IX Commissione - Resoconto di marted́ 22 febbraio 2005


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 22 febbraio 2005. - Presidenza del presidente, Paolo ROMANI.

La seduta comincia alle 13.50.

Sull'ordine dei lavori.

Paolo ROMANI, presidente, propone un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di iniziare i lavori della Commissione con l'esame, in sede consultiva, del nuovo testo della proposta di legge C. 4342, in attesa del sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla, ai fini della discussione della risoluzione n. 7-00562, all'ordine del giorno delle Commissioni riunite IX e XI.

La Commissione concorda.

Disposizioni in materia di protezione e tutela delle grotte marine.
C. 4342 Brusco.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame nuovo testo e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Ettore ROSATO (MARGH-U), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere alla VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) il parere sul nuovo testo della proposta di legge C. 4342 Brusco ed altri, come risultante dall'approvazione di emendamenti presso la Commissione di merito. Al riguardo, fa presente che il provvedimento in esame, che reca disposizioni in materia di protezione


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e tutela delle grotte marine, interessa i profili di competenza della Commissione Trasporti in misura assai limitata, e precisamente là dove, all'articolo 6, attribuisce compiti di sorveglianza alle Capitanerie di porto.
Passando ad una breve illustrazione del contenuto del provvedimento, ricorda che l'articolo 1 definisce la finalità della legge, che è la tutela la valorizzazione delle grotte marine, intendendosi con questa espressione «tutte le cavità marine immerse, parzialmente o totalmente, nonché totalmente emerse e ricomprese nella fascia demaniale marittima, anche se solo in parte, tali da permettere l'esplorazione diretta da parte dell'uomo».
L'articolo 2 prevede il censimento delle grotte marine conformi alla definizione anzidetta e situate sul territorio italiano.
L'articolo 3 specifica che le grotte marine comprese in aree naturali protette sono soggette al regime di tutela previsto per le aree protette ai sensi delle leggi n. 979 del 1982, che reca norme per la difesa del mare, e n. 394 del 1991, che è la legge quadro sulle aree protette.
Le azioni di tutela delle grotte sono affidate agli enti gestori delle aree protette, in un quadro di criteri e procedure da stabilirsi con decreto del Ministro dell'ambiente. Una disciplina speciale è dettata poi per le grotte marine ricadenti in una zona di protezione speciale, in un sito di importanza comunitaria o nelle aree marine di reperimento individuate ai sensi delle due leggi già richiamate: in questi casi le azioni di tutela spettano al comune territorialmente competente. Per quanto riguarda le grotte marine non comprese in alcun ambito protetto, queste sono da considerare protette a tutti gli effetti di legge e ad esse il provvedimento in esame prevede si applichi il regime di tutela previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche.
L'articolo 4 specifica che il regime di tutela descritto si applica anche alle grotte che, alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, siano già assoggettate, ai sensi di norme di legge o di regolamento, a strumenti di tutela, vincolo, utilizzo o sfruttamento. In presenza di formazioni geologiche, archeologiche o artistiche di rilievo o dove sussistano interessi di sfruttamento energetico di importanza strategica nazionale, gli strumenti di tutela sono adottati dai soggetti preposti sentite le amministrazioni centrali competenti.
L'articolo 5 reca norme sulla gestione delle grotte marine, stabilendo, tra l'altro, che la tutela e la valorizzazione di esse siano affidate agli enti gestori delle aree protette nei casi in cui le grotte ricadano, anche parzialmente, in tali aree; e che siano invece affidate ai comuni negli altri casi. L'ente di gestione è tenuto ad adottare un apposito regolamento di gestione della grotta marina, in conformità alle finalità del provvedimento in esame. Di altri compiti connessi si prevede l'affidamento agli operatori della pesca, del turismo e dell'attività subacquea o speleosubacquea.
L'articolo 6 interessa più da vicino la competenza della Commissione Trasporti. La norma attribuisce i compiti di sorveglianza delle grotte marine - oltre che al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e alle polizie degli enti delegati alla gestione delle aree marine protette - anche alle Capitanerie di porto competenti per territorio, coordinate dal Reparto ambientale marino del Corpo delle Capitanerie di porto istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. Al riguardo, ricorda che la legge n. 537 del 1993 ed il decreto interministeriale 28 aprile 1994, nell'attribuire al Ministero dell'ambiente le funzioni in materia di tutela e difesa del mare, affidano al Corpo delle Capitanerie di porto, sottoposto alle direttive del Ministero stesso, tutte le attività operative connesse, compresa la sorveglianza delle aree marine protette. A tal fine è stato istituito presso il Ministero dell'ambiente un apposito Reparto ambientale marino. Altre competenze specifiche


