XI Commissione - Resoconto di marted́ 1° aprile 2003


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 1o aprile 2003. - Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI.

La seduta comincia alle 14.25.

Commissione parlamentare per l'anziano.
Testo unificato C. 3254, approvato dal Senato, e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Giovanni DIDONÈ (LNP), relatore, osserva che la proposta di legge in esame è già stata approvata dal Senato. Nel testo trasmesso dal Senato veniva costituita una Commissione a livello ministeriale per fornire al Parlamento utili strumenti di conoscenza per nuovi interventi a favore degli anziani.
La Commissione Affari sociali ha invece previsto l'istituzione di una Commissione parlamentare per l'anziano, con compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione comunitaria e nazionale relativi ai diritti e alla tutela dei


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soggetti in età avanzata, ritenendo per tali quelli che abbiano superato i 65 anni di età. La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, in rappresentanza proporzionale dei gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo.
Per quanto riguarda le competenze della Commissione, segnala in particolare l'articolo 2, che istituisce l'Osservatorio nazionale per l'anziano presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'Osservatorio è presieduto dallo stesso ministro ed ha il compito di raccogliere documentazione, effettuare studi e ricerche, anche in collegamento e collaborazione con analoghe iniziative nell'ambito dell'Unione europea, al fine di compiere indagini sulla condizione degli anziani, avanzare proposte tese a migliorare le condizioni di vita degli anziani, con particolare attenzione per i soggetti più esposti al rischio di emarginazione e di esclusione sociale, nonché con specifico riferimento agli anziani non autosufficienti; ha il compito ancora di promuovere la diffusione della conoscenza dei dati statistici, della normativa nazionale e regionale, dei servizi e delle risorse disponibili. L'Osservatorio predispone ogni due anni il piano nazionale di azione di interventi per la tutela dei diritti; il piano individua, tra l'altro, le modalità di finanziamento degli interventi da esso previsti nonché le forme di potenziamento e di coordinamento delle azioni svolte dalle pubbliche amministrazioni, dalle regioni e dagli enti locali. Il piano è trasmesso alla Commissione parlamentare bicamerale, che esprime il proprio parere entro sessanta giorni.
L'Osservatorio predispone per il Governo relazioni specifiche sui temi affrontati e ogni due anni una relazione sulla condizione dell'anziano in Italia e sull'attuazione dei relativi diritti. Tali relazioni sono trasmesse al Parlamento.
L'Osservatorio è composto da studiosi, esperti e rappresentanti di associazioni, di società scientifiche, di organismi di volontariato e di organizzazioni sindacali dei pensionati, nominati, per un periodo di tre anni, con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali.
L'articolo 4 reca la norma di copertura finanziaria, prevedendo che all'onere per il funzionamento dell'Osservatorio di cui all'articolo 2, valutato in euro 5.165.000 per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'accantonamento di Fondo speciale relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il triennio in questione.
Anche in considerazione della dichiarazione resa in sede referente dal sottosegretario Sestini che ha rilevato che la quantificazione dell'onere per il funzionamento dell'Osservatorio appare eccessiva e debba essere riconsiderata, prospetta l'opportunità di esprimere un parere favorevole con un'osservazione volta a far sì che le disponibilità derivanti da eventuali riduzioni di spesa dell'onere contemplato dall'articolo 4 siano destinate al finanziamento di iniziative in favore di soggetti anziani, con particolare riferimento ai ricalcolo dei trattamenti previdenziali.

Lalla TRUPIA (DS-U), espresso un giudizio complessivamente favorevole sulla proposta di legge in esame, volta ad istituire una Commissione parlamentare bicamerale per l'anziano, con compiti di indirizzo e di controllo, in coordinamento con altri soggetti istituzionali, sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione comunitaria e nazionale relativi ai diritti e alla tutela dei soggetti in età avanzata, prospetta l'opportunità che, accanto all'istituzione dell'Osservatorio nazionale per l'anziano, che si presenta troppo centralistico rispetto alle diverse realtà territoriali, si preveda l'istituzione di osservatori regionali, anche in considerazione di alcune proposte di legge di iniziativa regionale che si muovono in questa direzione.

