Allegato B
Seduta n. 757 del 5/4/2006


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INTERNO

Interrogazioni a risposta scritta:

FOLENA e DEIANA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
risulta agli interroganti che il ministro starebbe per nominare la nuova commissione consultiva centrale per il controllo delle armi, scaduta nel giugno del 2005;
la commissione è un organo con compiti di particolare delicatezza, anche alla luce della nuova legislazione sulla legittima difesa;
è quindi reale il rischio (a parere degli interroganti) che venga modificata in senso più «lassista» la «giurisprudenza» della commissione, sia in riferimento alle armi che, di conseguenza, ai criteri per la concessione del porto delle armi -:
se quanto esposto in premessa sia fondato;
se il ministro interrogato non ritenga di soprassedere alla nomina, atteso che la commissione attuale è comunque già scaduta da tempo e che tra pochi giorni si svolgeranno le elezioni politiche dalle quali sortiranno le nuove camere e il nuovo governo, il quale potrà procedere più opportunamente alla nomina della nuova commissione.
(4-20034)

MONACO e MANTINI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'11 marzo 2006, a Milano nel corso di una manifestazione si sono verificati atti teppistici che hanno scosso la città e che hanno provocato il ferimento di 12 persone, l'arresto di 35 e danni per 500 mila euro;
secondo il sottosegretario Alfredo Mantovano «il 2 marzo vi è stata una riunione nel centro sociale "Tribù libertaria Bomboclat", cui hanno partecipato esponenti di varie realtà antagoniste, fra cui centri sociali "Via dei Transiti", "Villa Litta", "Orso", Askatasuna (da Torino) e di altri provenienti da varie città italiane, soprattutto del nord. Il tema del meeting era dare una risposta alla manifestazione della Fiamma tricolore, autorizzata per il giorno 11»;
in una informativa della Digos, allegata alla richiesta di convalida dell'arresto per i sospettati di aver preso parte agli scontri, l'antefatto e la pianificazione degli incidenti di Milano sono così descritti: «è verosimile che l'appuntamento e le modalità siano state stabilite in una assemblea del primo marzo alla Pergola alla quale parteciparono Orso, Transiti, Panetteria Occupata, Villa Litta e altri» -:
se corrisponda al vero che il Governo era a conoscenza di tali incontri e quindi era stato avvertito della possibilità che si verificassero incidenti nel corso della manifestazione dell'11 marzo a Milano e, in caso affermativo, per quali ragioni non abbia adottato per tempo misure preventive atte a scongiurare gli scontri.
(4-20036)

RAVA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il Comando dei vigili del fuoco di Alessandria è pesantemente carente di personale;
questa situazione ha creato e crea già disservizi: ad esempio il giorno 10 marzo 2006 il comandante provinciale ha dovuto


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declassare il distaccamento di Ovada a posto di vigilanza, richiamando presso la sede centrale il restante personale del distaccamento al fine di garantire il personale sufficiente al presidio di Alessandria;
le strutture dei vigili del fuoco sono essenziali per affrontare le emergenze e sono un caposaldo certo per la sicurezza dei cittadini soprattutto in un territorio come quello Alessandrino caratterizzato da un territorio molto vasto e complesso, fortemente industrializzato e suddiviso in zone omogenee -:
se non ritenga di verificare la situazione del Personale dei VV.FF. in Provincia di Alessandria ed adottare iniziative volte a garantire il mantenimento di un efficace servizio territoriale assicurando anche ai distaccamenti il personale sufficiente.
(4-20038)

PECORARO SCANIO e CENTO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
agli interroganti risulta che la Commissione centrale di protezione presieduta dal sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano, avrebbe deciso di sospendere il programma di protezione previsto per i testimoni di giustizia per Giuseppina Cordopatri, dopo la sua candidatura con i Verdi;
la signora Cordopatri da anni lotta coraggiosamente contro i crimini mafiosi di cui è stata vittima, e ha denunciato sempre in questi anni lo stato di abbandono dei testimoni di giustizia;
la sospensione del programma di protezione alla testimone di giustizia Giuseppina Cordopatri sarebbe, se confermata, una decisione gravissima, un affronto a chi rischia la propria vita per denunciare la criminalità organizzata, e un segnale preciso in favore delle organizzazioni malavitose -:
se quanto illustrato in premessa corrisponda al vero, e in tal caso se non si intenda intervenire per l'immediato ripristino del programma di protezione cui ha diritto Giuseppina Cordopatri.
(4-20039)

