III Commissione - Resoconto di mercoledý 8 febbraio 2006


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 8 febbraio 2006. - Presidenza del presidente Gustavo SELVA. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli Affari esteri Giuseppe Drago.

La seduta comincia alle 14.10.

5-05171 Spini: valutazioni del Governo italiano sulla recente riunione di Dresda.

Gustavo SELVA, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni


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a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso.
Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

Valdo SPINI (DS-U) illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Valdo SPINI (DS-U) condivide l'auspicio del Governo per una sollecita ripresa del processo di ratifica del Trattato costituzionale europeo, dopo la battuta di arresto rappresentata dai referendum svoltisi in Francia e nei Paesi Bassi. Ritiene che sarebbe utile accelerare tale processo nei rimanenti Paesi membri, anche per verificare quanti milioni di cittadini europei siano effettivamente favorevoli al Trattato costituzionale, senza contare che ciò consentirebbe il raggiungimento della soglia critica di venti Paesi fra quelli che hanno sinora ratificato.
Raccomanda a tal fine al Governo di adoperarsi per favorire una riunione dei Paesi che hanno già provveduto alla ratifica del Trattato costituzionale, anche allo scopo di ribadire un'auspicabile prevalenza della volontà dei Paesi che hanno già ratificato il Trattato rispetto alla minoranza di quelli che non hanno ancora ratificato. Sarebbe altresì opportuno, a suo giudizio, che il Governo sollecitasse un'iniziativa italo-tedesca, volta al rilancio del futuro dell'Unione europea, per superare l'impasse in cui si trova attualmente.
Consiglia infine al Governo di ripensare la propria posizione negativa in merito alla possibilità di anticipazioni selettive di certe disposizioni del Trattato costituzionale: personalmente, infatti, sarebbe favorevole ad una trasformazione sin d'ora dell'Alto Rappresentante della politica estera dell'Unione in Ministro degli esteri della stessa Unione.

Gustavo SELVA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 14.20.

INTERROGAZIONI

Mercoledì 8 febbraio 2006. - Presidenza del presidente Gustavo SELVA. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli Affari esteri, Giuseppe Drago.

La seduta comincia alle 14.20.

5-05126 Foti: sulla sorte del sig. Antonino Campanella.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Tommaso FOTI (AN), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal rappresentate del Governo.

Gustavo SELVA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 8 febbraio 2006. - Presidenza del presidente Gustavo SELVA. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli Affari esteri Giuseppe Drago.

La seduta comincia alle 14.30.

Ratifica Accordo dialogo politico e cooperazione CE e suoi Stati membri-Repubbliche di Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama.
C. 6239 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 1o febbraio 2006.


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Gustavo SELVA, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, IV, V, VI, X e XIV.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo dialogo politico e cooperazione tra la CE e i suoi Stati membri-Comunità andina e i suoi Paesi membri.
C. 6240 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 1o febbraio 2006.

Gustavo SELVA, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, IV, V, VI, X e XIV.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo Italia-Cile sulla coproduzione cinematografica.
C. 6311 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento

Gustavo SELVA, presidente, in sostituzione del relatore, illustra il provvedimento in titolo, volto ad autorizzare la ratifica dell'Accordo di coproduzione cinematografica con il Cile, firmato a Roma il 6 ottobre 2004.
Tale Accordo si inserisce nell'ambito dei rapporti culturali tra i due Paesi, e, tenendo conto dell'evoluzione legislativa avvenuta nel settore della cinematografia a livello sia nazionale che internazionale, è diretto a favorire lo sviluppo delle industrie cinematografiche, nonché la crescita degli scambi economici e culturali tra i due Paesi, mediante la facilitazione della produzione in comune di film competitivi dal punto di vista commerciale sia nei rispettivi territori nazionali sia in altri Paesi.
Strutturalmente l'Accordo si compone di 19 articoli e di un Allegato sulle norme procedurali.
L'articolo 1 precisa che, ai fini dell'Accordo, il termine «film» comprende le opere cinematografiche di qualsiasi durata e su qualsiasi supporto, incluse quelle di fiction, di animazione e documentari, la cui prima diffusione abbia luogo principalmente nelle sale cinematografiche dei due Paesi. Inoltre, i film realizzati in coproduzione beneficeranno di tutti i vantaggi accordati in Italia e in Cile ai film nazionali dalla disciplina vigente o da disposizioni che potranno essere promulgate in futuro. La realizzazione dei film in coproduzione è soggetta alla preventiva approvazione delle rispettive autorità competenti, e cioè la Direzione generale cinema del Ministero per i beni e le attività culturali, per quanto riguarda l'Italia, e il Consiglio nazionale della cultura e delle arti, per il Cile. Le autorità (articolo 16) stabiliscono di concerto le norme di procedura per la coproduzione, in base alle rispettive legislazioni.
Per godere dei benefici della coproduzione, i film dovranno essere realizzati, in base al dettato generale dell'articolo 2, da produttori che abbiano come requisiti una buona organizzazione tecnica e finanziaria, e una esperienza e qualificazione professionale riconosciuta.


