IX Commissione - Resoconto di marted́ 16 novembre 2004


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 16 novembre 2004. - Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN.

La seduta comincia alle 14.10.

DL 249/2004: Interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali.
C. 5398 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Giuseppe LEZZA (FI), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere alla XI Commissione il parere sul disegno di legge C. 5398, che dispone la conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, recante interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali. Il provvedimento è stato già esaminato dal Senato, che vi ha apportato significative modificazioni. I profili di più stretta competenza della Commissione si concentrano proprio negli articoli 1-bis, 1-ter e 1-quater aggiunti dal Senato con l'approvazione di un emendamento presentato dal Governo e volti a fronteggiare la crisi occupazionale del settore del trasporto aereo, in particolare quella che colpisce il personale dell'Alitalia. Gli articoli 1, 1-quinquies e 2 attengono, invece, a profili di carattere lavoristico e sociale più generali.
Ciò premesso, esporrà il contenuto del decreto-legge in esame soffermandosi soprattutto sugli articoli 1-bis, 1-ter e 1-quater, riguardo ai quali ricorda preliminarmente che la presentazione, da parte del Governo, al Senato, dell'emendamento che li ha aggiunti si riconnette all'impegno assunto dall'Esecutivo nel protocollo d'intesa sottoscritto il 6 ottobre 2004 con l'Alitalia e con le organizzazioni sindacali


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a definire con urgenza misure di sostegno al reddito e all'occupazione applicabili ai vettori aerei.
Ciò premesso, rileva come l'articolo 1 consenta, a determinate condizioni, la proroga per dodici mesi del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) ove concesso per crisi aziendale; differisce il termine per la concessione o la proroga di determinati interventi di sostegno al reddito e - a seguito delle modificazioni introdotte al Senato - dispone in favore dei lavoratori che hanno fruito dell'indennità prevista dalla legge n. 144 del 1999 l'accredito dei contributi figurativi e del trattamento di fine rapporto relativi ai periodi di percezione dell'indennità stessa. La legge citata aveva previsto misure per fronteggiare la crisi occupazionale derivante in Valle d'Aosta dalla chiusura del traforo del Monte Bianco.
L'articolo 1-bis, al comma 1, dispone che a decorrere dal 1o gennaio 2005 il Ministro del lavoro possa concedere, per la durata di 24 mesi, il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) al personale dei vettori aerei, anche navigante, e al personale delle società eventualmente nate a seguito di processi di riorganizzazione o di trasformazione societaria dei vettori aerei. Presupposto di tale concessione è la stipula di specifici accordi in sede governativa in caso di crisi occupazionale, ristrutturazione aziendale, riduzione o trasformazione di attività. Secondo la relazione tecnica allegata dal Governo, i lavoratori interessati sono circa 3.700. Ai medesimi lavoratori è inoltre esteso, sempre dal 1o gennaio 2005, il trattamento di mobilità. I vettori aerei e le società derivanti sono tenuti al pagamento dei contributi previsti dalla legge in relazione ai due trattamenti anzidetti.
Il comma 2 prevede alcuni benefici, entro il limite di 10 milioni di euro, in favore dei datori di lavoro che assumano lavoratori del trasporto aereo in trattamento di cassa integrazione straordinaria o di mobilità. I benefici, in particolare, sono quelli di cui all'articolo 8, comma 4, e all'articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991: dette disposizioni riconoscono al datore di lavoro che assuma a tempo pieno e indeterminato un lavoratore iscritto alle liste di mobilità un contributo mensile pari al 50 per cento dell'indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore stesso e riducono la contribuzione a carico dei datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, equiparandola per i primi 18 mesi a quella dovuta per gli apprendisti.
I commi 3 e 4 quantificano gli oneri derivanti dalle misure di sostegno in esame in 383 milioni di euro per il periodo 2005-2010, ripartiscono gli oneri tra i diversi anni del periodo, prevedono la copertura degli oneri e affidano all'INPS compiti di monitoraggio, le cui risultanze devono essere comunicate al Ministero del lavoro, nonché al Ministero dell'economia e delle finanze, ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi previsti dalla normativa di contabilità pubblica.
Il comma 5 esclude che nel periodo di ammissione delle imprese al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria i lavoratori delle stesse possano accedere al cosiddetto bonus previdenziale, vale a dire agli incentivi al posticipo del pensionamento previsti dalla legge n. 243 del 2004, restando comunque salve le domande presentate prima dell'ammissione al trattamento.
L'articolo 1-ter, recependo il contenuto del protocollo di intesa del 6 ottobre 2004, istituisce presso l'INPS un fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e per la riconversione e riqualificazione professionale del personale del trasporto aereo. Il fondo finanzia programmi di formazione e specifici trattamenti in favore di lavoratori interessati da riduzione dell'orario di lavoro, da sospensioni temporanee dell'attività lavorativa o da processi di mobilità. Le prestazioni del fondo sono erogate nei limiti delle risorse derivanti dai due contributi che vengono previsti per alimentare il fondo: in primo luogo, un contributo gravante sulle retribuzioni, pari allo 0,5 per cento, per tre quarti a carico dei datori di lavoro del settore e per un quarto a carico dei lavoratori; in secondo luogo, un contributo


