XIII Commissione - Resoconto di giovedý 2 dicembre 2004


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 2 dicembre 2004. - Presidenza del vicepresidente Rodolfo DE LAURENTIIS. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali Gianpaolo Dozzo.

La seduta comincia alle 15.05.

Sui lavori della Commissione.

Rodolfo DE LAURENTIIS, presidente, al fine di consentire l'espressione in tempo utile del parere alla I Commissione sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 266 del 2004, propone un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di passare subito alla sede consultiva.

La Commissione concorda con la proposta del presidente.

Decreto-legge 266/2004 - Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
(C. 5454 Governo, approvato dal Senato).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 1o dicembre 2004.


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Sauro SEDIOLI (DS-U), dopo aver rilevato in linea generale che l'utilizzo dello strumento della proroga dovrebbe essere oggetto di una più attenta riflessione, si dichiara d'accordo con le misure di proroga di termini relativi all'Ente irriguo umbro-toscano e al credito di imposta per i giovani imprenditori agricoli. Con riferimento a quest'ultima misura, osserva peraltro che la proroga che ora viene disposta dimostra l'eccessiva macchinosità del procedimento posto in essere.
Dichiara invece la netta contrarietà del suo gruppo all'articolo 12 del decreto-legge in esame, che dispone l'ennesima proroga della gestione liquidatoria dei consorzi agrari, ricordando che il Governo si era espressamente impegnato a non prevedere ulteriori proroghe di tale termine. In merito poi all'articolo 12-bis, relativo all'allevamento degli animali da pelliccia, osserva che i provvedimenti diretti a tutelare il benessere degli animali, una volta che, con le cautele del caso, sono stati adottati, andrebbero poi rispettati.

Aldo PREDA (DS-U) si sofferma specificamente sulla proroga delle procedure di liquidazione coatta dei consorzi agrari, disposta dall'articolo 12 del decreto-legge in esame, ricordando che essa contrasta radicalmente con la risposta che il sottosegretario alle attività produttive Galati ha reso, presso la XIII Commissione il 14 luglio 2004, alla sua interrogazione n. 5-03211: a questo punto, è evidente che o il sottosegretario Galati non era adeguatamente informato delle intenzioni del Governo, oppure che egli ha fornito false informazioni alla Commissione Agricoltura. Chiede perciò che nel parere si evidenzi tale aspetto, chiedendo la soppressione dell'articolo 12.

Luca BELLOTTI (AN) manifesta una ferma contrarietà all'ennesima proroga della gestione liquidatoria dei consorzi agrari, rilevando che è da più di un decennio che si procede con misure di questo tipo.

Riccardo RICCIUTI (FI), relatore, illustra la sua proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 1).

Il sottosegretario Gianpaolo DOZZO, in risposta al deputato Sedioli, ricorda, in relazione alla proroga di cui all'articolo 12-bis, che i termini che vengono ora fissati dal decreto-legge in esame coincidono con quelli previsti dalla normativa comunitaria, che erano stati abbreviati dalla legislazione italiana di recepimento: in tal modo, si evita una discriminazione delle imprese italiane rispetto a quelle operanti in altri paesi comunitari. In merito alla proroga relativa ai consorzi agrari, osserva che essa, specie ove integrata con la condizione contenuta nella proposta di parere formulata dal relatore, può essere interpretata come un segnale diretto finalmente a risolvere tale annosa questione, sulla base di un esame caso per caso delle diverse situazioni in essere. Esprime perciò una valutazione favorevole sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Sauro SEDIOLI (DS-U) dichiara il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore, manifestando in particolare una profonda insoddisfazione sui contenuti dell'articolo 12 del decreto-legge, anche nell'ipotesi in cui essi venissero ad essere integrati con l'apposita condizione formulata dal relatore, la quella rischierebbe di allungare ulteriormente i tempi delle gestioni liquidatorie: la soluzione migliore, e di gran lunga la più semplice, sarebbe quella di non disporre ulteriori proroghe in proposito.
Con riferimento al rilievo del sottosegretario Dozzo riguardante le misure per il benessere animale, osserva che l'adozione di norme di proroga non garantisce una sufficiente certezza della regola da applicare: il problema poteva essere affrontato fissando sin dall'inizio un termine adeguato e non penalizzante per le imprese italiane.

