IX Commissione - Giovedý 28 luglio 2005

TESTO AGGIORNATO AL 29 LUGLIO 2005


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ALLEGATO 1

Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale. Nuovo testo unificato C. 3053 Ferro, C. 4358 De Laurentiis, C. 4815 Rosato, C. 4928 Sanza, C. 4957 Raffaldini e C. 5057 Pasetto.

NUOVE FORMULAZIONI DEGLI EMENDAMENTI SUBEMENDAMENTI ED ARTICOLI AGGIUNTIVI

ART. 2

All'emendamento 2.334, sostituire le parole: per un massimo di quattro anni con le seguenti: fino a un massimo di quattro anni.
0.2.334.1 (Nuova formulazione) Raffaldini, Duca, Albonetti, De Luca, Mazzarello, Panattoni, Rognoni, Susini, Tidei.

Al comma 1, capoverso 3-ter, dopo le parole: contiguità territoriale» aggiungere le seguenti: in modo tale che tale nuovo soggetto unitario risulti affidatario di un maggiore livello di servizi di trasporto pubblico locale, secondo parametri di congruità definiti dalle regioni.
**2. 6. (Nuova formulazione) Pasetto, Rosato, Carbonella, Cardinale, Gentiloni Silveri, Tuccillo.

Al comma 1, capoverso 3-ter, dopo le parole: contiguità territoriale» aggiungere le seguenti: in modo tale che tale nuovo soggetto unitario risulti affidatario di un maggiore livello di servizi di trasporto pubblico locale, secondo parametri di congruità definiti dalle regioni.
**2. 7. (Nuova formulazione) Raffaldini, Duca, Albonetti, De Luca, Mazzarello, Panattoni, Rognoni, Susini, Tidei.

Al comma 1, capoverso 3-quinquies, sostituire il secondo periodo con i seguenti: Nello stesso periodo di cui ai precitati commi, le regioni e gli enti locali promuovono la razionalizzazione delle reti anche attraverso l'integrazione dei servizi su gomma e su ferro individuando sistemi di tariffazione unificata volti ad integrare le diverse modalità di trasporto.
2. 12. (Nuova formulazione) Pasetto, Rosato, Carbonella, Cardinale, Gentiloni Silveri, Tuccillo.

Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.
(Fusioni e aggregazioni).

1. Le disposizioni previste all'articolo 2 si applicano, in quanto compatibili, anche ai soggetti che risultano aggiudicatari di procedure ad evidenza pubblica e che provvedono a dare luogo ad un nuovo soggetto societario mediante fusione o la costituzione di una società consortile.
2. 01. (Nuova formulazione) Raffaldini, Duca, Albonetti, De Luca, Mazzarello, Panattoni, Rognoni, Susini, Tidei.


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ART. 4

Sostituirlo con il seguente:

Art. 4.
(Osservatorio nazionale del trasporto pubblico locale).

Dopo l'articolo 19 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 è aggiunto il seguente:

«Art. 19-bis.
(Osservatorio nazionale del trasporto pubblico locale).

1. È istituito, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, l'Osservatorio nazionale del trasporto pubblico locale, al quale sono affidati compiti di monitoraggio sull'erogazione dei servizi di trasporto pubblico locale, sull'andamento dei relativi costi di produzione e sulle tariffe praticate.
2. La composizione, l'organizzazione e le funzioni dell'Osservatorio di cui al presente articolo sono disciplinate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le competenti Commissioni parlamentari, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
3. L'Osservatorio trasmette annualmente al Parlamento una relazione sull'attività svolta ai sensi del presente articolo».
4. 2. (Nuova formulazione) Raffaldini, Duca, Albonetti, De Luca, Mazzarello, Panattoni, Rognoni, Susini, Tidei.

ART. 9.

Sostituirlo con il seguente:

Art. 9.
(Regime della proprietà delle infrastrutture destinate al trasporto rapido di massa).