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del sistema aeroportuale che gli operatori stessi - ossia Assoaeroporti ed ENAC - sono chiamati a concordare per garantire la piena operatività del fondo e la stabilità del sistema stesso. La definizione delle modalità di gestione del fondo è rimessa alle parti sociali; dalla disposizione non devono comunque derivare oneri per il bilancio.
L'articolo 1-quinquies - frutto di un emendamento del relatore al Senato - reca una disciplina di carattere generale in tema di decadenza dai trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione.
L'articolo 2, infine, reca un serie di stanziamenti per interventi di carattere sociale, attingendo le relative risorse dal Fondo speciale per l'incentivazione della partecipazione dei lavoratori nelle imprese.
Pertanto, tenuto conto che, per i profili di più stretta competenza della Commissione, il provvedimento dà attuazione al protocollo di intesa tra il Governo, l'Alitalia e le organizzazioni sindacali nazionali e di categoria del trasporto aereo, ritiene che sembrano sussistere i presupposti per esprimere una valutazione favorevole sul provvedimento in titolo.

Pietro TIDEI (DS-U) chiede se sia possibile acquisire il parere espresso sul provvedimento in esame dalle organizzazioni sindacali, soprattutto per quanto riguarda le misure relative ai lavoratori del trasporto aereo.

Giorgio BORNACIN, presidente, fa presente che si è già provveduto a richiedere alla XI Commissione la documentazione lasciata dalle organizzazioni sindacali con riferimento ai contenuti del provvedimento in esame. Nell'assicurare quindi che tale documentazione sarà quanto prima a disposizione dei componenti della IX Commissione, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per giovedì 18 novembre.

La seduta termina alle 14.20.

SEDE REFERENTE

Martedì 16 novembre 2004. - Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN, indi del presidente Paolo ROMANI. - Intervengono il sottosegretario per le infrastrutture e i trasporti Paolo Uggè ed il sottosegretario per il medesimo dicastero Paolo Mammola.

La seduta comincia alle 14.20.

Riassetto normativo del settore dell'autotrasporto di persone e cose.
C. 5197 Governo, approvato dal Senato, C. 1571 Gibelli e C. 4876 Rosato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 26 ottobre 2004.

Giorgio BORNACIN, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti ed un articolo aggiuntivo (vedi allegato 1).

Antonio PEZZELLA (AN), relatore, prima di esprimere il parere sulle proposte emendative, desidera chiedere al Governo chiarimenti in ordine ai lavori del tavolo di confronto tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e rappresentanti del settore dell'autotrasporto.

Il sottosegretario Paolo UGGÈ sottolinea che il disegno di legge delega all'esame della Commissione costituisce un decisivo punto di svolta nella disciplina del mercato dell'autotrasporto delle merci, tuttora facente capo ad una ormai datata legge del 1974, nonché nella disciplina dei servizi automobilistici, che a loro volta fanno capo ad una legge del 1939. Sottolinea, quindi, che il Governo si è fortemente impegnato per una riforma dei due settori non solo orientata, secondo l'esempio dell'Europa, nel senso della liberalizzazione, ma anche attenta ai profili della sicurezza del trasporto e della qualità del servizio.