Cesare CAMPA (FI), condivise le considerazioni espresse dal relatore sul provvedimento in esame, riconosce all'attuale Governo il merito di aver già avviato una


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operazione rilevante nei confronti delle persone anziane per quanto riguarda le pensioni minime.
Richiamandosi alle osservazioni del deputato Trupia, rileva che il comma 5 dell'articolo 3 stabilisce già che le regioni, in raccordo con le amministrazioni provinciali e le amministrazioni comunali, prevedono idonee misure di coordinamento degli interventi locali di raccolta e di elaborazione di tutti i dati relativi alla condizione dell'anziano in ambito regionale, ferma restando la necessità della sussidiarietà, senza creare inutili duplicazioni.
Invita infine la Commissione a riflettere, al di là della previsione dell'Osservatorio, su cosa effettivamente si possa fare in favore dei soggetti anziani, con particolare riferimento a coloro che non sono autosufficienti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ferma restando l'indiscutibile utilità di un organismo, come l'Osservatorio nazionale per l'anziano, volto a raccogliere dati e documenti finalizzati al costante monitoraggio della condizione dell'anziano, fa presente che esistono a tutt'oggi strutture ministeriali, dal costo non indifferente, che possono svolgere attività di coordinamento e di raccolta di dati alla stessa stregua dell'Osservatorio. In proposito, osserva che il comma 4 dell'articolo 1 prevede che la istituenda Commissione parlamentare per l'anziano possa chiedere informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da pubbliche amministrazioni e da organismi che già si occupano di questioni attinenti ai diritti e alla tutela dei soggetti in età avanzata, mentre il comma 3 dell'articolo 3 stabilisce che per lo svolgimento delle proprie funzioni l'Osservatorio possa stipulare convenzioni con enti di ricerca pubblici o privati e con società scientifiche che abbiano particolare qualificazione nel campo degli anziani. Solleva pertanto perplessità sui costi che la creazione di questi nuovi organismi possa determinare e paventa il rischio che nell'elefantiasi burocratica gli interventi necessari a favore degli anziani possano alla fine non realizzarsi.

Giovanni DIDONÈ (LNP), relatore, condivide le preoccupazioni espresse, ma ritiene che l'indirizzo sia rivolto all'ente locale comune che è quello più vicino alla realtà dei singoli cittadini. Conviene sull'utilità della raccolta dei dati a livello regionale e nazionale per un raffronto sia sul piano comunitario sia sul piano interno, al fine di programmare e sviluppare serie strategie di intervento a favore degli anziani.

Lalla TRUPIA (DS-U) invita la Commissione a riflettere sulla funzione degli osservatori regionali, che non è tanto quella di raccogliere ed elaborare dati e documenti, quanto piuttosto quella di valutare situazioni delicatissime in determinati territori e di conseguenza di proporre quella gamma flessibile di servizi e di interventi (come i centri di accoglienza diurni o le case famiglia) che invece, soprattutto per gli anziani non autosufficienti, si concretizza spesso nei ricoveri nelle case di riposo.

Andrea DI TEODORO (FI), in qualità di firmatario delle proposte di legge sull'istituzione della Commissione parlamentare per l'anziano, ne condivide le finalità e i contenuti, ma raccoglie anche le perplessità espresse dal presidente. Invita pertanto il relatore a predisporre un parere che tenga conto dei rilievi formulati, sollecitando la Commissione di merito a valutare l'opportunità che la costituzione degli organismi individuati non abbia ricadute sulla finanza pubblica.

Angelo SANTORI (FI) condivide la proposta avanzata dal deputato Di Teodoro, ricordando che esistono già strutture ministeriali in grado di svolgere le funzioni individuate. Ritiene pertanto che si debba dare un segnale in tale direzione, anche al fine di evitare conseguenze negative dal punto di vista delle risorse a disposizione.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, invita pertanto il relatore a


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predisporre una proposta di parere che tenga conto dei rilievi e delle considerazioni emerse nel corso del dibattito.
Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici.
Nuovo testo C. 1179 Caminiti, C. 2972 Molinari, C. 3016 Carli, C. 3281 Cola.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame.

Dario GALLI (LNP), relatore, ricorda che nella seduta del 22 gennaio 2002, la Commissione aveva già esaminato il provvedimento, esprimendo parere favorevole con alcune osservazioni.
L'articolo unico del provvedimento modifica la legge n. 120 del 2001, che consente l'uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.
Con la nuova formulazione si estende la possibilità, per il personale sanitario non medico e per il personale non sanitario con una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare, di utilizzare i defibrillatori semiautomatici anche all'interno degli ospedali.
È stata quindi soppressa la disposizione che prevedeva l'obbligo per tutte le autoambulanze destinate al pronto intervento di dotarsi di defibrillatori semiautomatici, per ragioni di copertura finanziaria.
Ritiene pertanto opportuno riprendere, nelle premesse del parere favorevole che propone di esprimere, le considerazioni contenute nelle osservazioni formulate nel parere del 22 gennaio 2002, auspicando che tramite un'efficace azione amministrativa e i necessari accordi con le regioni si possa estendere la dotazione di defibrillatori semiautomatici anche ad autoambulanze destinate al pronto intervento, nonché a luoghi pubblici e mezzi di trasporto pubblico ad alta frequentazione (stadi, scuole, centri commerciali, treni) e agli autoveicoli utilizzati dalle forze dell'ordine, pur comprendendo come, in questa fase, motivazioni di carattere finanziario precludano una formulazione più ampia del testo normativo (vedi allegato 1).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Agriturismo.
Testo unificato C. 817 Molinari, C. 1085 de Ghislanzoni Cardoli, C. 1198 Losurdo, C. 2596 Rossiello, C. 2635 Rocchi.
(Parere alla XIII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame.