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In base all'articolo 3 i partecipanti alla produzione di un film devono essere cittadini italiani o cileni, oppure di un altro Stato membro dell'Unione Europea; è inoltre stabilito che le riprese cinematografiche vengano effettuate nel territorio dei Paesi coproduttori. Sono possibili deroghe concesse dalle autorità competenti, per ragioni artistiche comprovate, sia alla prima che alla seconda previsione, nonché a quanto stabilito dall'articolo 4 in materia di proporzione dei rispettivi apporti dei coproduttori dei due Paesi, che può variare dal 20 all'80 per cento per film.
L'articolo 5 definisce le modalità di partecipazione a coproduzioni multilaterali, prevedendo che le condizioni di ammissione siano oggetto di esame caso per caso. In ogni caso, la partecipazione più bassa non potrà essere inferiore al 20 per cento (a tale soglia minima dovranno inoltre conformarsi anche gli apporti tecnici e artistici).
Gli articoli 6-9 contengono varie disposizioni sulle modalità di dettaglio della cooperazione cinematografica, nonché la disciplina di eventuali produzioni gemellate, per le quali la partecipazione dei produttori può anche limitarsi al solo aspetto finanziario, e che le competenti autorità possono - a determinate condizioni specificate nell'articolo 9 - ammettere ai medesimi benefici delle coproduzioni.
In merito alla ripartizione degli introiti, l'articolo 10 stabilisce che sia, in linea di massima, proporzionale agli apporti forniti dai rispettivi coproduttori. Le relative clausole contrattuali saranno tuttavia subordinate all'approvazione da parte delle autorità competenti dei due Paesi, e, comunque, «devono precisare chiaramente gli obblighi finanziari di ciascuno in merito alla ripartizione degli oneri» (articolo 11).
L'articolo 12 precisa che le autorità competenti dei due Paesi che abbiano approvato un progetto di coproduzione non sono perciò stesso vincolate a concedere all'opera realizzata il benestare di proiezione.
L'articolo 13 definisce le condizioni di esportazione dei film realizzati in coproduzione in Paesi ove vige il contingentamento delle importazioni di opere cinematografiche.
Nel caso della partecipazione a Festival internazionali (articolo 15) è sancito il diritto di massima a presentare il film da parte del coproduttore di maggioranza; in caso di coproduzioni paritarie, il diritto spetterà al Paese di nazionalità del regista.
L'articolo 17 istituisce una commissione mista con il compito di esaminare le condizioni di applicazione dell'Accordo, di risolvere eventuali difficoltà attuative e di verificare il rispetto dell'equilibrio numerico e percentuale nelle coproduzioni. La commissione mista si riunisce di regola ogni due anni, alternativamente in Italia e in Cile, salvo convocazioni straordinarie su richiesta di una delle due autorità competenti.
Per quanto riguarda l'importazione, la distribuzione e la proiezione dei film (o dei programmi televisivi o degli audiovisivi) italiani in Cile e di quelli cileni in Italia, l'articolo 18 afferma la volontà delle Parti di «favorire con ogni mezzo la distribuzione nei loro rispettivi Paesi».
In base a quanto stabilito dall'articolo 19, infine, l'Accordo ha durata biennale ed è tacitamente rinnovabile per periodi successivi di durata identica, salvo denuncia scritta di una delle Parti notificata almeno sei mesi prima della scadenza dell'Accordo. La risoluzione anticipata dell'Accordo non ha comunque effetto sulla conclusione delle coproduzioni approvate o in esecuzione durante il suo periodo di validità.
In conclusione, auspica una rapida approvazione del disegno di legge in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO raccomanda una sollecita approvazione del provvedimento in titolo.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.


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Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I e X ed il parere favorevole con una osservazione della V Commissione.

Nessuno chiedendo di intervenire per dichiarazioni di voto, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo Italia-Svezia sulla cooperazione culturale e tecnologica.
C. 6313 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Monica Stefania BALDI (FI), relatore, illustra il provvedimento in titolo, volto ad autorizzare la ratifica dell'Accordo di collaborazione culturale, educativa, scientifica e tecnologica, sottoscritto il 29 novembre 2001 tra Italia e Svezia. Tale Accordo rientra nelle attività internazionali finalizzate a migliorare la conoscenza reciproca ed a rafforzare i legami di amicizia tra i due Paesi; esso rappresenta inoltre un impegno dei due Paesi a favorire tutte le iniziative che promuovano e sviluppino la reciproca conoscenza.
In tal senso è previsto lo sviluppo della collaborazione scolastica e accademica attraverso l'intensificazione delle intese e lo scambio di docenti, ricercatori e personalità della cultura, nonché mediante progetti comuni di ricerca (articolo 2).
Le Parti incentiveranno le relazioni culturali bilaterali anche con l'impulso all'attività dell'Istituto italiano di cultura a Stoccolma e dell'Istituto svedese di studi classici a Roma, nonché con l'organizzazione di mostre rappresentative dei rispettivi patrimoni culturali (articolo 3).
L'articolo 4 contempla la cooperazione nel campo di beni culturali, segnatamente tra esperti in materia di conservazione del patrimonio, nonché tra i rispettivi archivi, musei e biblioteche. Verrà inoltre incoraggiata la traduzione o la pubblicazione di opere letterarie dell'altra parte contraente.
La lotta ai traffici illeciti di beni culturali è materia dell'articolo 5, nel quale viene espressamente richiamata l'importanza della Convenzione dell'UNESCO del 14 novembre 1970 sui mezzi per proibire e impedire l'importazione, l'esportazione e i trasferimenti illeciti di proprietà dei beni culturali - Convenzione ratificata sia dall'Italia che dalla Svezia.
Verrà inoltre incentivato l'insegnamento delle due lingue e letterature, favorendo le istituzioni scolastiche e universitarie che si impegnino in tale attività (articolo 6).
Studenti e laureati dei due Paesi saranno incoraggiati a condurre ricerche di livello universitario o post-laurea, mediante la concessione di borse di studio su base di reciprocità (articolo 7).
È anche previsto l'incremento della collaborazione nei settori della musica, della danza, delle arti figurative, del teatro e del cinema, attraverso lo scambio di artisti e la reciproca partecipazione a festival ed altre manifestazioni (articolo 8).
Gli articoli 10 e 11 stabiliscono che le Parti incoraggeranno lo scambio di informazioni ed esperienze nei settori dello sport e dei giovani, nonché i contatti e collaborazioni tra gli organismi radiotelevisivi.
La cooperazione in campo scientifico è tecnologico è prevista, senza specificarne le caratteristiche, all'articolo 9, e si svolgerà tra le istituzioni scientifiche pubbliche e private italiane e svedesi.
Per l'applicazione dell'Accordo verrà istituita una Commissione mista incaricata di esaminare lo sviluppo della collaborazione culturale e scientifica ed elaborare


