X Commissione - Resoconto di marted́ 31 gennaio 2006


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 31 gennaio 2006. - Presidenza del vicepresidente Ruggero RUGGERI.

La seduta comincia alle 15.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e le Repubbliche di Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama, dall'altra, con Allegato, fatto a Roma il 15 dicembre 2003.
C. 6239 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Ruggero RUGGERI (MARGH-U), presidente e relatore, illustra i contenuti del disegno di legge all'esame della Commissione, recante Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e le Repubbliche di Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama, dall'altra, con Allegato, fatto a Roma il 15 dicembre 2003.
Dopo aver segnalato la grande rilevanza dell'Accordo, la cui portata è paragonabile a quella delle Convenzioni di Lomè, precisa che esso rientra nella categoria degli accordi cosiddetti «misti», per i quali è richiesta la ratifica anche da parte dei singoli Stati membri.
Esso è costituito da un Preambolo, da 60 articoli - raggruppati in quattro Titoli - e da un Allegato.
Nel Titolo I, che si compone degli articoli 1 e 2, vengono delineati i principi, gli obiettivi e l'ambito di applicazione dell'Accordo.
Illustra quindi i contenuti del Titolo II, che comprende gli articoli da 3 a 5, precisando che esso è dedicato al dialogo politico, che le Parti hanno deciso di rafforzare tenendo conto delle dichiarazioni concordate nell'ambito del dialogo di San José.
In particolare, il comma 2 dell'articolo 3, definisce i settori nei il dialogo politico la collaborazione dovranno svilupparsi; si tratta, tra l'altro: dell'integrazione regionale, della lotta alla povertà, della coesione


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sociale, dello sviluppo sostenibile, della stabilità e della prevenzione dei conflitti nella regione, della tutela dei diritti dell'uomo, della democrazia, della lotta contro la corruzione, il terrorismo, il traffico di armi e la migrazione illegale. Al riguardo, l'articolo 5 prevede un impegno delle Parti a cooperare anche nell'ambito della politica estera e di sicurezza.
Fa quindi presente che il Titolo III, recante disposizioni in materia di cooperazione, raggruppa gli articoli da 6 a 50. In particolare, con l'articolo 6 vengono ampliati i settori della cooperazione già oggetto dell'Accordo del 1993 e vengono prefissati gli obiettivi della cooperazione stessa, da identificare nel perseguimento della stabilità politica, nell'ulteriore approfondimento dell'integrazione regionale nell'America centrale e nell'abbattimento dei livelli di povertà anche promuovendo un processo di sviluppo sostenibile.
Segnala quindi il disposto dell'articolo 8, recante una disciplina volta a rafforzare la cooperazione in materia di diritti umani, democrazia e buon governo e a consolidare lo stato di diritto e l'indipendenza del potere giudiziario.
Fa poi presente che l'Accordo prevede quindi la cooperazione anche in materia di prevenzione dei conflitti, di modernizzazione dell'amministrazione pubblica degli Stati dell'America centrale e di sostegno allo sviluppo dell'integrazione regionale. La cooperazione regionale si estende anche ai rapporti tra Paesi centroamericani e il resto dell'America latina e dei Caraibi e include anche la cooperazione in materia commerciale e nell'ambito dei servizi.
Si prevedono quindi forme di cooperazione in materia di tutela della proprietà intellettuale, in materia di appalti pubblici e di politica della concorrenza nonché, per facilitare gli scambi, nel settore doganale.
L'Accordo reca quindi disposizioni in materia di cooperazione nel settore dell'industria, in favore delle piccole, medie e micro imprese, prevedendo, in particolare, iniziative volte a sostenere, modernizzare e sviluppare tali settori.
Sono inoltre previste numerose forme di cooperazione nei settori delle risorse naturali, con particolare riguardo al settore dell'agricoltura. Nel settore della pesca si auspica la stipula di accordi sia bilaterali che multilaterali tra le Parti.
Nei settori dell'energia e dei trasporti, la cooperazione si prefigge l'elaborazione di politiche di ristrutturazione e di modernizzazione per ottimizzare lo sfruttamento delle risorse energetiche, nel primo caso, e per razionalizzare i sistemi di circolazione di merci e passeggeri, nel secondo.
La cooperazione nel settore dell'informazione e delle telecomunicazioni ha invece l'obiettivo prevalente di elevare i livelli di utilizzo delle tecnologie dell'informazione e di sviluppare le risorse umane. L'Accordo reca inoltre disposizioni in materia di cooperazione nel settore degli audiovisivi e del turismo e in materia di promozione degli investimenti, grazie alla creazione di condizioni favorevoli agli investimenti di imprenditori di entrambe le Parti e alla possibilità di stipulare accordi multi o bilaterali specificamente volti a promuovere e proteggere gli investimenti.
Viene quindi prefigurato un dialogo che avrà per oggetto lo scambio di informazioni e di esperienze relative alle rispettive politiche macroeconomiche e in materia di dati statistici.
Sono previste anche forme di cooperazione tra le Parti al fine di migliorare il livello di tutela del consumatore e dei dati personali e scambi di informazioni ed esperienze al fine di incentivare la cooperazione scientifica e tecnologica.
L'Accordo definisce quindi forme di cooperazione finalizzate al miglioramento qualitativo del settore dell'istruzione e della formazione professionale, con lo scopo di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in tale settore.
La cooperazione in materia di ambiente, biodiversità e calamità naturali che, in base all'Accordo, deve coinvolgere tutti i livelli istituzionali e amministrativi, ha lo scopo di contrastare il degrado ambientale, promuovere la tutela ambientale e lo sfruttamento delle risorse nell'ottica di uno sviluppo sostenibile.
Viene quindi prefigurata la cooperazione in materia di prevenzione delle calamità