1. Le infrastrutture destinate al trasporto rapido di massa metropolitano realizzate, in corso di realizzazione o da realizzare, sono attribuite al demanio dei comuni competenti per territorio, fatto salvo quanto previsto dal comma 2.
2. Le infrastrutture di cui al comma 1 di proprietà dello Stato alla data di entrata in vigore della presente legge sono trasferite a titolo gratuito al demanio del comune competente.
3. I comuni, nel rispetto della disciplina dettata dagli articoli 18 e 19 del decreto legislativo n. 422 del 1997, come modificati dalla presente legge, possono affidare in concessione, per un periodo non superiore a trenta anni, la realizzazione e la gestione dell'infrastruttura di cui al comma 1. La selezione del concessionario è effettuata, dal comune competente per territorio ovvero, qualora l'infrastruttura insista sul territorio di più comuni, dai medesimi comuni d'intesa tra loro, tramite procedure concorsuali adottando idonee forme di pubblicità. Il concessionario, in tale caso, deve assicurare, per l'intera durata della concessione, il mantenimento dei livelli di efficienza idonei a garantire la continuità, regolarità, efficacia e sicurezza della gestione dell'infrastruttura, nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza e del lavoro.
4. La gestione dell'infrastruttura di cui al comma 1 può essere altresì affidata dai comuni competenti per territorio ad una società dagli stessi partecipata, di cui siano proprietari di una quota del capitale sociale pari almeno alla maggioranza dello stesso.
5. La gestione dei servizi metropolitani di trasporto rapido di massa eserciti sulle infrastrutture di cui al comma 1 è affidata, sulla base di quanto previsto dal decreto legislativo n. 422 del 1997, coma modificata dalla presente legge.
9. 1. (Nuova formulazione) Raffaldini, Duca, Albonetti, De Luca, Mazzarello, Panattoni, Rognoni, Susini, Tidei.


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ALLEGATO 2

Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale. Nuovo testo unificato C. 3053 Ferro, C. 4358 De Laurentiis, C. 4815 Rosato, C. 4928 Sanza, C. 4957 Raffaldini e C. 5057 Pasetto.

NUOVI EMENDAMENTI DEL RELATORE

ART. 3

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: non inferiore a sei anni con le seguenti: non inferiore a quattro anni.
3.101.Il relatore.

Al comma 1, lettera b), sostituire le parole da Il bando di gara fino a previsti dal bando di gara con le seguenti: I beni mobili per il cui acquisto si siano utilizzati, a qualunque titolo, fondi pubblici, indipendentemente da chi ne abbia la disponibilità, sono messi a disposizione del gestore risultato aggiudicatario a seguito di procedura ad evidenza pubblica. Il bando di gara deve prevedere che, ove ciò non sia possibile, il soggetto aggiudicatario debba dotarsi dei beni necessari al servizio con modalità e tempi da indicare nel bando medesimo e sulla base della normativa regionale in materia. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentite le Commissioni parlamentari competenti, disciplina gli aspetti tecnici, economici e finanziari, attuativi del presente comma».
3. 102.Il relatore.


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ALLEGATO 3

Risoluzioni n. 7-00645 Giuseppe Gianni, n. 7-00653 Panattoni, n. 7-00676 Pezzella e n. 7-00685 Bornacin: Assetto della società Poste italiane e questione dei lavoratori precari.

