XIV Commissione - Mercoledý 1░ febbraio 2006


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ALLEGATO 1

Disposizioni sulla protezione di animali utilizzati ai fini sperimentali (C. 5442 Schmidt e abb.).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),
esaminato il disegno di legge 5442 Schmidt e abb. recante disposizioni sulla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali;
rilevato che il contenuto del provvedimento in oggetto appare compatibile con la normativa comunitaria;
premesso che appare opportuno all'articolo 5 prevedere la soppressione dell'animale solo in casi eccezionali assolutamente necessari, nel rispetto del programma d'azione comunitario COM/2006/13 per la protezione degli animali 2006-2010;

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PARERE FAVOREVOLE


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ALLEGATO 2

Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, di attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. (Atto n. 598).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),
esaminato lo schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, di attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso (A0598);
rilevato che lo schema di decreto legislativo è volto a dare seguito ai rilievi formulati nel parere motivato complementare C(2004)5023, inviato dalla Commissione europea allo Stato italiano nell'ambito della procedura d'infrazione n. 2003/2204 per inesatta attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2000/53/CE, a sensi dell'articolo 226 del Trattato;
considerato che lo schema di decreto legislativo appare nel complesso compatibile con la normativa comunitaria;
evidenziato peraltro che l'articolo 3 dello schema di decreto in esame - che prevede che il concessionario non deve ottenere l'autorizzazione prevista per gli impianti di trattamento al fine di effettuare la rottamazione - pur in linea con quanto previsto dall'articolo 5 della direttiva 2000/53/CE, non sembra consentire il superamento dei rilievi di cui ai punti 33-35 del citato parere della Commissione europea in base ai quali la possibilità di affidare al concessionario il compito di procedere alla rottamazione non esclude la necessità che tale operazione debba comunque essere sempre eseguita da un impianto autorizzato al trattamento, che rispetti quindi le prescrizioni tecniche previste per l'esercizio di tali impianti;
ritenuto che l'articolo 4, comma 1, lettera a) dello schema di decreto in esame - che specifica che i materiali che devono essere rimossi ai sensi dell'articolo 6, comma 2, prima di procedere ad un ulteriore trattamento sono quelli di cui all'Allegato II - dà attuazione all'articolo 6, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2000/53/CE, ma non ai punti 21, 22 e 23 del parere della Commissione europea in base ai quali non è sufficiente specificare che i materiali da rimuovere sono quelli di cui all'Allegato II, poiché i materiali da rimuovere devono intendersi quelli che devono essere, in base alla decisione in materia della Commissione europea, etichettati o resi in altro modo identificabili;
tenuto conto che l'articolo 5, comma 1, lettera c), dello schema di decreto in esame, che inserisce all'articolo 7 del decreto legislativo n. 209 del 2003, il comma 2-bis, attraverso il quale si prevedono tra gli strumenti per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di recupero, di riciclaggio e di reimpiego gli accordi volontari, non appare in linea con il citato parere della Commissione europea, segnatamente i punti 48-54, in ragione del fatto che la direttiva prevede per la verifica dei risultati in questione che sia la Commissione europea a stabilire le relative modalità, non prevedendo il ricorso agli accordi per il caso in questione;
rilevato inoltre che l'articolo 6, comma 4, dello schema di decreto in esame - che sopprime l'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo n. 209 del


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2003 di attuazione dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 2000/53/CE - risulta in contrasto con la normativa comunitaria secondo i punti 55-59 del parere della Commissione europea, in base ai quali le informazioni appropriate in materia di demolizione, stoccaggio e verifica dei componenti che possono essere riutilizzati sono quelle richieste dagli impianti di trattamento, prevedendo altresì che le medesime informazioni siano fornite agli impianti di trattamento autorizzati e non ai centri di raccolta;
tenuto conto, infine, che l'Allegato II dello schema di decreto in esame non recepisce i rilievi mossi dal parere della Commissione ai punti 24-25, in materia di scadenza di materiali, tenendo conto che il medesimo Allegato II della direttiva 2000/53/CE è stato modificato dalla decisione 2005/673/CE del 20 settembre 2005;

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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) appare necessario coordinare la previsione di cui all'articolo 3 con quanto previsto ai punti 33-35 del parere di cui in premessa della Commissione europea, nel senso di prevedere che la possibilità di affidare al concessionario il compito di procedere alla rottamazione non esclude la necessità che tale operazione sia eseguita da un impianto autorizzato al trattamento, nel rispetto delle prescrizioni tecniche previste per l'esercizio di tali impianti;
2) all'articolo 4, comma 1, lettera a), occorre specificare, sulla base di quanto previsto dal citato parere della Commissione europea, punti 21, 22 e 23, che i materiali da rimuovere sono quelli che devono essere etichettati;
3) risulta necessario altresì che il Governo adegui la disposizione di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c), a quanto previsto dal parere della Commissione europea, segnatamente i punti 48-54;
4) l'articolo 6, comma 4, sia formulato in modo da essere compatibile con i punti 55-59 del parere motivato complementare della Commissione europea, nel senso di prevedere che le informazioni indicate in premessa siano quelle richieste dagli impianti di trattamento e siano fornite agli impianti di trattamento autorizzati e non ai centri di raccolta;
5) si rende infine necessario adeguare l'Allegato II ai rilievi mossi dalla Commissione europea ai punti 24-25 del parere citato, nella parte in cui prevede una scadenza di alcuni materiali rispetto ad altri, tenendo conto anche delle modifiche previste dalla decisione 2005/673/CE del 20 settembre 2005.