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naturali, mentre, al fine di promuovere i legami culturali tra le Parti, la cooperazione avverrà anche in materia culturale nel rispetto degli accordi bilaterali già stipulati con gli Stati membri dell'UE.
La cooperazione in materia di salute ha lo scopo di sostenere la riforma del servizio sanitario nella direzione di una sua maggiore capacità di prestare cure adeguate soprattutto ai cittadini meno abbienti, mentre la cooperazione sociale ha lo scopo di incentivare il dialogo sulle condizioni di vita e di lavoro, sul rispetto dei diritti civili e politici dei cittadini e di operare affinché venga concessa piena parità di trattamento ai cittadini di una Parte, residenti legalmente nel territorio dell'altra.
Viene quindi riconosciuto il ruolo imprescindibile della società civile che potrà apportare un contributo fondamentale alla cooperazione ed è previsto un rafforzamento delle politiche, dei programmi e delle azioni volti a garantire le pari opportunità tra uomini e donne in tutti i settori delle relazioni sociali e istituzionali e, in particolare, a rendere possibile alle donne l'esercizio dei loro diritti fondamentali.
Si prevede quindi la cooperazione affinché sorgano o si consolidino associazioni rappresentative delle popolazioni indigene e si definiscono aiuti alle comunità locali.
Ulteriori materie di cooperazione sono quelle della lotta contro le droghe illecite, il riciclaggio del denaro e la criminalità connessa.
Rileva quindi che di fondamentale importanza è ritenuta dalle Parti la cooperazione per la gestione dei flussi migratori, per la riuscita della quale è previsto l'avvio di un dialogo che comprenda anche i temi dell'immigrazione illegale, la tratta degli esseri umani e la questione dei rifugiati.
Infine, l'articolo 50, in materia di cooperazione per la lotta al terrorismo, stabilisce che essa si svolgerà in conformità alla normativa internazionale e a quelle nazionali in materia e sulla base della risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Il Titolo IV, che si compone degli articoli da 51 a 60, contiene infine le disposizioni generali e finali.
In particolare, precisa che il comitato misto già esistente, istituito con l'Accordo di cooperazione del 1983 e confermato con l'accordo quadro di cooperazione del 1993, è incaricato dell'attuazione dell'Accordo, mentre, quanto alla durata dell'Accordo, si prevede che essa sia illimitata, salvo denuncia che avrà effetto dopo sei mesi dalla notifica.
Le Parti si riservano inoltre di estendere in futuro le materie oggetto di cooperazione, attraverso la stipula di specifici accordi di settore.
Quanto al disegno di legge di ratifica, osserva che esso si compone di 3 articoli, recanti, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione e la disposizione relativa all'entrata in vigore.
Alla luce di tali considerazioni e tenuto conto che l'Accordo è volto a potenziare la cooperazione tra i Paesi membri dell'Unione Europea e le Repubbliche dell'America centrale in settori particolarmente rilevanti e che investono materie di competenza della Commissione, formula una proposta di parere favorevole.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 15.05.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE CONSULTIVA

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra la Comunità europea i suoi Stati membri, da una parte, e la Comunità andina e i suoi Paesi membri, dall'altra, con Allegato, fatto a Roma il 15 dicembre 2003.
C. 6240 Governo.