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programmi esecutivi biennali (articolo 12). La Commissione si riunirà alternativamente nelle capitali dei due Paesi.
Quanto agli aspetti finanziari legati all'attuazione dell'Accordo, essi verranno fissati in rapporto alle rispettive legislazioni interne dell'Italia e della Svezia (articolo 13).
Gli articoli 14 e 15, infine, recano le norme di rito relative alla ratifica, all'entrata in vigore, alla durata ed alla denuncia dell'Accordo, che è concluso per un periodo illimitato, salvo denuncia per via diplomatica, che avrà effetto sei mesi dopo la notifica all'altra Parte contraente, ma non sui programmi in corso, che saranno comunque completati.
In conclusione, auspica una rapida approvazione del disegno di legge in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO raccomanda una sollecita approvazione del provvedimento in titolo.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I e V.

Nessuno chiedendo di intervenire per dichiarazioni di voto, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo mutua assistenza amministrativa Italia-Jugoslavia sulle infrazioni doganali.
C. 6312 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Gian Paolo LANDI di CHIAVENNA (AN), relatore, illustra il provvedimento in titolo, volto ad autorizzare la ratifica dell'Accordo tra Italia e Unione Serbia-Montenegro sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa nel settore doganale, firmato il 29 marzo 2002 a Belgrado.
L'Accordo si compone di un Preambolo, 24 articoli e un Allegato concernente i principi fondamentali in materia di protezione di dati personali. Nel Preambolo dell'Accordo in esame si evidenzia, tra i vari aspetti e motivi della cooperazione doganale, quello della lotta ai traffici illeciti di stupefacenti, anche con un esplicito richiamo alla Convenzione ONU del 20 dicembre 1988.
Dopo l'articolo recante le specifiche definizioni (articolo 1), viene individuato il campo di applicazione dell'Accordo (articolo 2): la reciproca assistenza nel settore doganale viene assicurata per il tramite delle rispettive Amministrazioni doganali, che agiscono nei limiti dei rispettivi ordinamenti giuridici e delle proprie possibilità. Inoltre, viene esplicitato che l'Accordo riguarda la sola reciproca assistenza amministrativa tra le Parti, senza dar luogo a diritti in capo a soggetti privati.
Ai sensi dell'articolo 4 le Amministrazioni doganali si scambiano tutte le notizie o informazioni utili per la corretta applicazione della legislazione doganale e il perseguimento delle relative infrazioni, comprese quelle sulle nuove tecniche per l'applicazione della legislazione doganale, nonché su nuovi metodi per l'aggiramento di essa.
Nel concreto svolgimento della mutua assistenza, le Amministrazioni doganali delle Parti contraenti: si scambiano informazioni sulla regolarità e legittimità delle operazioni di import-export tra i due paesi (articolo 8), nonché documenti vari, in copia e, se indispensabile, in originale (articolo 11); si forniscono informazioni ed esercitano eventualmente una speciale sorveglianza su persone, merci, mezzi di trasporto o locali in qualche modo connessi a infrazioni doganali vere o presunte (articolo 6); si informano vicendevolmente in merito ad eventuali attività che costituiscano


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infrazione alle rispettive legislazioni doganali, e in casi gravi di pericolo per la sicurezza, la salute pubblica o altri interessi vitali di una delle Parti, anche con iniziative unilaterali di informazione (articolo 7); si comunicano informazioni utili all'esatta determinazione di dazi e diritti doganali, quali la classificazione tariffaria o l'origine delle merci, nonché eventuali divieti, restrizioni o controlli (articolo 5); collaborano caso per caso, e nei limiti della legislazione in vigore nei rispettivi territori, nell'effettuazione di consegne controllate di merci intatte o manipolate, onde pervenire all'individuazione dei responsabili di traffici illeciti (articolo 10); si assistono vicendevolmente nell'esecuzione di provvedimenti preventivi provvisori, inclusi il sequestro, il blocco e la confisca di beni; provvedono alla liquidazione di beni o proventi oggetto di confisca (articolo 9).
È previsto (articolo 17) che gli agenti doganali di una Parte contraente possano, a richiesta dell'altra Parte, comparire come esperti o testimoni nel corso di procedimenti giudiziari intentati nel territorio della Parte richiedente per infrazioni doganali, producendo anche, se autorizzati, oggetti o documenti. Mentre la richiesta dovrà precisare il procedimento e la qualità in cui l'agente dovrà parteciparvi, la Parte richiesta potrà accompagnare l'autorizzazione con la precisazione dei limiti entro i quali i propri agenti dovranno contenersi nelle loro deposizioni.
Funzionari di una delle due Parti, con il consenso e le eventuali condizioni dell'altra Parte, possono (articolo 16) consultare documenti, farne copia e assistere a indagini, nel territorio della Parte adita, su infrazioni doganali di proprio interesse.
Per l'articolo 12, le informazioni ottenute grazie all'applicazione dell'Accordo potranno essere utilizzate solo per gli scopi da esso previsti, e potranno essere comunicate ad organi diversi da quelli contemplati solo con il consenso della Parte che le ha trasmesse. Il comma 3 fa eccezione alle restrizioni contenute nell'articolo 12, per quanto concerne le informazioni e i documenti su infrazioni doganali connesse con traffici di stupefacenti e sostanze psicotrope, che, si specifica peraltro, «possono esser comunicate solamente alle altre autorità direttamente coinvolte nella lotta al traffico illecito di droga». Vengono però espressamente salvaguardati gli obblighi informativi dell'Italia verso la Comunità europea e gli altri Stati membri.
Rileva il disposto dell'articolo 13, per il quale ai dati personali comunicati nel quadro della collaborazione prevista, deve essere assicurata dalle Parti una protezione almeno pari a quanto previsto dall'Allegato, che costituisce parte integrante dell'Accordo stesso.
L'articolo 21 contempla casi di mancata concessione dell'assistenza amministrativa, possibile quando da essa potrebbe derivare pregiudizio per interessi vitali della Parte adita, o anche contrasto con norme di legge nazionali.
I costi derivanti dall'attuazione dell'Accordo, in base all'articolo 18, vengono sostenuti in proprio dalle due Amministrazioni doganali, salvo quelli per indennità da versare a esperti o testimoni, o a interpreti e traduttori, che ricadono sulla Parte richiedente.
L'articolo 19 istituisce una Commissione mista italo-jugoslava a livello di vertici delle rispettive amministrazioni doganali (o eventualmente di loro rappresentanti), la quale si riunirà a richiesta di una delle due Parti, allo scopo di seguire l'attuazione dell'Accordo e comporre eventuali controversie in merito ad esso: queste ultime, in mancanza di intesa, verranno risolte per via diplomatica. Le Parti si riservano la facoltà, a richiesta o dopo cinque anni dall'entrata in vigore, di riesaminare congiuntamente l'Accordo.
L'articolo 23 prevede che la durata dell'Accordo è illimitata, salvo denuncia di una delle Parti inoltrata per via diplomatica, che avrà effetto tre mesi dopo la notifica, ma non sui procedimenti in corso, che saranno comunque completati.
L'articolo 24, infine, stabilisce che alla data di entrata in vigore dell'Accordo in


