo, oltre che del Parlamento, conoscere l'ammontare stimato dei depositi giacenti.
Si parla di tempi rapidi, dunque occorre conoscere quali siano le scadenze vincolanti per il Governo. Francamente, si evidenzia una scarsa attenzione rispetto a proposte del tutto ragionevoli e che riguardano l'interesse del Governo e del Parlamento.
Se questi depositi sono di ammontare rilevante, se devono essere destinati all'ammortamento del debito pubblico, è possibile conoscere in tempi rapidi l'ammontare stimato di tali depositi, rendendo edotto il Parlamento di tale ammontare visto che nel dossier non vi è alcun riferimento in merito?
Invito dunque il Governo a rivedere il proprio parere e ad accettare pienamente il mio ordine del giorno.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI MAGRI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo conferma il parere espresso in precedenza, facendo notare che, onestamente, allo stato attuale non sappiamo se siamo in grado entro un anno di fornire le informazioni richieste.

NICOLA CRISCI. Signor Presidente, non insisto per la votazione per senso di responsabilità.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno Sergio Rossi n. 9/2436/3, accettato dal Governo, D'Agrò n. 9/2436/4, accolto dal Governo come raccomandazione, Nesi n. 9/2436/5, nel testo riformulato, accettato dal Governo, e Liotta n. 9/2436/6 accolto dal Governo come raccomandazione, non insistono per la votazione.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

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