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Ciò premesso, fa presente che sono in corso in questi giorni alcuni ulteriori incontri con le associazioni rappresentative del settore, nei quali sono valutati profili come quello dell'accesso al mercato, rispetto al quale si sta delineando un'intesa, e come quello delle tariffe, rispetto alle quali desidera sottolineare come la modifica dell'attuale sistema sia stata auspicata dalla pressoché totalità delle associazioni di categoria coinvolte dalla riforma.
Esprime quindi l'auspicio che la riforma, che è stata fin dove possibile concordata con le associazioni di categoria, intervenga al più presto, in modo che il Paese abbia quella moderna e avanzata disciplina che sta aspettando da ormai troppi anni e che è essenziale per la sua crescita economica e competitività.

Antonio PEZZELLA (AN), relatore, alla luce di quanto testé evidenziato dal rappresentante del Governo, invita al ritiro di tutti gli emendamenti presentati esprimendo altrimenti parere contrario sugli stessi.
Più in dettaglio, osserva che il parere contrario sugli emendamenti Rosato 1.1, 1.2, e 1.3, di analogo contenuto, è dovuto al fatto che il disegno di legge di delega interviene in materie - la regolazione del mercato e la tutela della concorrenza - che rientrano costituzionalmente nella competenza dello Stato.
Sull'emendamento Rosato 1.4, la valutazione è contraria perché il sistema sanzionatorio per le violazioni della disciplina in materia di cabotaggio stradale di merci deriva direttamente dalle previsioni del regolamento CEE 3118/93 - di cui il decreto ministeriale 29 aprile 2004 costituisce una mera interpretazione - e per il quale non occorrono norme interne di attuazione. Le sanzioni applicabili al caso di specie, peraltro, formeranno oggetto di un'apposita circolare agli organi di controllo, che è in corso di adozione d'intesa tra i Ministeri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti. Quanto alle modalità di compilazione del libretto di cabotaggio, le stesse sono definite dal decreto dirigenziale 31 maggio 2004.
Sull'emendamento Rosato 1.5, la valutazione è contraria perché la delega non opera nelle materia di competenza del Ministero dell'ambiente. Sull'emendamento Rosato 1.6 il parere è contrario perché esso comporta il coinvolgimento della Conferenza Stato-regioni, che non ha competenze specifiche nelle materie che dovranno essere regolate dai decreti delegati, mentre, per quel che riguarda il parere delle Commissioni parlamentari competenti, comporta un inutile allungamento dei termini temporali, laddove la norma in esame già consente una proroga fino a novanta giorni del termine per il parere del Parlamento, qualora gli schemi dei decreti legislativi tardino ad essere presentati.
Sull'emendamento Rosato 1.7 la valutazione è contraria perché la norma già consente una proroga fino a novanta giorni del termine per il parere del Parlamento, qualora gli schemi dei decreti legislativi tardino ad essere presentati. Sull'emendamento Rosato 1.8 il parere è contrario perché il termine di due anni è ritenuto congruo per verificare l'impatto della nuova disciplina che sarà introdotta dai decreti legislativi.
Con riferimento all'articolo 2, sugli emendamenti Rosato 2.1 e Raffaldini 2.2, di analogo contenuto, il parere è contrario perché il fatto che la liberalizzazione sia regolata si evince già chiaramente dai principi e criteri direttivi esposti nell'articolo 2 del disegno di legge.
Sull'emendamento Rosato 2.3 il parere è contrario per le stesse ragioni esposte in riferimento agli emendamenti Rosato 1.1, 1.2, e 1.3, vale a dire perché la delega interviene in materia costituzionalmente di competenza dello Stato, quale è la regolazione del mercato e la tutela della concorrenza.
Sull'emendamento Rosato 2.4 il parere è contrario perché esso non attiene ai principi della delega. Sull'emendamento Gibelli 2.5 il parere è contrario perché il criterio di delega di cui al comma 1, lettera d), è sufficientemente esplicativo ai fini dell'introduzione di principi sanzionatori specifici, riferiti alla professionalità