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esame decadrà l'Accordo italo-jugoslavo nella stessa materia firmato a Belgrado il 10 novembre 1965.
In conclusione, auspica una rapida approvazione del disegno di legge in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO raccomanda una sollecita approvazione del provvedimento in titolo.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I e V.

Nessuno chiedendo di intervenire per dichiarazioni di voto, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo mutua assistenza amministrativa Italia-Azerbaijan sulle infrazioni doganali.
C. 6316 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Gian Paolo LANDI di CHIAVENNA (AN), relatore, illustra il provvedimento in titolo, volto ad autorizzare la ratifica dell'Accordo di cooperazione doganale tra Italia e Azerbaijan, precisando che esso ha contenuto parzialmente analogo al precedente Accordo, di cui al disegno di legge C. 6312, testé esaminato.
L'Accordo si inserisce nel contesto del partenariato di Baku con l'Unione europea, sancito dall'Accordo di cooperazione ormai in vigore dal 1o luglio 1999 (l'Italia lo ha ratificato con la legge 23 marzo 1998, n. 97): l'Accordo in esame tratta della cooperazione doganale all'articolo 67 e in un Protocollo annesso, relativo alla reciproca assistenza amministrativa tra le autorità doganali.
L'Accordo italo-azero sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa nel settore doganale, firmato il 24 febbraio 2005 a Roma, si compone di un Preambolo, 24 articoli e un Allegato concernente i principi fondamentali in materia di protezione di dati personali: esso corrisponde in diversi punti al Protocollo di cui sopra già in vigore tra UE e Azerbaijan, secondo un modello oramai pressoché standardizzato di questa specie di Accordi.
Nel Preambolo dell'Accordo si evidenzia, tra i vari aspetti e motivi della cooperazione doganale, quello della lotta ai traffici illeciti di stupefacenti, anche con un esplicito richiamo alle pertinenti Convenzioni delle Nazioni Unite.
Per quanto riguarda il contenuto dell'articolato, si richiama, per le parti in comune con l'Accordo con l'Unione Serbia Montenegro, a quanto già illustrato in occasione dell'esame del disegno di legge C. 6312.
Infine, fa presente che l'Accordo in esame, una volta ratificato, contribuirà a razionalizzare l'interscambio commerciale con l'Azerbaijan, Paese che offre notevoli opportunità di investimento anche per le imprese italiane.
Raccomanda pertanto una rapida approvazione del provvedimento in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO raccomanda una sollecita approvazione del provvedimento in titolo.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, V e VI.

Nessuno chiedendo di intervenire per dichiarazioni di voto, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.


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Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo mutua assistenza amministrativa Italia-Iran sulle infrazioni doganali.
C. 6315 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Gian Paolo LANDI di CHIAVENNA (AN), relatore, illustra il provvedimento in titolo, volto a ratificare l'Accordo italo-iraniano sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa nel settore doganale, firmato l'11 ottobre 2004 a Teheran, richiamandosi, per le parti comuni ai precedenti Accordi di analoga materia con l'Unione Serbia-Montenegro e con l'Azerbaijan, come illustrati in sede di esame dei disegni di legge C. 6312 e C. 6316.
A conclusione dell'illustrazione, fa presente che le relazioni fra Italia e Iran, così come quelle fra l'Iran e il resto del mondo occidentale, attraversano un difficile momento storico e politico, dovuto al programma nucleare recentemente intrapreso dal Governo di Teheran.
Benché l'Accordo in esame sia limitato al settore della mutua assistenza amministrativa in materia di infrazioni doganali, tuttavia non può esimersi dal manifestare le proprie forti preoccupazioni per la politica intrapresa dal governo teocratico iraniano in questi ultimi mesi. Ciononostante ritiene che il disegno di legge C. 6315 debba essere in ogni caso approvato dalla Commissione, nell'auspicio che anche lo sviluppo della cooperazione nel campo delle politiche doganali e fiscali possa contribuire ad allentare la tensione e sviluppare la democrazia iraniana.
Ferme restando pertanto le prerogative delle Nazioni Unite e nella speranza che la diplomazia possa ancora prevalere in questo difficile contesto, ribadisce ancora una volta il grave pericolo rappresentato dall'atteggiamento dell'Iran di fronte alla comunità internazionale in questi ultimi mesi e manifesta le proprie difficoltà a dare credito al Governo di Teheran con la conclusione di questo Accordo.
Nonostante questo, si dichiara favorevole a concludere l'esame parlamentare del disegno di legge in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO, nel condividere le preoccupazioni manifestate dal relatore in merito alla politica intrapresa dal Governo iraniano con il suo programma nucleare e assicurando che il Governo segue con attenzione, in sintonia con l'Unione europea, l'evoluzione della crisi internazionale iraniana, raccomanda tuttavia l'approvazione del disegno di legge in esame, anche considerato che l'Italia rappresenta il primo partner commerciale dell'Iran.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, V e VI.