TESTO UNIFICATO DELLE RISOLUZIONI APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La IX Commissione,
considerato che:
il problema del lavoro presenta in Poste italiane alcuni elementi di criticità, sul piano dei diritti e delle tutele previste dagli accordi in essere. Ad essi si aggiunge ora quello dei lavoratori precari assunti a partire dal 1996 e che hanno fatto ricorso alla magistratura per vedere riconosciuto il loro diritto al lavoro presso la medesima società. Il problema ha assunto proporzioni quantitative molto rilevanti (si stima circa 25.000 unità), proponendo un problema sociale di ampie dimensioni, che richiede una soluzione a beneficio di tutti, lavoratori in forza, ricorrenti e impresa;
ai vari livelli di giudizio la magistratura ha espresso giudizi difformi, con situazioni che provocano danni evidenti ai lavoratori e costituiscono per la impresa una importante difficoltà di utilizzazione della forza lavoro sul territorio e per la definizione degli organici reali;
le sentenze della Corte di Cassazione stanno consolidandosi verso un giudizio favorevole ai lavoratori, costituendo con ciò un riferimento utile ad affrontare parte del problema;
è opportuno esperire ogni tentativo per definire un accordo tra impresa e organizzazioni dei lavoratori teso a superare la attuale situazione di incertezza e a regolare la materia;
il costo stimato per i diversi gradi di giudizio è dell'ordine dei 15.000 euro per ricorso, che porta ad un esborso totale per l'impresa di 375 milioni di euro, cifra davvero consistente, visti i risultati di esercizio presentati ed attesi;
evidenziato che è importante che la impresa e le organizzazioni dei lavoratori continuino ad operare:
per pervenire ad un quadro di accordi che tenga conto dei diritti e delle tutele dei lavoratori in forza, e per i ricorrenti delle diverse situazioni maturate negli anni, dell'orientamento prevalente della magistratura e delle opportunità che la impresa può offrire nel tempo a tutti i lavoratori;
per i lavoratori ricorrenti anche attraverso la definizione concordata di opportune condizioni di lavoro ed economiche, con l'obiettivo di graduale riassunzione di tutti i lavoratori interessati, anche in relazione ai piani di sviluppo dell'azienda;
per dare priorità assoluta all'impiego di questi lavoratori in caso di assunzioni di personale dall'esterno;
per utilizzare le forme di mobilità territoriale in ambito recapito ed in ambito sportelleria previste dagli accordi in vigore, riducendo al minimo i disagi dei lavoratori, oggi particolarmente acuti;
per bloccare ogni assunzione di personale attraverso forme di lavoro interinale, visto che ci risulta che l'azienda ha


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assunto malgrado la presenza di questo grave problema circa 6.000 lavoratori interinali,

impegna il Governo

a trovare una soluzione equilibrata della vicenda ipotizzando uno strumento normativo di istituzione di un sistema di graduatorie da cui attingere, secondo proporzioni e criteri da definire, in accordo con le parti sociali, per corrispondere alle esigenze di personale a tempo indeterminato, con l'obiettivo nel tempo di individuare adeguate soluzioni.

8-00138«Panattoni, Giuseppe Gianni, Pezzella, Testoni, Bornacin, Emerenzio Barbieri, Ruta».


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ALLEGATO 4

Interrogazione n. 5-03310 Rosato: Sul servizio postale nella provincia di Pordenone.

TESTO DELLA RISPOSTA

In relazione all'atto parlamentare in esame si ritiene opportuno ribadire che a seguito della trasformazione dell'ente Poste Italiane in società per azioni, il Governo non ha il potere di intervenire sulla gestione aziendale che, com'è noto, rientra nella competenza specifica degli organi statutari della società la quale, pertanto, organizza secondo le logiche imprenditoriali ritenute più opportune le risorse di cui dispone, al fine di raggiungere il duplice obiettivo di assicurare condizioni di operatività compatibili con una gestione economicamente equilibrata, nonché di garantire un efficiente servizio all'utenza.
Ciò premesso, si fa presente che allo scopo di disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dall'onorevole interrogante non si è mancato di interessare la società Poste che, in linea generale, ha comunicato che il ricorso alla stipula di contratti di lavoro interinale è una soluzione temporanea solitamente adottata per fronteggiare esigenze particolari e contingenti per le quali non sia percorribile una strada alternativa quale, ad esempio, la rimodulazione dell'orario di lavoro.
Per quanto riguarda la situazione della filiale di Pordenone, la medesima società Poste ha precisato che la mancata riconferma dei dodici lavoratori di cui è cenno nell'atto parlamentare cui si risponde è stata motivata dall'assunzione, con decorrenza 1o giugno 2004, di cinque ex lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato part-time e dalla graduale reintegrazione, a seguito di sentenza del Giudice del lavoro, di ex dipendenti a tempo determinato che, dallo scorso 24 febbraio, ha già comportato l'immissione di 15 unità.
Stando a quanto riferito allo stato attuale il personale in servizio nel settore del recapito nell'ambito territoriale in parola, è di 222 unità, delle quali 176 assunte con contratto di lavoro a tempo indeterminato e 46 unità cosiddette flessibili: tale assegno assicura la copertura delle 190 zone in cui è ripartito il territorio provinciale garantendo il raggiungimento degli standard di servizio prefissati.
Nelle 36 zone in cui è suddivisa la città di Pordenone il servizio è svolto da 35 portalettere di ruolo, da 2 unità assunte con contratto interinale e da 4 unità con contratto part-time a tempo determinato.
A completamento di informazione si fa presente che i rilievi effettuati per la verifica della qualità del servizio postale riguardanti tutto il territorio nazionale hanno evidenziato, per l'anno 2003, un sostanziale rispetto dei parametri qualitativi fissati (deliberazioni 2 aprile 2004 nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2004).
I dati riguardanti i rilevamenti riferiti al periodo 1o gennaio 30 giugno 2004, contenuti nella deliberazione 10 dicembre 2004 (Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2004), hanno evidenziato uno scostamento in negativo pari all'1,3 per cento relativamente alle consegne in J+3 del corriere ordinario interno e dello 0,5 per cento relativamente alle consegne in J+1 del corriere prioritario interno.
Relativamente al secondo semestre 2004 (deliberazione 29 marzo 2005 Gazzetta Ufficiale n. 89 del 18 aprile 2005), i