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in materia di difesa del mare sono attribuite alle Capitanerie di porto dalla citata legge n. 979 del 1982.
L'articolo 7, infine, reca la copertura finanziaria del provvedimento.
In conclusione, esaminati i profili di competenza della Commissione, esprime una valutazione complessivamente favorevole del provvedimento in esame, riservandosi di formulare una proposta di parere al termine del dibattito.

Eugenio DUCA (DS-U), con riferimento all'articolo 6, che prevede il coordinamento delle Capitanerie di porto da parte del Reparto ambientale marino presso il Ministero dell'ambiente, esprime il dubbio che la norma possa non essere coerente con l'organizzazione generale del Corpo delle Capitanerie di porto, atteso che le Capitanerie dipendono di regola dal Comando generale del Corpo stesso. Ritiene pertanto opportuno un approfondimento al riguardo.

Ettore ROSATO (MARGH-U), relatore, concorda sull'opportunità dell'approfondimento richiesto dal deputato Duca e propone quindi di rinviare ad altra seduta il seguito dell'esame.

Paolo ROMANI, presidente, preso atto della richiesta del relatore e preso atto che non vi sono altre richieste di intervento, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, da convocarsi entro la settimana corrente.

La seduta termina alle 14.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Martedì 22 febbraio 2005. - Presidenza del presidente Paolo ROMANI. - Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Mario Tassone.

La seduta comincia alle 14.15.

Paolo ROMANI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.
Avverte quindi che, su richiesta del presentatore, concorde il Governo, lo svolgimento dell'interrogazione Giuseppe Gianni n. 5-04019 è rinviato ad altra seduta.
Quindi, propone di svolgere prima le interrogazioni Duca 5-04017 e Rosato 5-04018, in attesa dei presentatori dell'interrogazione Zanetta 5-04016.

La Commissione concorda.

5-04017 Duca: Riduzione dei finanziamenti per investimenti negli aeroporti.

Eugenio DUCA (DS-U) rinuncia ad illustrare l'interrogazione in titolo.

Il Viceministro Mario TASSONE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Eugenio DUCA (DS-U) replicando, ringrazia il viceministro Tassone per la risposta fornita, che tuttavia si limita a confermare gli elementi di conoscenza già in possesso degli interroganti - ed esposti nelle premesse dell'interrogazione in titolo - e non risponde invece al quesito vero e proprio, vale a dire se e come il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intenda assolvere agli obblighi legislativi e alle sopravvenute esigenze di completamento di lavori già in corso, nonché di quelli prevedibili per le Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Prende quindi atto con preoccupazione del fatto che, in sostanza, il Governo si è limitato a confermare che i finanziamenti per il potenziamento degli aeroporti sono stati sospesi fino a data da definirsi e non annuncia alcuna iniziativa concreta per assicurare la ripresa o l'avvio dei lavori.


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5-04018 Rosato: Sciopero del personale della SEA.

Ettore ROSATO (MARGH-U), rinuncia ad illustrare l'interrogazione in titolo.

Il Viceministro Mario TASSONE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Prennuncia, inoltre, che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si sta adoperando, per quanto di competenza, in vista di un intervento del Governo - anche mediante provvedimento d'urgenza - che ponga rimedio alle difficoltà evidenziate dall'atto di sindacato ispettivo.

Ettore ROSATO (MARGH-U), replicando, ringrazia il viceministro Tassone ed esprime l'auspicio che l'intervento da lui annunciato sia intrapreso nel più breve tempo possibile e che siano così estesi anche ai lavoratori del comparto dell'handling aeroportuale gli ammortizzatori sociali già previsti per altre categorie di lavoratori. Al riguardo, sottolinea che tale intervento deve ritenersi indispensabile in vista dell'effettiva liberalizzazione dei servizi di handling e quindi della crescita di competitività degli aeroporti italiani, cui al momento nuocciono le legittime agitazioni dei lavoratori a tutela dei propri diritti.