Marco ZACCHERA (AN), intervenendo a titolo personale per dichiarazione di voto, dichiara di condividere le preoccupazioni del relatore, ma, a differenza di questi, ritiene inopportuno approvare il disegno di legge in titolo, considerati anche i gravi fatti che hanno interessato in questi giorni alcune ambasciate straniere a Teheran, danneggiate dall'ingiusta e violenta reazione iraniana.
In merito ai contenuti dell'Accordo in esame, fa presente che la protezione dei dati personali cui fa riferimento l'Allegato all'accordo, appare del tutto insufficiente rispetto agli standard occidentali. Anche per questa ragione, è quanto mai importante, a suo giudizio, lanciare un segnale politico all'Iran, dilazionando la ratifica dell'Accordo in esame.
Preannuncia pertanto la propria astensione dal voto sul provvedimento in titolo.

Gustavo SELVA, presidente, precisa che l'autorizzazione alla ratifica è uno dei


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poteri di controllo più pregnanti di cui dispone il Parlamento nei confronti del Governo e che l'esercizio di tale potere è sufficiente a bloccare la ratifica di un accordo internazionale.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Accordo Italia-Israele in materia di cooperazione nel campo della sicurezza delle reti.
C. 6285 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 6 febbraio scorso.

Gustavo SELVA, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, V e X.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica Protocollo che modifica la Convenzione EUROPOL e il Protocollo sui privilegi e immunità del personale EUROPOL.
C. 6314 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), relatore, illustra il disegno di legge in titolo, premettendo che la Convenzione istitutiva dell'Ufficio europeo di polizia (EUROPOL), basata sull'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea (UE) fatta a Bruxelles il 26 luglio 1995 e ratificata dall'Italia ai sensi della legge 23 marzo 1998, n. 93, è stata poi integrata dal Protocollo relativo ai privilegi e alle immunità del predetto Ufficio, dei suoi membri e agenti, fatto a Bruxelles il 19 giugno 1997 e ratificato dall'Italia ai sensi della legge 7 giugno 1999, n. 182.
Il disegno di legge in esame reca l'autorizzazione alla ratifica di un ulteriore Protocollo integrativo del 2002, che modifica la citata Convenzione e, inserendosi nel quadro dell'azione di potenziamento dell'EUROPOL quale strumento operativo per la cooperazione di polizia tra gli Stati membri dell'Union europea, introduce nuove disposizioni concernenti le squadre investigative comuni costituite presso i Paesi partners. Infatti, la possibilità per l'EUROPOL di partecipare a tali squadre investigative comuni è di particolare rilievo per l'attività di contrasto a specifiche fattispecie criminose, soprattutto ai fini della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.
Il Protocollo di cui si chiede la ratifica prevede la partecipazione, con funzioni di supporto, degli agenti dell'EUROPOL alle squadre investigative comuni nei casi in cui i reati oggetto d'indagine rientrino nelle competenze dello stesso Ufficio europeo di polizia. Nel dettaglio, il documento in esame precisa che gli agenti dell'EUROPOL possono prestare assistenza e scambiare informazioni con tutti i membri della squadra investigativa comune interessata all'indagine. Vengono quindi definite le modalità di tale collaborazione, specificando che la partecipazione in questione verrà attuata sotto il profilo amministrativo in base a un accordo fra il direttore dell'EUROPOL e le autorità competenti degli Stati membri che costituiranno


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le squadre investigative; viene peraltro esclusa la partecipazione all'espletamento di qualsiasi misura coercitiva.
È altresì introdotta dal Protocollo una nuova disposizione riguardante la possibilità per l'EUROPOL di chiedere alle autorità competenti dei Paesi membri di avviare, svolgere e coordinare indagini in alcune circostanze particolari. Le richieste di apertura delle indagini devono essere esaminate dagli Stati interessati, i quali sono poi tenuti a comunicare all'EUROPOL le conseguenti decisioni. Si stabilisce inoltre che di tali richieste d'indagine debba essere informata anche Eurojust, l'unità di cooperazione giudiziaria istituita in ambito Unione europea nel 2002.
Aggiunge, infine, che altri articoli del Protocollo disciplinano la responsabilità civile per eventuali danni causati da membri dell'EUROPOL a seguito della loro partecipazione alle squadre investigative comuni e il ruolo del consiglio di amministrazione del medesimo Ufficio europeo in relazione alla decisione di collaborare all'attività delle squadre in questione, nonché l'applicazione di privilegi e immunità ai suoi membri in presenza di atti ufficiali compiuti in occasione della citata partecipazione. Non sono invece previsti dal disegno di legge particolari oneri finanziari, dal momento che l'Italia già finanzia le attività dell'EUROPOL attraverso un contributo obbligatorio stabilito in sede di stipula della relativa Convenzione.
Raccomanda pertanto una rapida approvazione del provvedimento in titolo.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO raccomanda una sollecita approvazione del provvedimento in titolo.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I, V e XIV.

