IV Commissione - Resoconto di marted́ 31 gennaio 2006


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 31 gennaio 2006. - Presidenza del presidente Luigi RAMPONI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Filippo Berselli.

La seduta comincia alle 11.10.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e le Repubbliche di Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras.
C. 6239 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Luigi RAMPONI, presidente relatore, rileva che le relazioni tra l'Unione europea e i paesi dell'America centrale sono basate sul cosiddetto «dialogo di San José», dal nome della città costaricana dove, nel settembre 1984, si sono riuniti per la prima volta i ministri degli esteri dei paesi di entrambe le regioni. Lo scopo era quello di stabilire una cooperazione sul piano economico e commerciale, e di creare le basi per la futura istituzionalizzazione di un dialogo politico per promuovere un processo di pace nei paesi dell'America centrale a quell'epoca fortemente destabilizzati.
I rappresentanti dei Paesi dell'UE e quelli dell'America centrale hanno poi continuato ad incontrarsi ogni anno, alternativamente nelle capitali di una delle due Parti. Nell'ambito del dialogo di San José, è stato firmato, nel 1993, un accordo quadro di cooperazione nei campi della cooperazione economica, finanziaria, commerciale, sociale, scientifica, tecnica e ambientale.
L'accordo quadro del 1993 ha sostituito un precedente accordo fatto nel 1985 e sarà a sua volta sostituito dall'Accordo del 2003 in esame, firmato a Roma il 15 dicembre 2003.
La cooperazione disegnata nell'Accordo è volta al rafforzamento dell'integrazione regionale, alla prevenzione delle catastrofi


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naturali, al consolidamento dello Stato di diritto, e alla lotta al terrorismo e all'immigrazione illegale.
L'Accordo è costituito da un Preambolo, da 60 articoli - raggruppati in quattro Titoli - e da un Allegato.
Nel Titolo I (articoli 1 e 2) vengono delineati i principi, gli obiettivi e l'ambito di applicazione dell'Accordo. In particolare, viene dichiarata l'intenzione delle parti di accrescere la cooperazione negli scambi e in materia economica e viene deciso di collaborare per porre le basi per un futuro Accordo di associazione comprendente anche il libero scambio.
Il Titolo II (articoli 3-5) è dedicato al dialogo politico, che le Parti hanno deciso di rafforzare. In particolare, il dialogo politico si svilupperà, tra gli altri, nei settori dell'integrazione regionale, della lotta alla povertà, della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile, della stabilità e della prevenzione dei conflitti nella regione, della tutela dei diritti dell'uomo, della democrazia, della lotta contro la corruzione, il terrorismo, il traffico di armi e la migrazione illegale.
Il Titolo III, relativo alla cooperazione, raggruppa gli articoli da 6 a 50.
La cooperazione riguarderà i diritti umani, la democrazia e il buon governo, la modernizzazione dell'amministrazione pubblica degli Stati dell'America centrale, il sostegno dello sviluppo dell'integrazione regionale, eccetera.
Il Titolo IV (articoli 51-60) contiene le disposizioni generali e finali.
Per quanto riguarda le competenze della Commissione Difesa, segnala:
l'articolo 5 che prevede che le parti si impegnino a cooperare anche nell'ambito della politica estera e di sicurezza;
l'articolo 9 che prevede la cooperazione anche in materia di prevenzione dei conflitti, che si attuerà soprattutto attraverso lo sviluppo delle capacità regionali, subregionali e nazionali. Le parti, tra l'altro, coopereranno nel campo della prevenzione e dell'eliminazione del traffico di armi portatili e armi leggere;
l'articolo 46 che prevede aiuti alle comunità locali ed in particolare a quelle che ospitano comunità di persone sradicate e soldati smobilitati;
l'articolo 50 che disciplina la cooperazione nel campo della lotta al terrorismo, che stabilisce che essa si svolgerà in conformità alla normativa internazionale e a quelle nazionali in materia e sulla base della risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. La cooperazione comporta lo scambio di informazioni sui gruppi terroristici e sui mezzi e le esperienze effettuate dai singoli Stati.