Paolo ROMANI (FI), presidente, constatata l'assenza dei presentatori dell'interrogazione Zanetta 5-04016, si intende che vi abbiano rinunciato.
Dichiara quindi concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE

Martedì 22 febbraio 2005. - Presidenza del vicepresidente Franco RAFFALDINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Paolo Mammola.

La seduta comincia alle 14.30.

Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale.
Nuovo testo unificato C. 3053 Ferro, C. 4358 De Laurentiis, C. 4815 Rosato, C. 4928 Sanza, C. 4957 Raffaldini e C. 5057 Pasetto.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 9 febbraio 2005.

Franco RAFFALDINI, presidente, avverte che sono stati presentati subemendamenti (vedi allegato 3) all'emendamento 2.222 del relatore. Ricorda quindi che nella precedente seduta erano stati espressi i pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 4 e che, dopo la reiezione dell'emendamento Raffaldini 4.1, le votazioni erano state rinviate. Chiede pertanto al relatore se intenda proseguire nell'esame dell'articolo 4 o se voglia riprendere sin d'ora l'esame dei subemendamenti e degli emendamenti riferiti all'articolo 2.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, ritiene preferibile proseguire con l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4.

Franco RAFFALDINI, presidente, ricorda che, nella precedente seduta, il relatore ha espresso parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 4, ad eccezione che sugli emendamenti Gibelli 4.4 e 4.5, a condizione che siano riformulati. Il Governo ha espresso invece parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti al medesimo articolo. La votazione riprende ora dall'emendamento Brugger 4.2.

Ettore ROSATO (MARGH-U) ricorda che l'emendamento Brugger 4.2 è volto a restringere alle sole regioni a statuto ordinario l'ambito di applicazione della disciplina prevista dal comma 1 dell'articolo 4 del testo unificato, in modo da assicurare il pieno rispetto dell'autonomia delle regioni a statuto speciale. Auspica pertanto l'approvazione dell'emendamento.


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Andrea GIBELLI (LNFP) chiede al relatore ulteriori chiarimenti in ordine al parere non favorevole da lui espresso sull'emendamento Brugger 4.2, che è volto semplicemente a modificare il testo unificato per assicurarne la coerenza con le previsioni del titolo V della parte seconda della Costituzione.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, ritiene opportuno acquisire maggiori valutazioni da parte del Governo in ordine all'emendamento Brugger 4.2, alle quali si rimette.

Il sottosegretario Paolo MAMMOLA conferma il parere contrario del Governo sull'emendamento Brugger 4.2.

La Commissione approva l'emendamento Brugger 4.2.

Franco RAFFALDINI, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore ha espresso parere favorevole sull'emendamento Gibelli 4.4 a condizione che sia riformulato nel senso di sostituire, nel testo unificato, le parole «possono a tal fine individuare» con le seguenti: «a tal fine individuano».

Andrea GIBELLI (LNFP) riformula il suo emendamento nei termini suggeriti dal relatore (vedi allegato 4).
Nel richiamare, quindi, il dibattito sviluppatosi nella precedente seduta intorno alle proposte emendative presentate dal suo gruppo, del quale alcuni hanno in sostanza messo in discussione la volontà di perseguire davvero e fino in fondo la tutela dell'autonomia degli enti territoriali, fa presente che il suo gruppo ha manifestato fin dall'inizio e senza giri di parole il dubbio che il provvedimento in esame possa violare l'autonomia costituzionalmente garantita delle regioni e delle province autonome ed ha conseguentemente insistito sull'opportunità di rivedere il testo nel senso richiesto dalle regioni e di circoscriverne l'ambito di applicazione in modo da rendere l'intervento più rispettoso delle autonomie territoriali.
Ciò premesso, nel confermare le perplessità nutrite dal suo gruppo sul complesso del provvedimento in esame, avverte che, ove l'impostazione di fondo dello stesso non fosse rivista in modo da eliminare gli aspetti più evidentemente contrastanti con l'autonomia delle regioni, il comportamento del suo gruppo nel prosieguo dell'esame - nonostante l'accoglimento di emendamenti come quello in discussione - sarebbe conseguente e coerente con tale valutazione d'insieme.

Ettore ROSATO (MARGH-U), nel dichiarare il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Gibelli 4.4, sia nel testo originario, sia in quello riformulato, osserva che l'emendamento è a suo avviso di portata errata e fuorviante in quanto mira ad obbligare le regioni ad individuare un obiettivo in termini di rapporto tra ricavi e costi anche qualora esse, nell'esercizio della propria autonomia politica, non intendessero organizzarsi in questo modo.