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risultati dei predetti controlli hanno evidenziato il superamento degli indici di qualità fissati sia relativamente al corriere ordinario interno, sia a quello prioritario interno per la consegna in J+1 e J+3 (ossia, rispettivamente, il giorno successivo a quello di impostazione e tre giorni successivi a quello di impostazione), nonché il superamento dello standard fissato per le consegne in J+3 e J+5 relativamente al corriere prioritario interno ed a quello ordinario interno.
Tenendo conto dello scostamento negativo registrato nel primo semestre del 2004, pertanto, i risultati della consuntivazione su base annuale relativa al corriere prioritario interno ed a quello ordinario interno hanno evidenziato il raggiungimento dei parametri fissati, con la sola eccezione, di segno positivo, della consegna in J+1 del corriere prioritario interno che ha superato dello 0,2 per cento il livello di qualità predeterminato.


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ALLEGATO 5

Interrogazione n. 5-03827 Molinari: Ufficio postale di Avigliano.

TESTO DELLA RISPOSTA

In relazione all'atto parlamentare in esame si ritiene opportuno ribadire che a seguito della trasformazione dell'ente Poste Italiane in società per azioni, il Governo non ha il potere di intervenire sulla gestione aziendale che, com'è noto, rientra nella competenza specifica degli organi statutari della società la quale, pertanto, organizza secondo le logiche imprenditoriali ritenute più opportune le risorse di cui dispone, al fine di raggiungere il duplice obiettivo di assicurare condizioni di operatività compatibili con una gestione economicamente equilibrata, nonché di garantire un efficiente servizio all'utenza.
Tuttavia, allo scopo di ottenere elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dall'onorevole interrogante, non si è mancato di interessare la società poste medesima la quale, nel condividere le considerazioni espresse circa l'importanza del bacino di clientela servito dall'ufficio postale di Avigliano (Potenza), ha precisato di aver svolto numerose ricerche al fine di reperire locali idonei ad ospitare l'ufficio in parola.
L'individuazione della nuova sede, che deve risultare soddisfacente sia sotto il profilo strutturale - al fine di consentire l'esecuzione di lavori di ristrutturazione secondo la tipologia layot generalmente adottata - sia in relazione alla posizione urbanistica, in modo da poter essere agevolmente raggiungibile dalla clientela, si è rivelata, finora, alquanto difficoltosa.
Poste italiane ha, comunque, assicurato che non mancherà di porre in essere ogni ulteriore iniziativa al fine di poter dare all'ufficio in questione l'auspicata sistemazione in locali adeguati, presumibilmente entro il corrente anno.


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ALLEGATO 6

Interrogazione n. 5-03996 Panattoni: Gestione del personale da parte di Poste Italiane Spa.