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dei conducenti; il contenuto dell'emendamento potrebbe peraltro essere trasfuso in un ordine del giorno volto ad impegnare il Governo a tenerne conto in sede di formulazione dei decreti legislativi.
Il parere è contrario sull'emendamento Rosato 2.6 perché la possibilità di possedere due patenti è espressamente esclusa dall'ordinamento comunitario; sull'emendamento Raffaldini 2.7, perché il criterio di delega opera in materia di autolinee di competenza statale, quelle ricadenti sul territorio di oltre due regioni, e quindi correttamente richiama l'esclusione, dalla disciplina in esso dettata, dei servizi di trasporto pubblico locale, regolati da altre disposizioni; sugli identici emendamenti Raffaldini 2.8 e Rosato 2.9, nonché sugli identici emendamenti Rosato 2.10 e 2.11, perché modificano sostanzialmente i criteri delle delega, mentre i tempi e le modalità per il superamento delle tariffe obbligatorie per l'autotrasporto di merci dovranno essere regolati in sede di attuazione delle delega stessa.
Il parere è contrario sugli identici emendamenti Raffaldini 2.13 e Rosato 2.12 perché essi contrastano con i principi fondamentali della delega; sugli emendamenti Rosato 2.14 e Raffaldini 2.15, perché il criterio delle tutela della sicurezza sociale rientra fra quelli enunciati all'articolo 2, comma 1, lettera c); sugli emendamenti Rosato 2.16 e 2.17 e Raffaldini 2.18, perché intervengono nell'ambito delle disposizioni attuative della delega. Il parere sull'emendamento Raffaldini 2.19 è contrario perché la materia è tipicamente attinente ai provvedimenti attuativi della delega, ma invita a valutare la trasfusione del contenuto dell'emendamento in un ordine del giorno.
La valutazione è contraria sull'emendamento Rava 2.20, perché l'individuazione di un sistema di certificazione di qualità per determinate categorie merceologiche, ivi comprese le derrate deperibili, fa salve le situazioni già oggetto di disciplina e comporta comunque l'adesione volontaria al sistema, fermi restando i vantaggi che dallo stesso possono derivare, ad esempio in termini di spese assicurative.
Il parere è contrario sull'emendamento Raffaldini 2.21 tenuto conto che gli accordi cui si riferisce la delega operano in materia di prezzi del trasporto di merci e perché la regolazione di tali accordi spetta ai decreti delegati. L'introduzione, poi, di una tariffa minima di garanzia per i trasporti non regolati dagli accordi di settore è chiaramente contraria al principio della libera contrattazione di cui al comma 2, lettera b), numero 2.
Sull'emendamento Lettieri 2.22 il parere è contrario perché le finalità della delega sono indicate all'articolo 1 del disegno di legge, e la semplificazione nella filiera produttiva può rientrare al più tra le indicazioni dei decreti delegati.
Sull'emendamento Raffaldini 2.23 c'è un invito al ritiro perché i criteri indicati nel proposto numero 9-bis sono sostanzialmente già contenuti in altre parti della delega, mentre il numero 9-ter non è un criterio di delega e potrebbe formare oggetto di altra norma positiva, in base ad intese fra Governo e associazioni degli autotrasportatori. Ritiene peraltro che il contenuto dello stesso possa essere trasfuso in un ordine del giorno che impegni in tale senso il Governo.
L'invito al ritiro sull'emendamento Gibelli 2.24 è motivato dal fatto che lo stesso è incidente su materia oggetto dei decreti delegati. L'emendamento potrebbe comunque essere trasfuso in un ordine del giorno.
Il parere è contrario sull'emendamento Zeller 2.25 perché ultroneo rispetto all'oggetto della delega e comunque attinente alla disciplina del trasporto di persone: vi è comunque la possibilità di prevedere un ordine del giorno sul tale materia; sull'emendamento Rosato 2.26 la valutazione è contraria perché non attinente ai criteri della delega; sull'emendamento Gibelli 2.27 perché l'autotrasporto professionale, che interessa il trasporto di merci per conto di terzi, è regolato da apposita disciplina comunitaria per l'accesso alla professione e può essere esercitato solo