LEONI, RUZZANTE, MAGNOLFI e INNOCENTI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro per l'innovazione e le tecnologie. - Per sapere - premesso che:
come è noto, il decreto legge 3 gennaio 2006, n. 1, ha modificato, tra gli altri, il T.U. di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 ridisciplinando, in particolare, anche le modalità di scrutinio del voto e, prevedendo, la rilevazione informatizzata dello scrutinio e l'ammissione ai seggi di osservatori OSCE in occasione delle prossime elezioni politiche;
tali modalità erano state oggetto dell'interrogazione a risposta scritta n. 4/19957 del 10 febbraio 2006, al Ministro dell'interno e al Ministro per l'innovazione e le tecnologie, stante la non chiarezza delle modalità di espletamento dello scrutinio elettronico e delle conseguenti garanzie individuate al fine di evitare il verificarsi di possibili brogli elettorali;
nel testo del decreto, infatti, nessuna assicurazione veniva offerta, in particolare, circa i criteri di selezione sia delle sezioni elettorali interessate alla sperimentazione, sia degli addetti alla digitazione dei risultati su personal computer, sia sulle procedure che avrebbero dovuto garantire il corretto trasporto dei dati una volta scrutinati;
nell'atto di sindacato ispettivo si contestava, inoltre, l'avvenuto affidamento della sperimentazione dello scrutinio elettronico tramite la procedura della trattativa privata, in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato e senza l'individuazione di rigorosi criteri di economicità e funzionalità tali da giustificare l'assegnazione della gestione dello scrutinio elettronico in capo ad una società piuttosto che ad un'altra;


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la riposta al suddetto atto di sindacato ispettivo, pervenuta in data 23 febbraio 2006 dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie, risulta, secondo gli interroganti, lacunosa tanto che permangono gravi perplessità a causa della carenza di garanzie di correttezza e trasparenza connesse all'espletamento del fondamentale esercizio del diritto di voto;
inoltre, lo stesso Ministro per l'innovazione e le tecnologie nella risposta precisava che, «mentre nelle precedenti esperienze si trattava di una semplice sperimentazione, per le elezioni politiche di aprile prossimo si è fatto un ulteriore passo in avanti, attribuendo valore giuridico anche allo scrutinio informatizzato» e segnalava che il 30 gennaio 2006 erano state emanate due direttive ministeriali - inviate solo alle prefetture interessate - contenenti la disciplina puntuale e trasparente dell'intero processo di rilevazione informatizzata, nonché istruzioni chiare destinate a tutti gli operatori;
a tutt'oggi, però, non risultano nella disponibilità cli tutti i soggetti istituzionali i testi delle suddette direttive, mentre, lo stesso Ministro dell'interno interrogato risulta candidato nella regione Puglia, sul cui territorio insistono proprio le sezioni individuate per il sud, ai fini della sperimentazione elettronica, circostanza - questa - che, a parere degli interroganti, rende la questione delle garanzie particolarmente delicata e sensibile-:
se non ritengano di rendere noti, con urgenza, i criteri utilizzati nella trattativa privata per l'individuazione della società prescelta per la gestione dello scrutinio elettronico;
se non ritengano di rendere noti, altresì, i criteri prescelti per l'individuazione delle sezioni elettorali selezionate, nonché quelli in base ai quali si provvederà alla selezione degli addetti alla digitazione dei risultati sul p.c. e, in ultimo, i criteri delle procedure atte a garantire il corretto trasporto dei dati una volta scrutinati;
in fine, nella considerazione del valore giuridico attribuito questa volta allo scrutinio informatizzato, quali provvedimenti urgenti intendano assumere al fine di garantire la piena correttezza e trasparenza dell'esercizio del diritto di voto, e, soprattutto, la regolarità delle successive operazioni di scrutinio, scongiurando ogni possibile sospetto di irregolarità elettorale.
(4-20040)

CASTAGNETTI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro per l'innovazione e le tecnologie. - Per sapere - premesso che:
il decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 27 gennaio 2006, prevede, tra le varie misure, la rilevazione informatizzata dei risultati degli scrutini delle elezioni politiche indette per l'aprile 2006, in alcuni uffici elettorali di sezione individuati, con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie;
tale nuova sperimentazione si svolgerà in 12 mila sezioni elettorali appartenenti alle regioni Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia ed interesserà quasi 10 milioni di elettori, il 20 per cento del totale;
sulla questione sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari, e anche la stampa nazionale ha sollevato più di un interrogativo, ma il Governo non ha ancora risposto a tutte le domande o ha risposto in maniera insufficiente;
la possibilità concreta di mancata corrispondenza tra i risultati ottenuti con il sistema digitale e quelli accertati attraverso lo scrutinio tradizionale, ossia manuale, rischia di essere fonte di contrasti e di confusione in una fase delicata come quello dello scrutinio dei voti, all'interno delle sezioni elettorali. Non risolve il problema quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 2 della legge n. 22 del 2006 e ribadito dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie (rispondendo all'interrogazione dell'onorevole Magnolfi, n. 4-19957), che in caso di difformità tra il dato accertato