TESTO DELLA RISPOSTA

In relazione all'atto parlamentare in esame si ritiene opportuno ribadire che il Governo, pur avendo una potestà di vigilanza sull'attività della società Poste italiane - nei termini indicati nel contratto di programma - non ha la possibilità di intervenire nella gestione aziendale che, come è noto, rientra nella competenza degli organi statutari della società.
Ciò premesso, si significa che la medesima società - interessata in merito a quanto rappresentato dall'On.le interrogante - ha anzitutto tenuto a ricordare che i positivi risultati di bilancio, registrati a partire dal 2002, non sarebbero stati possibili senza la rimodulazione qualitativa delle competenze interne che ha costituito la premessa per il processo di risanamento e di sviluppo dell'azienda.
È noto che Poste italiane negli ultimi anni ha introdotto cambiamenti profondi nella propria struttura operativa, nelle modalità della propria presenza sul territorio, nell'offerta di servizi aggiuntivi rispetto a quelli tradizionalmente svolti, che hanno reso necessarie modifiche nel precedente assetto aziendale che è stato, pertanto, orientato verso segmenti di mercato prima non coperti che necessitano di professionalità, conoscenze tecniche e competenze in precedenza non necessarie e, quindi, non presenti fra il personale applicato.
Le esigenze che Poste si è trovata a dover fronteggiare sono, pertanto, notevolmente mutate o risultano del tutto nuove ed, in aggiunta, la necessità di raggiungere gli obiettivi in tempi sempre più rapidi e vincolati all'osservanza di precisi obblighi, hanno imposto alla società stessa di avvalersi di apporti dirigenziali differenziati per settore e con elevata specializzazione.
I dati numerici relativi alla dirigenza, ad avviso della società, devono essere valutati alla luce dei positivi risultati economici sopra indicati, all'evoluzione dei servizi offerti ed alla situazione esistente in altre aziende aventi caratteristiche comparabili con Poste italiane.
Dal suddetto contesto si rileva che l'incidenza del numero dei dirigenti rispetto all'organico complessivo della società è dello 0,4 per cento che è significativamente più basso di quello rilevato in grandi aziende paragonabili con Poste italiane per dimensioni, nelle quali il dato si assesta intorno all'1,6 per cento.
Ciò premesso, la ripetuta società Poste ha sottolineato che le recenti strategie commerciali e di sviluppo della redditività del gruppo hanno comportato l'adozione di un nuovo modello operativo più orientato a valorizzare la centralità del cliente e l'assunzione di responsabilità manageriali.
In tale ottica si è resa necessaria l'adozione di interventi gestionali sulla dirigenza consistenti in prevalenza nello sviluppo delle risorse interne a seguito del pensionamento dei dirigenti precedentemente titolari di ruoli organizzativi, nonché nel reperimento dall'esterno delle nuove professionalità non esistenti internamente ma rispondenti alle esigenze professionali derivanti dall'evoluzione del business societario sopra descritto.
Ad oggi, infatti - stando a quanto riferito da Poste italiane - la dirigenza risulta essere costituita per l'80 per cento da unità assunte prima del 2002, mentre


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circa l'80 per cento dei ruoli manageriali formalmente assegnati a dirigenti sono stati attribuiti a personale dirigente assunto prima del 2002.
In particolare - ha precisato la società dal 1o giugno 2002 al dicembre 2004 sono state effettuate 120 assunzioni dall'esterno e 41 nomine a dirigente (per un totale di 161 risorse) a fronte di 126 cessazioni dal servizio; le nuove posizioni dirigenziali sono state, pertanto, contenute e sono state finanziate all'80 per cento circa dal turn over dei dirigenti in uscita.
In merito, infine, alle sostituzioni dei dirigenti del comparto Sud 1 - di cui è cenno nell'atto ispettivo in esame - Poste italiane ha sottolineato che lo spostamento dei manager rientra nel quadro dei consueti avvicendamenti nelle responsabilità che l'azienda normalmente attua sull'intero territorio nazionale, nell'ottica della necessaria diversificazione professionale collegata ai percorsi di gestione e sviluppo delle risorse manageriali aziendali.


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ALLEGATO 7

Interrogazione n. 5-04600 Sergio Rossi: Chiusura di uffici postali nella Comunità montana dell'Alta Valle Brembana.