Luca MARCORA (MARGH-U) dichiara il voto contrario del suo gruppo sulla


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proposta di parere formulata dal relatore, motivato essenzialmente dal dissenso sulla norma del decreto-legge che proroga la gestione liquidatoria dei consorzi agrari: da almeno quattro anni pressoché tutte le forze politiche sono concordi nell'auspicare un rapido rientro nella normalità, considerando i consorzi agrari come cooperative di servizi in agricoltura. Si dichiara invece favorevole alla norma di proroga del credito di imposta per i giovani agricoltori, rilevando peraltro che essa si è resa necessaria a seguito della mancata emanazione del decreto ministeriale attuativo. Manifesta infine una valutazione negativa riguardo alla condizione contenuta nella proposta di parere formulata dal relatore che consente il mantenimento di forme di alimentazione forzata di oche e anatre.

Giovanni JACINI (FI) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole con condizioni formulata dal relatore.

Stefano LOSURDO (AN) avverte che il suo gruppo voterà favorevolmente sulla proposta di parere del relatore, rilevando che la condizione riferita all'articolo 12 del decreto-legge appare ispirata ad un sano realismo.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole con condizioni formulata dal relatore.

Ratifica Convenzione europea del paesaggio.
(C. 5373 Governo e abb.).
(Parere alle Commissioni riunite III-VIII).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 1o dicembre 2004.

Aldo PREDA (DS-U) ricorda che la Convenzione in esame è stata sottoscritta il 20 ottobre 2000, ossia oltre quattro anni or sono: si tratta perciò di un provvedimento che è stato presentato dal Governo con grave ed eccessivo ritardo. Tale ritardo non è casuale, dal momento che la Convenzione in esame solleva una serie di questioni ed evidenzia alcune contraddizioni nell'azione del Governo. Per un verso, infatti, tale Convenzione appare perfettamente in linea con il principio della tutela del paesaggio affermato dall'articolo 9 della Costituzione; per altro verso, in netto contrasto tanto con il principio costituzionale quanto con la Convenzione in esame appare la politica seguita dal Governo, specie laddove dispone condoni edilizi, come ad esempio nella legge di delega in materia ambientale recentemente approvata in via definitiva. Evidenzia poi il problema delle risorse finanziarie che sarebbero necessarie per attuare la Convenzione in esame, ma che non paiono essere al momento disponibili. Rileva infine come, grazie alla Convenzione in esame, il paesaggio, da patrimonio nazionale, tenda a diventare un patrimonio europeo ed auspica che in attuazione di tale Convenzione si possano realizzare forme di controllo e di salvaguardia più efficaci.

Rodolfo DE LAURENTIIS, presidente, sostituendo il relatore, propone che la Commissione esprima parere favorevole sul provvedimento in esame.

Il sottosegretario Gianpaolo DOZZO concorda con la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 15.30.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Giovedì 2 dicembre 2004. - Presidenza del vicepresidente Rodolfo DE LAURENTIIS. - Interviene il sottosegretario di


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Stato per le politiche agricole e forestali Gianpaolo Dozzo.

La seduta comincia alle 15.30.

Schema di decreto legislativo recante sanzioni per le violazioni ai regolamenti (CE) n. 1829/2003 e n. 1830/2003 sulla tracciabilità e sull'etichettatura di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati.
(Atto n. 427).
(Rilievi alla II Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento, e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 1o dicembre 2004.