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dall'ufficio elettorale e quello digitato da un operatore informatico privato prevarrà sempre l'esito della rilevazione manuale. Nel corso della XIV legislatura, i contrasti nella Giunta delle Elezioni della Camera sono stati diversi e molto aspri, non ci pare opportuno aggiungere nuovi motivi di ricorso per contestare gli eletti, da risolvere magari a colpi di maggioranza;
se il processo di espletamento dello scrutinio elettronico non è trasparente in tutte le sue fasi è legittimo il sospetto che possano verificarsi brogli elettorali;
stante quanto affermato dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie, si è fatto ricorso alla trattativa privata, in deroga alle norme di contabilità generale a causa del «brevissimo lasso di tempo disponibile prima della consultazione elettorale», come se il Governo avesse ignorato la data della scadenza naturale della legislatura -:
quali criteri siano stati adottati per l'individuazione delle sezioni elettorali selezionate;
quali valutazioni di economicità e funzionalità delle offerte abbiano consentito di individuare le aziende coinvolte nella gestione delle operazioni di scrutinio elettronico;
se le aziende interessate siano la Telecom Italia, Eds, Accenture e la Ajilon, azienda di lavoro interinale, del gruppo Adecco, incaricata di fornire gli operatori informatici;
quali siano effettivamente i costi da sostenere (28 o 34 milioni di euro); se gli operatori informatici, addetti alla digitazione dei risultati, siano 18.000 e con quali criteri e modalità si provvederà o si è già provveduto alla loro formazione e addestramento;
quali misure siano previste, nel rispetto della normativa vigente, per assicurare la sicurezza dei dati e il loro trasporto, considerato che tutte le operazioni effettuate nella sezione elettorale sono memorizzate su semplici chiavi USB, anche se in modalità cifrata;
se il Governo non ritenga pertanto necessario, per garantire la piena trasparenza del voto degli italiani, istituire una commissione di garanzia sulle operazioni di spoglio elettronico.
(4-20041)

SGOBIO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro per l'innovazione e le tecnologie. - Per sapere - premesso che:
un'inchiesta del settimanale Diario di venerdì 24 marzo 2006 rileva come alle imminenti elezioni politiche la sperimentazione dello spoglio elettronico, che coinvolgerà quattro regioni, in cui il risultato finale del voto, da alcuni sondaggi, appare in bilico, sarà gestita da tre società, Telecom, Eds e Accenture, l'ultima delle quali avrebbe come partner il figlio dell'attuale Ministro dell'interno;
a parere dell'interrogante, inoltre, è tutta la procedura dello scrutinio elettronico che merita di essere vagliata attentamente, al fine di garantire la piena trasparenza del voto degli italiani in Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna, le quattro regioni dove sarà sperimentata tale procedura;
lo scrutinio elettronico prevede l'inserimento in 12.680 sezioni dei voti scrutinati da parte di personale dell'Ajilon, azienda di lavoro interinale, del gruppo Adecco;
i dati, dopo essere stati verificati con quelli scrutinati manualmente, saranno copiati su una chiavetta Usb, che successivamente sarà portata a mano e inserita in un computer, normalmente presente in un istituto scolastico, in cui verranno scaricati i dati che, quindi, saranno trasmessi al Viminale -:
se non ritengano opportuno intervenire, ciascuno per gli ambiti di propria competenza, al fine di accertare quanto denunciato dal settimanale Diario;


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se, altresì, non ritengano opportuno intervenire, ciascuno per gli ambiti di propria competenza, al fine di chiarire quali siano effettivamente i costi complessivi sostenuti per tale procedura; con quali criteri e con quali modalità si provvede alla formazione e all'addestramento dei 18.000 operatori informatici, addetti alla digitazione dei risultati e quali misure siano previste, nel rispetto della normativa vigente, per assicurare la sicurezza dei dati e il loro trasporto.
(4-20042)