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previa dimostrazione dei requisiti di capacità finanziaria, idoneità professionale e onorabilità. L'esercizio dell'autotrasporto in conto proprio, in quanto attività accessoria rispetto all'oggetto sociale dell'impresa interessata, può aver luogo senza dimostrazione di specifici requisiti.
La valutazione è contraria sull'emendamento Gibelli 2.28 perché estraneo ai principi delle delega: l'emendamento potrebbe peraltro essere trasfuso in un ordine del giorno al Governo, ferme restando le verifiche di compatibilità finanziaria; sull'emendamento Gibelli 2.29 perché oggetto di disciplina in altre disposizioni nazionali e comunitarie, e non attinente ai criteri della delega; sull'emendamento Raffaldini 2.30 perché esso comporterebbe una duplicazione di compiti in organismi pubblici già esistenti; sull'emendamento Rosato 2.31 perché estraneo all'oggetto della delega. L'obiettivo dell'emendamento può comunque essere perseguito attraverso un ordine del giorno al Governo.
Sull'emendamento Rosato 2.32 il parere è contrario perché esso concerne materia che sarà oggetto più dettagliatamente dei decreti delegati; sull'articolo aggiuntivo Rosato 2.01 perché estraneo all'oggetto della delega.
Con riferimento all'articolo 3, infine, il parere è contrario sull'emendamento Raffaldini 3.1 tenuto conto che il termine di quattro mesi deriva da precisi impegni assunti in sede di Governo.

Il sottosegretario Paolo UGGÈ esprime parere conforme a quello del relatore.

Eugenio DUCA (DS-U), nel prendere atto che il relatore ed il Governo hanno espresso parere contrario su tutte le proposte emendative presentate, si dice certo che i tempi di esame dei provvedimenti in titolo saranno più lunghi di quelli preventivati e auspicati.

Ettore ROSATO (MARGH-U), preso atto dell'assoluta chiusura del relatore e del Governo intorno al testo trasmesso dal Senato, si chiede a che cosa possa servire il tavolo di concertazione al quale ha fatto riferimento il sottosegretario Uggè, posto che il Governo non intende più ascoltare ragioni. Nel merito, poi, ritiene che il parere contrario sugli emendamenti dell'opposizione sia del tutto incomprensibile, in quanto si tratta di proposte palesemente intese al miglioramento del testo del Senato e, in linea di massima, tali da non stravolgere l'impostazione di fondo conferita al provvedimento dal Governo.
Nonostante la piena disponibilità dell'opposizione a collaborare alla riforma del settore, senz'altro urgente e indifferibile, deve quindi constatare con rammarico che la maggioranza non intende procedere in spirito di concordia e rifiuta di discutere persino su proposte di miglioramento limitate e ragionevoli, oggettivamente condivisibili e non contrastanti con l'esigenza da tutti sentita di concludere rapidamente, e nel rispetto delle istanze del mondo associativo e delle autonomie territoriali, per dare al settore la riforma attesa.

Franco RAFFALDINI (DS-U) ritiene che le motivazioni addotte dal relatore per i pareri contrari siano assai poco convincenti ed esprime il proprio rammarico per l'atteggiamento di chiusura della maggioranza, riservandosi di intervenire più diffusamente sul merito delle questioni nel prosieguo dell'esame.

Il sottosegretario Paolo UGGÈ sottolinea ancora una volta come il testo del disegno di legge delega trasmesso dal Senato sia stato in ogni suo punto concordato con le associazioni di categoria dell'autotrasporto, nonché con quelle del sistema produttivo e commerciale: ogni parola del provvedimento rappresenta il più ampio equilibrio che sia stato possibile raggiungere in sede di concertazione.
Ciò premesso, invita a riflettere che le proposte emendative presentate intervengono su punti di dettaglio, la cui disciplina dovrebbe spettare dunque ai decreti legislativi di attuazione, che potranno essere più compiutamente oggetto di esame in sede di parere parlamentare sugli


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stessi, oppure sono in contrasto con gli impegni assunti dal Governo nei confronti delle associazioni di categorie o, ancora, sono incompatibili con la normativa comunitaria.
In alcuni casi, peraltro, le proposte emendative appaiono condivisibili, ma appare preferibile una loro trasformazione in ordini del giorno, così da giungere rapidamente all'approvazione definitiva della legge delega, dando modo al Governo di incominciare al più presto a lavorare ai decreti legislativi di attuazione, che rappresentano il completamento di quella riforma che il mondo dell'autotrasporto sta aspettando da troppo tempo.