Lino RAVA (DS-U), dopo aver ringraziato il relatore per l'attento lavoro svolto, riafferma la necessità di rispettare, in materia di OGM, il principio di precauzione e sottolinea l'esigenza di trovare una posizione di equilibrio, nella disciplina sanzionatoria relativa a tale materia, che distingua adeguatamente tra comportamenti fraudolenti e comportamenti accidentali. Specie nel momento in cui, come lo stesso relatore ricordava, gran parte dell'alimentazione animale in Italia deriva da soia importata, una particolare attenzione deve essere dedicata all'inquinamento accidentale. Non a caso, il suo gruppo ha da tempo presentato alcune iniziative volte ad incoraggiare la predisposizione di un piano per le proteine vegetali. A questo proposito, chiede al rappresentante del Governo di conoscere a che punto sono le iniziative volte ad effettuare controlli sui prodotti importati.
Più specificamente, in relazione all'articolo 2 del provvedimento in esame, giudica eccessiva la previsione della sanzione dell'arresto da uno a tre anni per chi immetta in commercio un OGM essendo in possesso di un'autorizzazione scaduta. Relativamente all'articolo 5, comma 1, rileva anche in questo caso è prevista una sanzione eccessivamente elevata, che va da sei mesi a tre anni, a carico anche di chi si limiti a fare uso di OGM destinati all'alimentazione degli animali. Si domanda se sia contemplato il caso dell'imprenditore agricolo che, in buona fede, utilizzi mangimi contaminati, magari essendo stato tratto in inganno da un'etichetta errata. Un discorso non dissimile vale anche per la fattispecie contemplata dall'articolo 5, comma 3.
In definitiva, ritiene che debba individuarsi un punto di equilibrio tra il rigore, che in una materia così delicata è sicuramente necessario, e il rischio di criminalizzare chi è invece vittima di comportamenti fraudolenti. Non bisogna infine dimenticare che le sanzioni previste nel provvedimento in esame si prestano ad essere potenzialmente riferibili a tutti gli imprenditori agricoli operanti in Italia.

Francesco ZAMA (FI), relatore, rileva che il deputato Rava ha individuato i principali punti problematici che il provvedimento in esame solleva e fa presente che è opportuno che le regole siano adeguatamente meditate prima di essere adottate, dal momento che esse, una volta entrate in vigore, devono poi essere rispettate. Osserva peraltro che la materia è talmente regolamentata che a suo avviso è difficile anche solo pensare ad un comportamento di tipo fraudolento.
Formula quindi una proposta di rilievi con una condizione (vedi allegato 2).

Il sottosegretario Gianpaolo DOZZO precisa che all'interno del provvedimento in esame le pene detentive sono previste solo a carico di coloro che immettano in commercio un OGM senza essere in possesso della relativa autorizzazione: visto che esistono numerose e precise regole in materia di OGM, non comprende come mai esse non dovrebbero essere rispettate. Le sanzioni penali intervengono solo allorquando l'autorizzazione venga rifiutata e il relativo prodotto sia, ciò nonostante, immesso sul mercato. Rileva poi che l'ipotesi prospettata dal deputato Rava, che il prodotto cioè sia immesso sul mercato ad autorizzazione scaduta, appare piuttosto


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improbabile, dal momento che chi si occupa di grandi produzioni è difficile che accidentalmente si dimentichi di rinnovare l'autorizzazione. In risposta alla richiesta di chiarimenti del deputato Rava relativa ai controlli sulle sementi e sui mangimi importati, osserva che da tempo il Governo è impegnato, insieme all'ENSE, ad intensificare tali controlli. Si riserva di fornire nei prossimi giorni alla Commissione i dati ad essi relativi. Alla luce delle considerazioni testé svolte, invita il relatore a modificare la propria proposta di parere, che non ritiene di poter condividere nella sua formulazione attuale.

Luca MARCORA (MARGH-U) dichiara di concordare pressoché completamente con le osservazioni del sottosegretario Dozzo: nello schema di decreto legislativo in esame le sanzioni penali sono riferite a ben precisi comportamenti di tipo fraudolento. Ritiene che ciò sia corretto, dal momento che, se la sicurezza alimentare costituisce effettivamente un diritto dei cittadini, è necessario che esso sia adeguatamente tutelato. In questa ottica, esprime anzi la sensazione che alcune sanzioni, alla luce del principio europeo della massima precauzione, risultino fin troppo blande di fronte a comportamenti fraudolenti e pericolosissimi per la sicurezza alimentare. Comprende perciò le preoccupazioni espresse dal collega Rava, ma ritiene che nel provvedimento in esame si sia trovato, su questo aspetto, un giusto equilibrio. Rileva poi che le sanzioni previste per la violazione delle norme in materia di etichettatura avrebbero potuto essere più rigorose: anche a seguito della cessazione della moratoria stabilita a livello comunitario, ritiene che debbano essere garantite l'informazione e la possibilità di scelta da parte dei consumatori. In conclusione, ove il parere del relatore dovesse restare immutato, preannuncia il voto contrario del suo gruppo.