TESTO DELLA RISPOSTA

In relazione all'atto parlamentare in esame si ritiene opportuno chiarire che il Ministero è legato alla società Poste italiane da un contratto di programma che assicura al Ministero stesso - quale Autorità di regolamentazione del settore postale - una potestà di vigilanza per verificare il corretto espletamento del servizio universale, ma non consente al Governo di intervenire nella gestione dell'azienda.
Ne consegue che la medesima società organizza secondo le logiche imprenditoriali ritenute più opportune le risorse di cui dispone al fine di contemperare l'esigenza di economicità di gestione con quella di garantire un efficiente servizio all'utenza, mentre l'attività dei Ministero è volta ad accertare che la qualità del servizio prestato risponda ai parametri fissati dal contratto di programma.
Quanto premesso mette in evidenza la difficoltà di raggiungere l'equilibrio fra il mantenimento e lo sviluppo dell'offerta dei servizi e la capacità di sostenerne i relativi costi anche in presenza delle fluttuazioni della domanda dipendenti sia dalla stagionalità, sia dalla localizzazione degli uffici sul territorio.
In tale contesto è noto che la società Poste ha introdotto, negli ultimi anni, cambiamenti profondi nella propria struttura e nelle modalità di fornitura dei servizi con provvedimenti che, tuttavia, non hanno intaccato l'estensione, la capillarità e la funzionalità generale della rete operativa ciò in quanto le decisioni gestionali sono fondate sulla costante analisi della domanda di servizi da parte della clientela.
In questo modo - ha precisato Poste italiane - è possibile avere un quadro complessivo che consente di individuare le aree di contrazione o di incremento della produzione che, spesso, seguono un andamento prevedibile nel tempo, tanto che può essere ipotizzato il diverso andamento del traffico in relazione a particolari periodi dell'anno.
A livello generale, stando a quanto riferito, è stato accertato durante il periodo estivo - ed in particolare nella parte centrale del mese di agosto - una complessiva diminuzione della domanda di servizi legata sia al rallentamento dell'attività produttiva, sia all'assenza di scadenze di particolare rilievo.
Tale fenomeno si registra sia nelle realtà cittadine sia anche nelle località cosiddette «minori» dove, nel corso dell'intero anno, i livelli di traffico postale sono piuttosto contenuti.
Poiché questi uffici difficilmente riescono ad impegnare integralmente le unità applicate sono soggetti a provvedimenti di diversa articolazione dell'orario di servizio al pubblico, consistenti nell'apertura a giorni alterni; ciò in particolare nel periodo estivo a fronte di una vera e propria rarefazione della domanda.
È vero, del resto, che una parte della residua domanda di servizi si trasferisce nelle località a valenza turistica e, per dare risposta alle temporanee esigenze che ne derivano, la società predispone annualmente un piano estivo volto alla pianificazione dell'offerta dei servizi che sia funzionale agli specifici flussi di traffico stagionale; a tale piano è correlato un resoconto riguardante l'utilizzo degli strumenti


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di flessibilità dell'impiego della forza lavoro finalizzato a garantire adeguati livelli di servizio al pubblico.
Tutto ciò premesso a livello generale, la medesima società Poste in merito alla specifica zona della Val Brembana ha precisato che la modalità di apertura al pubblico a giorni alterni è stata attuata in soli 8 uffici fra quelli ubicati nei 37 comuni che fanno parte del territorio in parola, facendo registrare una netta riduzione del numero di uffici interessati dalle rimodulazioni di orario rispetto al passato, atteso che nello scorso anno gli uffici coinvolti sono stati 15.
Fatta eccezione per 2 uffici normalmente attivi con doppio turno che, limitatamente al periodo 18 luglio-28 agosto, osservano l'orario 8.30-14.00, dal lunedì al venerdì, e 8.30-12.30, il sabato, tutti gli altri continueranno a svolgere la propria attività con i consueti orari di apertura; anche sotto tale aspetto la società ha precisato che si è avuto un miglioramento, considerato che lo scorso anno le soppressioni del doppio turno hanno avuto inizio il 12 luglio e si sono protratte fino ai primi giorni di settembre, mentre nell'anno in corso il periodo sarà più limitato: 18 luglio/28 agosto.
Quanto ai disguidi nello svolgimento del servizio di recapito cui fa riferimento l'onorevole interrogante, la società Poste, in assenza di precisi riferimenti di carattere territoriale, ha comunicato di ritenere che gli stessi possano essere identificati con le limitate criticità verificatesi, a fine giugno, nei comuni di Foppolo e Valleve, a causa dei frequenti ed improvvisi malori accusati dall'unità chiamata a sostituire l'operatore polivalente responsabile del servizio, assente per ferie.
Con la ripresa dell'attività del titolare la situazione è tempestivamente ritornata alla normalità ed al momento, anche grazie all'ausilio di unità flessibili, il servizio si svolge regolarmente.