Ramon MANTOVANI (RC), intervenendo per dichiarazioni di voto sul disegno di legge C. 6314, anticipando considerazioni che valgono anche per il successivo disegno di legge C. 6317, ricorda che il suo gruppo politico è stato sempre contrario alla creazione di EUROPOL, in quanto si tratta di una «superpolizia» i cui poteri risultano sottratti ad ogni forma di controllo politico e giudiziario. Ricorda altresì che analoghe obiezioni sono state sollevate in passato, nel corso dell'esame di disegni di legge analoghi a quelli in esame, non soltanto dal suo gruppo politico, ma anche da rappresentanti della maggioranza.
In particolare, fa presente che, in materia di raccolta ed archiviazione di dati da parte di EUROPOL, risulta che milioni di cittadini appartenenti all'Unione europea sono stati schedati sulla base di indagini illecite, senza che fosse garantita un'adeguata protezione dei dati personali relativi alle opinioni politiche, agli orientamenti religiosi, ai modelli di consumo.
Fa presente che i Protocolli di cui ai disegni di legge C. 6314 e C. 6317 garantiscono l'immunità per i funzionari di EUROPOL per quanto concerne eventuali illeciti riguardanti sia il trattamento di dati, sia in materia di perquisizioni, sequestri e confische. Se ne deduce che i funzionari di EUROPOL possono violare le legislazioni degli Stati europei senza che sia esercitato un dovuto controllo sul loro operato; lo stesso Eurojust, menzionato dalla relatrice, non esercita poteri di controllo né di inibizione rispetto all'azione di questi funzionari, i quali godono di immunità e privilegi che non vengono accordati nemmeno ai parlamentari.
In particolare, per quanto riguarda la gestione degli archivi automatizzati, precisa che tali archivi non sono sottoposti al controllo del presidente del consiglio di amministrazione, ma a quello del direttore di EUROPOL, il quale assomma in sé poteri e facoltà «dittatoriali», incluso il potere di decidere se un reato commesso da un funzionario di EUROPOL rientri nell'ambito dell'attività istituzionale di EUROPOL e dunque sia coperto da immunità. Censura allo stesso modo analoghe deroghe previste a favore del direttore di EUROPOL in tema di trasmissione dei dati


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personali raccolti, come pure la facoltà, attribuita allo stesso direttore, di rimuovere la protezione dei dati stessi.
Per tutte queste ragioni preannuncia il suo voto fermamente contrario sul disegno di legge in titolo, nonché sul successivo disegno di legge C. 6317.

Valdo SPINI (DS-U), sottolineando la necessità che l'azione coordinata dell'Unione europea di contrasto alla criminalità sia credibile ed efficace, pur dotandosi delle adeguate garanzie a tutela dei cittadini e per la sicurezza degli stessi, preannuncia il proprio voto favorevole sul disegno di legge in titolo, nonché, per analoghi motivi, sul successivo disegno di legge C. 6317.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Sui lavori della Commissione.

Gustavo SELVA, presidente, propone di passare all'esame, congiuntamente con la II Commissione, del disegno di legge C. 6230. Avverte che l'esame dei restanti disegni di legge all'ordine del giorno riprenderà al termine della seduta congiunta.

La Commissione concorda.

La seduta, sospesa alle 15,10, riprende alle 16.

Ratifica Protocollo di modifica della Convenzione EUROPOL.
C. 6317 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), relatore, illustra il Protocollo in esame, che ha lo scopo di potenziare il ruolo di Europol e di permetterne un più efficace funzionamento in quanto ufficio di coordinamento delle polizie nazionali, che svolge una funzione operativa di sostegno nei confronti di queste ultime.
Il Protocollo si compone di cinque articoli, il primo dei quali modifica alcuni articoli della Convenzione, nonché l'Allegato che reca l'elenco di altre forme di criminalità grave oltre a quelle previste dall'articolo 2.
Il punto 1) dell'articolo 1 del Protocollo in esame sostituisce integralmente l'articolo 2 della Convenzione istitutiva di Europol, ampliandone gli obiettivi.
Il paragrafo 1 del nuovo articolo 2 stabilisce che l'obiettivo di Europol è quello di migliorare l'efficacia delle polizie nazionali e la loro cooperazione per prevenire e contrastare le forme gravi di criminalità internazionale nel caso in cui siano coinvolte organizzazioni criminali e siano danneggiati almeno due Stati membri. Le forme gravi di criminalità internazionale sono, ai sensi della Convenzione: i reati nell'ambito di attività terroristiche che costituiscono reati contro la vita, l'incolumità fisica, la libertà personale o la proprietà, il traffico di droga, le attività di riciclaggio, il traffico di materie nucleari, il traffico di clandestini, la tratta di esseri umani, il traffico di veicoli rubati e altre forme di criminalità elencate nell'Allegato.
Secondo il paragrafo 2 dell'articolo 2, le priorità di Europol saranno stabilite dal Consiglio, su proposta del consiglio di amministrazione.
Il paragrafo 3 stabilisce che la competenza di Europol per una forma di criminalità comprende i reati ad essa connessi ma esclude i reati presupposto delle attività illecite di riciclaggio di denaro.
Il punto 2) interviene sull'articolo 3 della Convenzione, sostituendone il paragrafo 3 e aggiungendo un nuovo paragrafo (numero 4).