Angelo SANTORI (FI), relatore, osserva che il testo unificato delle proposte di legge C. 817 e abb. ridefinisce il quadro normativo in materia di attività agrituristica, attualmente regolato dalla legge n. 730 del 1985.
Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l'utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento degli animali.
Per quanto riguarda gli aspetti di competenza della Commissione, segnala il comma 3 dell'articolo 2, in base al quale «possono essere addetti allo svolgimento dell'attività agrituristica, l'imprenditore agricolo e i suoi familiari ai sensi dell'articolo 230-bis del codice civile, nonché i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale. Gli addetti di cui al periodo precedente sono considerati lavoratori agricoli ai fini della vigente disciplina previdenziale, assicurativa


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e fiscale. Per lo svolgimento di attività relative a servizi complementari è consentito il ricorso a fornitori esterni».
In proposito ritiene vada tenuto presente che l'applicazione della legge vigente, ossia la legge 5 dicembre 1985, n. 730, ha dato luogo ad un notevole contenzioso amministrativo per quanto attiene alla classificazione previdenziale ed assistenziale, anche in considerazione della legislazione regionale intervenuta in materia.
Il criterio distintivo per l'individuazione e la qualificazione delle attività agrituristiche ai fini del loro inquadramento previdenziale consiste nell'esistenza di un collegamento organizzativo funzionale con l'attività agricola principale (coltivazione del fondo, silvicoltura o allevamento del bestiame). Le attività di agriturismo possano quindi essere qualificate agricole in quanto finalizzate all'incremento di redditività dell'azienda agricola e più in generale alla promozione e valorizzazione dell'agricoltura. Questi criteri sembrano ispirare anche la disciplina in via di introduzione.
Di rilievo ritiene anche l'articolo 7, che attribuisce alle regioni il compito di disciplinare le modalità per il rilascio del certificato di abilitazione all'esercizio dell'attività agrituristica. Per il conseguimento del certificato, le regioni possono organizzare, in collaborazione con le associazioni agrituristiche più rappresentative, corsi di preparazione. Le medesime regioni istituiscono l'elenco dei soggetti abilitati all'esercizio delle attività agrituristiche. Il possesso del certificato e l'iscrizione nell'elenco sono condizioni necessarie per l'esercizio dell'attività agrituristica, il cui svolgimento «comporta la conseguente applicazione delle disposizioni fiscali di cui all'articolo 5 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, nonché di ogni altra normativa previdenziale o comunque settoriale, riconducibile all'attività agrituristica».
In conclusione, propone di esprimere parere favorevole, senza condizioni né osservazioni.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Norme sulla libertà religiosa e abrogazione sulla legislazione sui culti ammessi.
C. 2531 Governo.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 19 marzo 2003.

Andrea DI TEODORO (FI), relatore, tenuto conto della complessità dei temi trattati dal provvedimento, nonché dei tempi di calendarizzazione dello stesso in Assemblea, chiede che l'esame sia rinviato ad altra seduta, anche al fine di predisporre un parere ampiamente condiviso.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, accedendo alla richiesta avanzata dal relatore, rinvia l'esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

SEDE REFERENTE

Martedì 1o aprile 2003. - Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. - Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali Learco Saporito e Maurizio Sacconi.

La seduta comincia alle 15.

Misure riparatorie nel caso di indebita sospensione dal servizio di pubblici dipendenti.
C. 1277 Trantino.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 19 marzo 2003.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, invita il relatore ed il Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti presentati (vedi allegato 2).

Pieralfonso FRATTA PASINI (FI), relatore, preannuncia il ritiro del suo emendamento 1.15


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ed esprime parere contrario sui restanti emendamenti.