Davide CAPARINI (LNFP) manifesta contrarietà per il parere negativo del relatore e del Governo sulle proposte emendative formulate dal suo gruppo, che non può ritenersi mitigato dal fatto che vi sono inviti alla trasformazione delle stesse in ordini del giorno di raccomandazione al Governo.

Eugenio DUCA (DS-U) ritiene che il modo di procedere scelto dal Governo e condiviso dal relatore comprima le prerogative delle Camere: tanto valeva riformare il settore con un provvedimento d'urgenza ponendo poi la fiducia sul relativo disegno di legge di conversione. Quanto all'invito a trasformare gli emendamenti in ordini del giorno, lo ritiene offensivo, atteso che ad oggi a nessuno dei diciotto ordini del giorno approvati dalla Commissione è stata data attuazione dal Governo, neppure nei casi in cui c'era stato un espresso accoglimento da parte di un Esecutivo che non può non definire falso e bugiardo.
Alla luce di tali considerazioni, chiede formalmente alla presidenza di attivarsi affinché il Ministro Lunardi partecipi personalmente alle prossime sedute della Commissione. Fa inoltre presente che, a quanto gli risulta, le associazioni di categoria non sono affatto soddisfatte del testo di riforma approvato dal Senato, a dispetto di quanto sostiene il sottosegretario Uggé, e che manifestano negli ultimi tempi disagio e tensione.

Marco SUSINI (DS-U) rileva come la riforma dell'autotrasporto abbia un'importanza strategica essenziale in vista della crescita della competitività del sistema economico italiano e sottolinea la sostanziale disponibilità dell'opposizione a collaborare alla riforma e a consentirne il varo nei tempi ristretti auspicati dalle associazioni di categoria.
Constata quindi con rammarico che la maggioranza sta inasprendo il confronto, senza che peraltro ve ne sia la necessità, considerato che il provvedimento in esame non è ancora stato inserito nel programma dei lavori dell'Assemblea. Tutto ciò considerato, non si può non rilevare come la maggioranza stia perdendo un'occasione importante.

Eugenio DUCA (DS-U) stigmatizza il fatto che il sottosegretario Uggè sembra intervenire in questa sede nella doppia veste di rappresentante del Governo e di esponente del mondo dell'autotrasporto.

Paolo ROMANI, presidente, non può non rilevare come il relatore abbia adeguatamente motivato il parere contrario sulle proposte emendative e che il sottosegretario Uggè abbia sempre partecipato con costanza ed attenzione a tutte le sedute della Commissione dedicate all'esame del provvedimento, portando il contributo dalla sua esperienza maturata nel settore. Ricorda inoltre che il sottosegretario ha fatto presente più volte che il testo del Governo è il risultato del serio ed approfondito sforzo di concertazione compiuto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la definizione di un testo di riforma il più possibile condiviso dagli operatori del settore.

Giorgio PANATTONI (DS-U), nell'associarsi alle osservazioni di carattere generale già svolte dagli altri deputati dell'opposizione intervenuti, desidera soffermarsi su alcune questioni più puntuali. Ritiene infatti particolarmente incomprensibile e preoccupante il parere contrario del relatore e del Governo, peraltro mal motivato, ad esempio, sugli emendamenti Rosato 1.1,


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1.2 e 1.3, volti a far salvi i poteri e le competenze spettanti alle regioni e alle province autonome ai sensi della Costituzione, nonché sull'emendamento Rosato 2.14, volto ad assicurare il rispetto dei contratti di lavoro e sull'emendamento Rosato 2.26, finalizzato ad incentivare il trasporto combinato, nonché la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.
Nel rilevare, quindi, come queste ed altre proposte emendative dell'opposizione siano oggettivamente condivisibili nelle finalità e migliorative del testo, esprime il dubbio che l'atteggiamento di pregiudiziale e di completa chiusura mostrato dalla maggioranza sia dovuto alla sostanziale volontà di alimentare uno scontro, al quale l'opposizione è peraltro pronta.