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Con la modifica relativa al paragrafo 3 vengono previste nuove modalità di assistenza di Europol nei confronti degli Stati membri (formazione dei membri e organizzazione e equipaggiamento dei servizi competenti; metodi di prevenzione dei reati; metodi di polizia tecnica e scientifica e metodi di indagine).
L'aggiunta del paragrafo 4, invece, mira ad attribuire ad Europol il ruolo di punto di contatto tra l'UE e i paesi terzi in materia di lotta alla falsificazione dell'euro.
Il punto 3) modifica l'articolo 4 della Convenzione relativo alle funzioni delle unità nazionali designate da ciascuno Stato membro, che costituiscono l'organo di collegamento tra Europol e i servizi nazionali competenti.
Con la sostituzione del paragrafo 2 dell'articolo 4 della Convenzione vengono consentiti, ad alcune condizioni, contatti diretti tra i servizi nazionali competenti ed Europol, senza quindi l'intervento dell'unità nazionale che, tuttavia, è informata da Europol in merito a tutte le informazioni scambiate con i servizi nazionali competenti.
Viene modificato il paragrafo 5 dell'articolo 4 della Convenzione nella direzione di specificare che l'esercizio delle responsabilità spettanti agli Stati membri riguarda quelle relative al mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza interna.
Viene sostituito il paragrafo 7 dell'articolo 4 della Convenzione per dare un carattere di periodicità alle riunioni dei capi delle unità nazionali dirette ad assistere Europol.
Il punto 4) inserisce l'articolo 6bis nella Convenzione che autorizza Europol al trattamento di dati al fine di decidere se tali dati sono di sua pertinenza e se possano essere inseriti nel database delle informazioni gestito da Europol.
Il punto 5) modifica l'articolo 9 della Convenzione.
Per rendere possibile la modifica di cui al punto successivo, viene sostituita la prima frase del paragrafo 1, al fine di sottrarre alle unità nazionali, agli ufficiali di collegamento, al direttore, ai vicedirettori e agli agenti autorizzati, l'esclusività del diritto di introdurre e richiamare dati dal sistema di informazione.
Viene quindi aggiunto il paragrafo 4 per consentire la consultazione del sistema di informazione di Europol anche ai servizi nazionali competenti, al solo fine di sapere se le informazioni richieste sono contenute nel database e per potersi, in tal caso, rivolgere alla propria unità nazionale.
Il punto 6) modifica l'articolo 10 della Convenzione in materia di rilevamento, trattamento e uso di dati di carattere personale.
Viene modificata la parte introduttiva del paragrafo 1 per adeguarla alla nuova formulazione dell'articolo 2.
Viene sostituito il punto 1) del paragrafo 2 e viene aggiunto un nuovo comma dopo il punto 2) del paragrafo 2). Le due modifiche vanno lette congiuntamente perché mirano entrambe ad autorizzare i soli analisti all'introduzione (e alla modifica) di dati negli archivi di dati personali - come del resto già in precedenza - ma autorizzano tutti i partecipanti al gruppo di analisi costituito per la raccolta dei dati destinati agli archivi personali alla loro consultazione.
Viene sostituito il paragrafo 5 al fine di stabilire che i dati raccolti interrogando altri archivi, nel quadro di strumenti giuridici internazionali o dell'UE, possono essere utilizzati nel rispetto delle disposizioni di tali strumenti giuridici.
Con la modifica del paragrafo 8 la diffusione o l'utilizzazione dei dati comunicati ad Europol è decisa dallo Stato membro che li trasmette.
Alla fine dell'articolo 10 viene aggiunto il paragrafo 9 che disciplina la partecipazione di esperti di Stati non membri o di organismi terzi alle attività di un gruppo di analisi e ne stabilisce le condizioni, prima fra tutte l'esistenza di un accordo tra Europol e lo Stato o l'organismo terzo.
Il punto 7) sostituisce l'articolo 12 della Convenzione sulla decisione costitutiva degli archivi automatizzati contenenti dati personali che, con la nuova formulazione,


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non è più sottoposta al parere del consiglio di amministrazione, il quale ne verrà semplicemente informato, al pari dell'autorità di controllo; il consiglio di amministrazione può, tuttavia, incaricare il direttore di Europol di modificare una decisione costitutiva o di chiudere un archivio.
Il nuovo articolo 12 stabilisce anche che gli archivi hanno una durata di tre anni, rinnovabile, in alcuni casi, seguendo la stessa procedura utilizzata per la costituzione di un nuovo archivio.
Il punto 8) sostituisce l'articolo 16 della Convenzione, contenente disposizioni relative ai controlli. L'articolo 16, così come riformulato, prevede che Europol stabilisca sistemi di controllo della legittimità dei richiami effettuati nell'ambito del sistema informatizzato di raccolta di informazioni.
Il punto 9) integra l'articolo 18 della Convenzione, sulla trasmissione di dati da parte di Europol a Stati e organismi terzi, che può essere effettuata da quando sussistano determinate condizioni. La modifica in esame prevede una deroga alla garanzia di un adeguato livello di protezione dei dati da parte dello Stato o organismo ricevente in alcuni casi eccezionali, a discrezione del direttore di Europol, quando egli ritenga indispensabile la trasmissione dei dati in questione.
Il punto 10) modifica l'articolo 21, paragrafo 3, della Convenzione, stabilendo che la necessità di prolungare ulteriormente (rispetto ad una precedente prima proroga disciplinata dal paragrafo2) la conservazione di dati di carattere personale è esaminata annualmente ma non può superare il periodo di esistenza degli archivi.
Il punto 11) aggiunge un paragrafo all'articolo 22 della Convenzione, al fine di estendere le disposizioni comuni per il trattamento delle informazioni, contenute nel Titolo IV, anche ai dati contenuti nei dossier dell'Europol.
Con la modifica operata dal punto 12) sull'articolo 24, paragrafo 6, della Convenzione, il Parlamento europeo diviene destinatario - insieme al Consiglio - delle relazioni redatte periodicamente dall'autorità di controllo comune.
Il punto 13) sopprime il riferimento al Titolo VI del Trattato sull'Unione europea, consentendo così ad Europol di concludere accordi con Stati od organismi terzi sulla sola base delle norme adottate dal Consiglio, nel rispetto della Convenzione.
Il punto 14) modifica l'articolo 28 della Convenzione che disciplina il consiglio di amministrazione, integrandone le funzioni a seguito delle modifiche apportate alla Convenzione dal Protocollo in esame.
Con la sostituzione del punto 1) del paragrafo 1, il consiglio di amministrazione collabora nella fissazione delle priorità di Europol riguardo il contrasto e la prevenzione delle gravi forme di criminalità internazionale definite dall'articolo 2, paragrafo 2 della Convenzione;