Infine, nel ritenere che l'Accordo non presenti profili problematici dal punto di vista delle competenze della Commissione Difesa, propone di esprimere parere favorevole sul testo del disegno di legge.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Comunità andina e i suoi Paesi membri, dall'altra, con Allegato, fatto a Roma il 15 dicembre 2003.
C. 6240 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Luigi RAMPONI, presidente relatore, rileva che i rapporti tra la Comunità europea e la Comunità andina - entrata nel pieno della sua attività dal 1o agosto 1997 - sono attualmente regolati dall'Accordo-quadro del 1993 tra la CE e i Paesi dell'allora Patto andino, il cui obiettivo fondamentale è stato quello di consolidare e diversificare le relazioni tra le Parti. In tal senso esse si sono impegnate per lo sviluppo della cooperazione economica più


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ampia possibile. Tra i diversi settori regolati dall'Accordo-quadro sono inclusi quello industriale, degli investimenti, della cooperazione tra istituzioni finanziarie, della cooperazione scientifica e tecnologica e sul trasferimento di tecnologia, nonché della tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attualmente le relazioni della UE con la Comunità andina sono ispirate alla strategia regionale per il 2002-2006, la quale include tra gli strumenti di cooperazione bilaterale il dialogo politico.
L'Accordo in esame, che detta un'organica disciplina in materia di dialogo politico e di cooperazione, è costituito da un Preambolo, da 60 articoli - raggruppati in quattro Titoli - e da un Allegato.
Nel Titolo I (articoli 1 e 2) vengono delineati i principi, gli obiettivi e l'ambito di applicazione dell'Accordo. In particolare, viene dichiarata l'intenzione delle parti di accrescere la cooperazione negli scambi e in materia economica e viene deciso di collaborare per porre le basi per un futuro Accordo di associazione comprendente anche il libero scambio.
Il Titolo II (articoli 3-5) è dedicato al dialogo politico, che si svilupperà in tutti i campi ritenuti a tal fine rilevanti dalle Parti: lotta alla povertà, coesione sociale, sviluppo sostenibile, stabilità e prevenzione dei conflitti, tutela dei diritti dell'uomo, democrazia, lotta contro la corruzione, terrorismo, traffico di armi e migrazione illegale, eccetera.
Il Titolo III, relativo alla cooperazione raggruppa gli articoli da 6 a 50.
I settori della cooperazione riguardano, tra gli altri, i diritti umani, la democrazia e il buon governo, la prevenzione dei conflitti, la modernizzazione dell'amministrazione pubblica degli Stati della Comunità andina, il commercio, le risorse naturali e minerarie, la riforma del servizio sanitario lotta contro le droghe illecite, il riciclaggio del denaro e la criminalità organizzata.
Il Titolo IV (articoli 51-60) contiene le disposizioni generali e finali.
Per quanto riguarda le competenze della Commissione Difesa, segnala:
l'articolo 5 che prevede che le parti si impegnino a cooperare anche nell'ambito della politica estera e di sicurezza;
l'articolo 9 che prevede la cooperazione anche in materia di prevenzione dei conflitti, che si attuerà soprattutto attraverso lo sviluppo delle capacità regionali, subregionali e nazionali: essa sarà volta a sostenere i processi di negoziato e di riconciliazione, con particolare riguardo ai problemi della smobilitazione e reintegrazione sociale dei gruppi armati illegali, nonché della divulgazione della Carta andina per la pace e la sicurezza. Le parti, tra l'altro, coopereranno nel campo della prevenzione e dell'eliminazione del traffico di armi portatili e armi leggere;
l'articolo 46 che prevede aiuti alle comunità locali che ospitano comunità di persone sradicate che rientrano per stabilirsi nei loro paesi d'origine, ovvero ex appartenenti a gruppi armati illegali della regione, al fine di favorirne l'integrazione nel tessuto sociale ed economico dopo la fase acuta di una crisi e la cessazione degli aiuti umanitari;
l'articolo 50 che disciplina la cooperazione nel campo della lotta al terrorismo, che stabilisce che essa si svolgerà in conformità alla normativa internazionale e a quelle nazionali in materia e sulla base della risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. La cooperazione comporta lo scambio di informazioni sui gruppi terroristici e sui mezzi e le esperienze effettuate dai singoli Stati.

Infine, nel ritenere che l'Accordo non presenti profili problematici dal punto di vista delle competenze della Commissione Difesa, propone di esprimere parere favorevole sul testo del disegno di legge.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 11.20.