Paolo ROMANI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale.
Testo unificato C. 3053 Ferro, C. 4358 De Laurentiis, C. 4815 Rosato, C. 4928 Sanza, C. 4957 Raffaldini e C. 5057 Pasetto.
(Seguito dell'esame e rinvio - Nomina di un Comitato ristretto).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 novembre 2004.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, tenuto conto che il Governo non ha ancora presentato le proposte emendative preannunciate nella precedente seduta dal sottosegretario Mammola - del quale intende sottolineare l'impegno e la correttezza mostrata in questi mesi nel corso dell'esame dei provvedimenti - si dichiara pronto ad esprimere fin d'ora il proprio parere sulle proposte emendative presentate, ritenendo peraltro opportuno acquisire prima gli orientamenti dei rappresentanti dei gruppi in Commissione sull'iter più opportuno da seguire per il prosieguo dell'esame.

Il sottosegretario Paolo MAMMOLA desidera preliminarmente porgere le proprie scuse ai membri della Commissione per il ritardo nella presentazione formale delle proposte emendative predisposte dal suo dicastero, nonostante avesse dato rassicurazioni in tal senso, precisando che il ritardo è dovuto al mancato completamento dell'iter di valutazione interno al Governo, riconducibile principalmente al fatto che gli uffici del Ministero dell'economia non hanno potuto compiere la valutazione dei profili finanziari di propria competenza, a causa del forte carico di lavoro collegato alla sessione di bilancio.
Poiché non è in alcun modo intenzione del Governo ostacolare i lavori della Commissione, né mancarle di rispetto, si dice in ogni caso disposto a sottoporre fin da oggi alla Commissione, in via informale, le ipotesi emendative formulate dal suo dicastero, in modo che questa possa liberamente valutarle nel prosieguo dei suoi lavori e tenerne conto come contributo propositivo rispetto al testo elaborato.

Ettore ROSATO (MARGH-U) osserva che il contributo predisposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è da ritenersi senza dubbio sostanziale. Quindi, anche in considerazione del fatto che gli emendamenti del Governo sarebbero senz'altro presentati successivamente in Assemblea, ed al fine di evitare che la Commissione approvi un testo destinato ad essere significativamente modificato dall'Aula, ritiene opportuno attendere la formale presentazione degli emendamenti del Governo al testo unificato in esame.
Fermo restando che l'opposizione è nel complesso favorevole al provvedimento di riforma, salvo discutere su singoli punti dello stesso, e che quindi non c'è alcuna volontà ostruzionistica o dilatoria, ritiene che gli emendamenti del Governo, sia quando investono i profili di carattere finanziario, sia quando investono quelli tecnico normativi, siano un contributo essenziale alla discussione, dal quale non si può prescindere.


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Graziano MAZZARELLO (DS-U) ritiene che il testo unificato in esame contenga evidenti vizi di costituzionalità, per quanto attiene alla ripartizione delle competenze tra lo Stato e le autonomie territoriali. Chiede pertanto se vi sia stato un confronto con le regioni e gli enti locali.

Il sottosegretario Paolo MAMMOLA rileva che è stata già calendarizzata una riunione tecnica nell'ambito della Conferenza Stato-regioni, cui seguirà al più presto una riunione della Conferenza stessa, sul testo unificato approvato dalla Commissione al termine dei lavori del Comitato ristretto e sugli emendamenti ed articoli aggiuntivi ad esso riferiti. Ciò premesso, sottolinea come non sia in alcun modo intenzione del Governo definire un testo che non tenga conto delle prerogative costituzionali delle regioni e degli enti locali e si dice convinto che ogni perplessità del tipo di quelle evidenziate dal deputato Mazzarello potrà essere superata in quelle sedi.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, alla luce di quanto emerso nel corso del dibattito, propone - tenuto conto di quanto già prospettato nella scorsa seduta da alcuni colleghi dell'opposizione - di procedere alla nomina di un nuovo Comitato ristretto affinché sia possibile valutare, in una sede informale, le numerose proposte emendative presentate al testo unificato in esame, ivi incluse quelle consegnate informalmente dal sottosegretario Mammola nella seduta odierna. Nell'ambito di poche sedute, infatti, si potrà a suo avviso addivenire alla definizione di un nuovo testo unificato che tenga conto dei suggerimenti dell'opposizione e del Governo rispetto al quale si poi potrebbe fissare un nuovo termine per la presentazione di emendamenti, auspicabilmente già per la giornata di lunedì prossimo.