Lino RAVA (DS-U), dopo aver premesso di non condividere la proposta di parere formulata dal relatore, giudica non convincente la risposta fornita dal sottosegretario Dozzo: in applicazione dell'articolo 5, comma 1, dello schema di decreto legislativo in esame l'allevatore che usi, non sapendolo, un mangime che risulti contenere OGM rischia di essere assoggettato alla stessa pena prevista per il produttore di tale mangime. Analogamente, al successivo comma 2, appare assai elevata la sanzione prevista per chi non rinnovi l'autorizzazione.

Stefano LOSURDO (AN) dichiara di condividere appieno le osservazioni svolte dal sottosegretario Dozzo e si augura che la condizione contenuta nella proposta di parere formulata dal relatore possa venire meno.

Francesco ZAMA (FI), relatore, ricorda che la sua preoccupazione è legata all'esigenza di tutelare adeguatamente gli agricoltori che, ad esempio, procedano alla semina di grano duro contenente una percentuale di OGM che superi lo 0,9 per cento. Non ha comunque difficoltà a modificare la sua proposta di parere, ove l'orientamento prevalente della Commissione fosse in tal senso.

Il sottosegretario Gianpaolo DOZZO precisa che l'esempio avanzato dal relatore non appare calzante, dal momento che tutte le sementi devono essere certificate. Dichiara di comprendere le ragioni alla base delle perplessità manifestate dal relatore, ma osserva che lo schema di decreto legislativo in esame riguarda unicamente gli alimenti e i mangimi. In ogni caso, ove si volesse accogliere l'esigenza di tutelare più intensamente gli agricoltori che in buona fede facciano uso di prodotti OGM, il problema potrebbe affrontarsi modificando l'articolo 5, comma 1, in particolare laddove impiega la parola «usa».

Filippo MISURACA (FI) ricorda che lo stesso relatore ha riconosciuto che alcune delle posizioni da lui espresse si basano su opinioni personali e rileva che una sorta di crisi di coscienza attraversa un po' tutti i componenti della Commissione, nel momento


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in cui si tratta di prevedere sanzioni penali su una questione così delicata. Ritiene perciò che le valutazioni di carattere generale che hanno ispirato il relatore, pur ampiamente condivisibili, debbano essere superate e rileva che sarebbe meglio che la Commissione esprimesse i propri rilievi all'interno di una osservazione, anziché in una condizione.

Rodolfo DE LAURENTIIS, presidente, rileva che, nello schema di decreto legislativo in esame, sanzioni penali sono previste unicamente per comportamenti di carattere fraudolento e sottolinea l'esigenza di porre adeguata attenzione a non alterare l'equilibrio complessivo del sistema sanzionatorio. Inoltre, fa presente che le pene detentive sono in genere previste come alternative a sanzioni pecuniarie: vi è dunque un problema non tanto di eliminazione delle sanzioni, quanto di una loro migliore gradazione delle stesse.

Luca MARCORA (MARGH-U) precisa che il provvedimento in esame non si applica alle sementi, ma unicamente agli alimenti e ai mangimi e dichiara di condividere l'esigenza che le sanzioni non vadano a gravare su coloro che utilizzano in buona fede prodotti contenenti OGM. Ritiene peraltro che sia assai difficile che l'utilizzo di mangimi o alimenti contenenti OGM possa avvenire effettivamente in buona fede.

Francesco ZAMA (FI), relatore, alla luce del dibattito svoltosi, riformula la sua proposta di rilievi (vedi allegato 2).

Il sottosegretario Gianpaolo DOZZO concorda con la nuova formulazione dei rilievi proposta dal relatore.

La Commissione approva quindi la nuova formulazione dei rilievi proposta dal relatore.

La seduta termina alle 16.10.

COMITATO RISTRETTO

Disposizioni a sostegno degli allevamenti.
(C. 4444 Anna Maria Leone e C. 4764 Burani Procaccini).

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 16.10 alle 16.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.40.