LUCIANO DUSSIN. - Al Ministro dell'interno, al Ministro delle comunicazioni, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'imprenditore trevigiano Giorgio Panto, presidente della società Panto SpA ed editore proprietario delle emittenti televisive Antenna 3 NORDEST, Telenordest e Tele Alto Veneto, ha costituito recentemente la formazione politica denominata «Progetto NORDEST»;
nel 1995 il signor Panto ed il fratello Nello hanno effettuato libere elargizioni a favore di altro movimento politico denominato «Nuova Italia»;
nel 2005 risulta che la società Panto SpA, di cui appunto il signor Giorgio Panto è presidente, abbia effettuato un versamento a favore del partito politico «Progetto NORDEST»;
ad esito delle ultime consultazioni elettorali amministrative della Regione Veneto, il PNE ha eletto due consiglieri regionali;
come ogni movimento costituito in partito politico, anche il PNE, per poter ricevere rimborsi elettorali da parte dello Stato, deve presentare idoneo bilancio ed assoggettarsi alla normativa prevista per il finanziamento pubblico ai partiti;
anche i soggetti privati che contribuiscono al finanziamento delle formazioni politiche sono soggetti a precise norme di legge;
in occasione delle scorse elezioni amministrative, il PNE ha attuato una massiccia diffusione dei propri programmi elettorali attraverso le summenzionate emittenti televisive a mezzo di continui spot a pagamento che avrebbero dovuto essere rimborsati con le stesse modalità e tariffe applicate agli altri partiti partecipanti alle elezioni regionali;
sia per numero di messaggi elettorali a pagamento che per durata temporale complessiva dei comunicati, il Progetto NORDEST ha senz'altro dovuto affrontare un notevole esborso economico;
per la propria campagna elettorale, il Progetto NORDEST sta diffondendo continuamente messaggi elettorali a pagamento attraverso le summenzionate emittenti televisive, ad ogni ora del giorno e della notte;
in base alle tariffe applicate per questo tipo di pubblicità, per numero, durata e diffusione nelle fasce orarie di maggior ascolto, il costo della propaganda elettorale effettuata dal PNE fino a questo momento, per la sola emittente Antenna 3 dovrebbe presumibilmente essere valutato, secondo l'interrogante, intorno ai 650 mila euro;
come già avvenuto in occasione delle scorse elezioni amministrative ed ancor più diffusamente e incisivamente in occasione ora delle politiche, il PNE di Giorgio Panto conduce una propaganda elettorale caratterizzata soprattutto da una campagna denigratoria e di demolizione nei confronti dell'operato del movimento politico della Lega Nord;
a parte i dubbi sulla correttezza della propaganda elettorale (su cui sarà compito dell'Autorità delle Comunicazioni svolgere le opportune verifiche) e i dubbi sul rispetto della normativa sulle spese elettorali (su cui faranno le opportune verifiche il collegio regionale di garanzia elettorale e la Corte dei Conti), l'interrogante nutre timori su una possibile inosservanza delle


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disposizioni fiscali che regolano la partecipazione dei partiti politici alla competizione elettorale -:
se siano stati effettuati accertamenti fiscali in relazione alle spese del Partito del NORDEST e, in caso affermativo, quali ne siano gli esiti.
(4-20049)

ROMOLI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
le recenti cronache locali riportano che, nell'ambito delle proteste organizzate da gruppi di Autonomi, No Global e appartenenti ai Centri sociali - oltre che da organizzazione dei partiti della Sinistra, segnatamente di Rifondazione Comunista - contro l'apertura del CPT di Gradisca d'Isonzo, si sono verificati numerosi atti di intimidazione, non solo nei confronti della Cooperativa Minerva, affidataria della gestione del Centro, ma - ciò che è ancora più grave e inammissibile - nei confronti dei dipendenti della stessa, i quali hanno dovuto subire comportamenti fortemente lesivi della propria dignità, della propria privacy, e finanche della propria sicurezza personale;
si segnala che, in data 16 febbraio 2006, la locale sezione di Rifondazione Comunista ha acquistato una pagina a pagamento sul quotidiano il Piccolo per invitare ad un'azione di mail bombing contro il sito della Cooperativa Minerva;
il 27 febbraio gli operai della Minerva che si recavano sul posto di lavoro sembra siano stati fotografati e identificati dai Gruppi autonomi - episodio questo che sarebbe gravissimo sotto il profilo della tutela della loro privacy ma anche, e soprattutto, in quanto l'atto contiene in sé un elemento fortemente intimidatorio;
il 28 febbraio, in occasione dell'arrivo nel Centro dei primi ospiti, si è scatenato un vero attacco da parte degli Autonomi, con scontri fra gli stessi e le Forze dell'ordine e minacce rivolte sempre ai dipendenti della Cooperativa Minerva;
la gravità di quanto denunciato è altresì peggiorata dall'insufficienza - in passato già evidenziata anche dall'interrogante - dell'organico in forza alla Questura di Gorizia, la quale di fronte alla denunciata escalation di episodi violenti fatica a garantire alla Cooperativa Minerva ed ai suoi dipendenti il diritto di svolgere il proprio lavoro -:
se il Ministro interrogato non intenda assumere delle specifiche iniziative, rinforzando gli organici delle Forze dell'ordine in forza alla Questura di Gorizia, al fine di impedire che gravi episodi quali quelli testé segnalati possano ripetersi impunemente.
(4-20054)