Eugenio DUCA (DS-U), richiamandosi a quanto in precedenza dichiarato dal sottosegretario Mammola, secondo il quale la mancata presentazione degli emendamenti del Governo sarebbe dovuta al forte lavoro cui sono chiamati gli uffici del Ministero dell'economia a causa della sessione di bilancio, osserva che di tale lavoro non v'è traccia in Parlamento, dove il rappresentante del Governo esprime continui pareri contrari sulle proposte emendative di iniziativa parlamentare, senza motivarli o motivandoli appena, come è stato il caso delle poche proposte emendative a firma di deputati della Commissione «scampate» al rigido vaglio di ammissibilità, tutte incidenti su questioni decisive per il futuro del Paese, come la cantieristica navale, il rinnovamento della flotta, il trasporto pubblico locale, le infrastrutture portuali e sulle quali auspica possa esservi nel prosieguo dell'esame in Assemblea una valutazione favorevole da parte dell'Esecutivo.

Franco RAFFALDINI (DS-U) sottolinea come l'opposizione non intenda tenere un atteggiamento ostruzionistico o dilatorio sulla riforma del trasporto pubblico locale, né su quella dell'autotrasporto. Non si possono, però, ignorare alcune questioni di fondo, come quella del rapporto tra lo Stato e le regioni rispetto ad una materia, qual è quella del trasporto pubblico locale, che è stata trasferita alla competenza delle regioni stesse. Né si può passare sotto silenzio che il testo unificato in esame non contiene alcuna proposta per risolvere i problemi della mobilità urbana e dell'inquinamento. Al riguardo, il Governo non solo non ha avanzato proposte di alcun tipo nel disegno di legge finanziaria, ma non ha neppure sostenuto quelle di iniziativa parlamentare. Eppure si tratta di questioni essenziali per il futuro delle città che, se rinviate, porteranno esiti catastrofici nel giro di pochi anni.
Si dice pertanto d'accordo sul percorso prospettato dal relatore, a condizione che il ritorno alla sede informale consenta di risolvere le questioni di fondo che non sono ancora state definite.

Il sottosegretario Paolo MAMMOLA ribadisce che sulla riforma in esame l'atteggiamento del Governo è propositivo e collaborativo. Fermo restando il problema delle risorse, ritiene che la definizione di


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un quadro normativo certo rappresenta senza dubbio un importante passo avanti per il settore ed è a questo che tendono le proposte emendative elaborate dal Governo e testé messe a disposizione della Commissione, in via informale, come elementi valutabili nella sede che la Commissione riterrà più opportuna.

Ettore ROSATO (MARGH-U) ricorda che l'esame è stato già una volta rinviato per consentire al Governo la presentazione formale degli emendamenti predisposti dal dicastero delle infrastrutture. La presentazione non è tuttavia intervenuta in tempo utile perché gli emendamenti potessero essere esaminati a partire da oggi. Nel dirsi certo che ciò non sia dipeso dal sottosegretario Mammola, del quale la Commissione conosce cortesia e spirito di collaborazione, deve però constatare con rammarico che il Governo ha posto un ulteriore ostacolo sul percorso della riforma.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, esprime la convinzione che il Comitato ristretto potrà aggiornare il testo unificato alla luce degli emendamenti presentati, sia di quelli del Governo, sia di quelli di iniziativa parlamentare, i quali ultimi, peraltro, si concentrano su specifiche questioni intorno alle quali ha già avuto modo di riflettere per ipotizzare soluzioni percorribili.

Giorgio BORNACIN, presidente, alla luce dell'orientamento dei gruppi e della proposta del relatore, propone di istituire un nuovo Comitato ristretto per il seguito dell'esame.

La Commissione concorda.

Giorgio BORNACIN, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.30.