Gabriele ALBONETTI (DS-U), nel dichiarare il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento in esame, sia nel testo originario, sia in quello riformulato, conferma il proprio convincimento che l'atteggiamento tenuto dal gruppo Lega Nord rispetto al provvedimento in esame non sia esente da contraddizione: per un verso, infatti, si esprime un giudizio sfavorevole sul testo unificato in nome del rispetto delle competenze regionali e per un altro verso si presentano emendamenti volti a costituire in capo alle regioni ulteriori obblighi stringenti, come quello di individuare un qualche valore del rapporto tra ricavi e costi del servizio di trasporto pubblico locale.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, ricorda che il coefficiente di 0,35 nel rapporto tra ricavi e costi di gestione è previsto già dall'articolo 19 del decreto legislativo n. 422 del 1997 quale parametro di efficienza nonché indice di capacità gestionale da parte dei soggetti preposti.
Sottolinea, quindi, come la previsione del comma 1 dell'articolo 4 del nuovo testo


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unificato è volto anzi ad attenuare la rigidità di tale previsione così da consentire alle regioni di scegliere, in piena autonomia, un parametro di efficienza diverso da quello dello 0,35, che cesserebbe pertanto di essere vincolante e inderogabile: in tal modo verrebbe data alle regioni la possibilità di adeguare il parametro in questione alle specifiche esigenze delle diverse realtà locali e sarebbe assicurato proprio il rispetto dell'autonomia regionale, come sollecitano i colleghi della maggioranza e dell'opposizione.
Quindi, nel ricordare che la Commissione ha già accantonato l'esame di numerose proposte emendative e che già nella seduta del 16 febbraio scorso vi sono stati momenti di incertezza in relazione all'opportunità di proseguire le votazioni sul testo unificato senza un previo chiarimento di fondo, propone che, salvo il diverso orientamento del Governo, il seguito dell'esame del provvedimento in titolo sia rinviato ad altra seduta e che nel frattempo - come già prospettato in precedenza da alcuni colleghi - si svolga una riunione dei rappresentanti dei gruppi in Commissione per valutare con chiarezza quale percorso seguire e con che modalità operative procedere.

Luciano Mario SARDELLI (FI) si associa alla proposta del relatore di rinviare la discussione e di procedere ad una seria ed approfondita riflessione sul percorso da seguire.

Giuseppe GIANNI (UDC) condivide la proposta del relatore, auspicando che, dopo una opportuna pausa di riflessione che consenta di fare il punto e di ritrovare l'unità di intenti, si potrà proseguire nell'esame del provvedimento, su cui è stato svolto finora un importante ed approfondito lavoro da parte del relatore e di tutta la Commissione.

Il sottosegretario Paolo MAMMOLA, nel sottolineare che prenderà naturalmente atto della decisione che la Commissione liberamente adotterà, fa tuttavia presente che il Governo auspica una rapida approvazione del testo unificato. Le questioni irrisolte del trasporto pubblico locale sono infatti di estrema gravità e la situazione del comparto è prossima ormai ad esplodere in tutte le regioni: si tratta di un'emergenza nazionale, per affrontare la quale occorre un intervento legislativo rapido e deciso. Nel corso degli anni, infatti, si sono susseguiti interventi «schizofrenici» che hanno disorientato gli operatori del settore e le stesse amministrazioni pubbliche, aggravando la situazione di crisi in cui già versava il comparto. Non c'è stata uniformità di indirizzo legislativo: dopo il decreto legislativo n. 422 del 1997 sono infatti venute norme che hanno messo in qualche modo in discussione l'obiettivo dell'apertura del mercato e della sua piena liberalizzazione.
Senza entrare nel merito della questione del riparto delle competenze tra lo Stato e le regioni, ritiene necessario far chiarezza su un ragionamento di fondo: se si insiste sulle competenze delle regioni in materia di trasporto pubblico locale si deve poi anche, conseguentemente, insistere anche per la loro piena responsabilizzazione. In altre parole, l'autonomia normativa e gestionale non può andare disgiunta dalla responsabilità finanziaria per le conseguenze della gestione. Se lo Stato non ha più titolo a stabilire indirizzi vincolanti nei confronti delle regioni, queste ultime dovranno però provvedere autonomamente anche al reperimento delle risorse occorrenti, senza pretendere che sia lo Stato, a valere sul proprio bilancio, a ripianare i disavanzi di gestione o ad assicurare la copertura degli oneri per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali del comparto.
Ciò premesso, auspica che i gruppi presenti in Commissione trovino l'intesa su una linea di condotta responsabile e tale da aiutare il trasporto pubblico locale ad uscire dalla grave e pericolosa fase di difficoltà che sta attraversando in questo momento.