Il sottosegretario Learco SAPORITO concorda con il parere espresso dal relatore, riservandosi un ulteriore approfondimento, eventualmente anche in vista dell'esame in Assemblea, sull'impatto che la complessità della normativa potrà determinare sull'intero sistema per i pubblici dipendenti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Decreto-legge 23/2003: Disposizioni urgenti in materia di occupazione.
C. 3799 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 27 marzo 2003.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti (vedi allegato 3).
Ricorda che il regime di ammissibilità degli emendamenti per i decreti-legge, di cui all'articolo 96-bis, comma 7, del regolamento è più severo di quello previsto per gli altri provvedimenti e si applica nella stessa misura agli emendamenti presentati dal Governo.
Non strettamente attinenti alla materia del decreto-legge, e quindi inammissibili, sono infatti da ritenere non solo gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che recano «ulteriori argomenti», ma anche quelli che prevedono «nuove finalità nell'ambito di materie già comprese nel provvedimento» (circolare del Presidente della Camera del 5 agosto 1993). Pertanto, rileva che l'articolo aggiuntivo Nigra 1-bis.01 presenta profili di dubbia ammissibilità per estraneità di materia rispetto al contenuto del decreto-legge. Pertanto, considerati i ristretti tempi che la Commissione ha a disposizione per concludere l'esame in sede referente del disegno di conversione del decreto-legge, invita i presentatori a ritirarlo e a ripresentarlo eventualmente in Assemblea, affinché vi possa essere una valutazione più approfondita circa la sua ammissibilità.
Sono invece inammissibili gli articoli aggiuntivi Delbono 1.01 e Gasperoni 1.02, in quanto, intervenendo sulla restituzione all'INPS dei trattamenti previdenziali indebitamente percepiti, affrontano una materia estranea al decreto-legge in esame, che contiene modifiche alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

Marcello TAGLIALATELA (AN), relatore, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati, precisando che l'emendamento Duilio 1-bis.2 risulterebbe assorbito dall'approvazione dell'emendamento 1- bis.1 del relatore, di cui raccomanda l'approvazione.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI concorda con il parere espresso dal relatore, precisando che i primi emendamenti sono caratterizzati dalla proposta di estendere il campo di applicazione delle misure previste anche ad altre fattispecie, con conseguenze negative dal punto di vista dell'accoglimento a livello europeo.
In merito all'emendamento Nigra 1- bis.3, il parere è contrario posto che per la copertura si ricorre al fondo per l'indennità di disoccupazione, già utilizzato per il provvedimento n. 848-bis, all'esame presso l'altro ramo del Parlamento.

Elena Emma CORDONI (DS-U) chiede chiarimenti in merito all'emendamento Nigra 1.1, sul quale il Governo ha espresso parere contrario, motivandolo con problemi legati alla normativa europea in materia di aiuti dello Stato alle imprese.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI precisa che già le misure proposte nel decreto-legge sono oggetto di un contenzioso con la Commissione europea, perché le provvidenze previste vengono ipotizzate come un aiuto di Stato alle imprese.

Elena Emma CORDONI (DS-U), precisato che si tratta di aiuti ai lavoratori, riterrebbe opportuno avere a disposizione quegli atti comunitari a base delle argomentazioni


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del rappresentante del Governo, per capire se si è o meno di fronte ad un principio di carattere generale che potrebbe avere riflessi negativi su tutte le situazioni di cassaintegrazione. Esprime pertanto preoccupazione per lo stesso contenuto del provvedimento.

Emilio DELBONO (MARGH-U) si associa alle preoccupazioni espresse dal deputato Cordoni, anche alla luce del fatto che le motivazioni addotte dal rappresentante del Governo non sembrano giustificate né da una eccentricità dell'emendamento né da una sua mancata copertura, come invece è stato sostenuto nell'altro ramo del Parlamento. Ritiene pertanto che sia in discussione il contenuto stesso del decreto-legge in esame ed invita a procedere ad un suo approfondimento.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI precisa che il parere negativo riguarda profili di carattere comunitario e finanziario, posto che gli emendamenti in questione sono volti ad estendere i benefici previsti anche ad altre situazioni.

Elena Emma CORDONI (DS-U) ribadisce la necessità che il Governo fornisca i chiarimenti richiesti, per valutare i rischi che si potrebbero delineare in futuro.

La Commissione respinge gli identici emendamenti Nigra 1.1 e Alfonso Gianni 1.3.

Alberto NIGRA (DS-U) illustra le finalità del suo emendamento 1.2, volto a estendere le misure previste per fronteggiare la crisi occupazionale verificatasi ad un insieme di realtà aziendali che si trovano nelle stesse condizioni di quelle individuate nel provvedimento, ampliando addirittura le fattispecie previste. Chiede infine chiarimenti per comprendere se il parere negativo è legato alle finalità particolari per le quali si ricorre alla mobilità lunga nel caso specifico preso in esame dal provvedimento o se riguardano il sistema della mobilità in generale.

La Commissione respinge l'emendamento Nigra 1.2.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, in considerazione dell'imminente ripresa delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.30.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE REFERENTE

Trattamenti pensionistici di guerra.
C. 806 Duca, C. 820 Innocenti, C. 1605 Burani Procaccini, C. 1960 Fiori, C. 3094, approvata dal Senato.