Franco RAFFALDINI, presidente, nel ricordare che i gruppi presenti in Commissione si agiscono ciascuno secondo i propri convincimenti e il proprio senso di


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responsabilità, chiede quale sia l'orientamento degli altri rappresentanti dei gruppi presenti in Commissione rispetto alla proposta avanzata dal relatore di rinviare il seguito dell'esame.

Eugenio DUCA (DS-U) ricorda come anche nella seduta del 16 febbraio fosse stato raggiunto tra i gruppi un accordo nel senso di procedere ad una riunione informale dei rappresentanti dei gruppi per organizzare i lavori della Commissione per i prossimi mesi, e non solo con riferimento al provvedimento in esame, in modo da evitare di svolgere un lavoro inutile su provvedimenti che non abbiano concrete possibilità di diventare legge prima della fine della legislatura. Per tali ragioni, si dichiara favorevole al rinvio dell'esame.

Ettore ROSATO (MARGH-U) concorda sull'opportunità di rinviare il seguito dell'esame e di svolgere una riunione dei rappresentanti dei gruppi per organizzare i lavori della Commissione in generale. Con riferimento, poi, a quanto affermato dal sottosegretario Mammola, desidera sottolineare che in passato fu necessario rinviare l'esame del provvedimento a causa dello stesso Governo che ora sollecita la rapidità e parla di responsabilità: il Governo aveva infatti chiesto tempo per la presentazione di emendamenti che non ha poi presentato in tempo utile perché fossero presi in considerazione.
Ricorda, inoltre, che le posizioni iniziali dei gruppi sulla materia del trasporto pubblico locale sono state fin dall'inizio divergenti. Nel sottolineare come il decreto legislativo n. 422 del 1997 sia a suo avviso un buon provvedimento, aggiunge che la responsabilità delle deroghe e delle proroghe che hanno provocato confusione nel settore deve ascriversi esclusivamente ai successivi interventi che si sono sovrapposti l'un l'altro in maniera frammentaria.
Conferma in ogni caso la disponibilità del suo gruppo a collaborare in vista della definizione di una riforma del decreto legislativo n. 422 del 1997, a condizione che il relatore acconsenta a semplificare il provvedimento eliminando i dispositivi sui quali c'è maggiore contrasto.

Andrea GIBELLI (LNFP) si dice d'accordo sul rinvio del seguito dell'esame, auspicando che si voglia davvero concertare assieme una soluzione per modificare il testo unificato in modo da accelerare l'iter e da giungere al più presto alla conclusione dell'esame.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, ricorda che la Commissione sta esaminando il provvedimento in titolo ormai da un anno, che sono state svolte numerosi audizioni informali e che sono stati elaborati ben due testi unificati a conclusione dei lavori di due comitati ristretti. È giunto quindi, a suo avviso, il momento che ciascun gruppo si assuma le proprie responsabilità e dica con chiarezza se intende sostenere il provvedimento o se invece intende arrestarne definitivamente il corso.
Conferma, in ogni caso, la sua piena disponibilità a partecipare con spirito costruttivo ad una riunione dei rappresentanti dei gruppi per definire un percorso di lavoro di fine legislatura e trovare una concreta soluzione che consenta al provvedimento in esame di giungere in Assemblea.

Giuseppe GIANNI (UDC) auspica che il prospettato incontro dei rappresentanti dei gruppi consenta al provvedimento in titolo di completare il suo iter, anche in modo da evitare in futuro il ripetersi di situazioni di stallo, come quelle verificatasi nelle ultime sedute, anche a causa delle assenze della maggioranza e dell'incoerenza dell'opposizione, che dice di non essere contraria al provvedimento, ma poi tiene una condotta di sostanziale ostruzionismo.

Franco RAFFALDINI, presidente, preso atto dell'orientamento dei gruppi presenti in Commissione e in considerazione dell'imminente ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.15.