si inseriscono i punti 3-bis e 4-bis che prevedono il primo la collaborazione del consiglio di amministrazione alla fissazione delle condizioni di trattamento dei dati per stabilire se sono pertinenti ai compiti di Europol (v. articolo 6bis) e il secondo la sua deliberazione ai fini della partecipazione di esperti alle attività di un gruppo di analisi (v. articolo 10, paragrafo 9);

il punto 7) è sostituito per renderlo compatibile con la modifica apportata al paragrafo 3 dell'articolo 12, il quale prevede che il consiglio di amministrazione possa chiedere al direttore di Europol di modificare una decisione costitutiva di un archivio o anche di chiuderlo;

viene inserito il punto 14bis che, in coordinamento con il successivo articolo 32bis, anch'esso introdotto dal presente Protocollo, stabilisce che il consiglio di amministrazione adotta le norme che disciplinano l'accesso ai documenti di Europol;

analogamente, il punto 22 viene sostituito per tenere conto della modifica operata all'articolo 43 della Convenzione in materia di modifica della Convenzione stessa;


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il paragrafo 10, sostituito, prevede che il consiglio di amministrazione adotti ogni anno, all'unanimità, una relazione sulle attività svolte da Europol nell'anno precedente ed una su quelle previste per il futuro, che presenterà al Consiglio.

Il punto 15) integra il paragrafo 3 dell'articolo 29 della Convenzione, relativo al Direttore di Europol.
La modifica apportata mira ad inserire tra le responsabilità del Direttore anche l'invio periodico al consiglio di amministrazione di informazioni aggiornate sull'attuazione delle priorità di Europol.
Il punto 16) interviene sul paragrafo 1 dell'articolo 30 della Convenzione, relativo allo status del personale di Europol, facendo salvo l'intero Trattato sull'Unione europea e non più il solo titolo VI ( si intende in sostanza chiarire come l'articolo 30, paragrafo 1, in questione non incida su alcuna disposizione del Trattato).
Il punto 17) inserisce l'articolo 32bis che stabilisce che le norme sul diritto di accesso ai documenti di Europol sono adottate dal consiglio di amministrazione, tenendo conto dei principi cui si informano i regolamenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sullo stesso argomento.
Il punto 18) sostituisce integralmente l'articolo 34 della Convenzione, che disciplina il ruolo del Parlamento europeo, prevedendo in particolare i casi in cui è obbligatoria la sua consultazione.
Il punto 19) integra il paragrafo 4 dell'articolo 35 della Convenzione, in materia di bilancio. Con la modifica introdotta, il piano finanziario quinquennale adottato dal consiglio di amministrazione viene trasmesso al Consiglio e, da quest'ultimo, anche al Parlamento europeo.
Il punto 20) modifica l'articolo 39, paragrafo 4, della Convenzione stabilendo che la competenza delle giurisdizioni degli Stati membri a giudicare sulle controversie che coinvolgono Europol deve essere determinata in base al regolamento (CE) n. 44/2001 che concerne la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
Il punto 21) aggiunge il paragrafo 3 all'articolo 42 della Convenzione, in materia di relazioni con gli Stati e gli organismi terzi. Il nuovo paragrafo prevede una collaborazione tra Europol ed Eurojust sulla base di un accordo che, al momento della stesura del Protocollo in esame non era ancora stato siglato, ma che è stato successivamente concluso (il 9 giugno 2004) e che prevede una stretta cooperazione tra i due organismi tenendo conto dei rispettivi obiettivi e della necessità di evitare un doppio sforzo.
Con il punto 22) viene modificato l'articolo 43 che disciplina la modifica della Convenzione. Viene eliminato il riferimento all'articolo K1, punto 9 (del TUE) e viene attribuita ad una decisione del Consiglio, previa discussione del consiglio di amministrazione, la facoltà di modificare l'allegato alla Convenzione per aggiungere nuove forme di criminalità internazionale o modificarne le definizioni.
Infine, il punto 23) modifica l'allegato e, innanzitutto, il suo titolo: viene infatti ora attribuita ad Europol la competenza sulle forme di criminalità internazionale in esso contenute - in aggiunta a quelle già contemplate dall'articolo 2, paragrafo 1 - rendendo in tal modo più incisivo il ruolo dell'Ufficio che, in precedenza, avrebbe solo «potuto occuparsi» di tali forme di criminalità. L'elenco in quanto tale rimane identico.
Oltre a modifiche che rispondono alla necessità di coordinare le norme dell'allegato con alcune modifiche apportate all'articolato della Convenzione, il punto 23) inserisce la definizione di traffico illecito di droga, con il quale si intendono i reati di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, fatta a Vienna il 20 dicembre 1988, e successive modificazioni.
L'articolo 2 del Protocollo concerne disposizioni per l'adozione dello stesso da parte degli Stati membri in base alle


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rispettive procedure costituzionali, nonché per la notifica di essa e per l'entrata in vigore.
L'articolo 3 del Protocollo stabilisce che se il Protocollo in esame entra in vigore prima del Protocollo del 30 novembre 2000, che modifica l'articolo 2 della Convenzione Europol e l'allegato, quest'ultimo Protocollo è abrogato. Alla data odierna il Protocollo in questione non risulta ancora in vigore.
L'articolo 4 del Protocollo detta le procedure per l'adesione al Protocollo in esame da parte di Stati che divengano successivamente membri dell'Unione.
Infine, l'articolo 5 del Protocollo individua nel Segretario Generale del Consiglio UE il depositario del Protocollo, che ne cura altresì la gestione per quanto concerne le informazioni correlate.
Conclusivamente, raccomanda l'approvazione del disegno di legge in esame.

Il sottosegretario Giuseppe DRAGO raccomanda una sollecita approvazione del disegno di legge in esame.

Gustavo SELVA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I e V.

Nessuno chiedendo di intervenire per dichiarazioni di voto, la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul disegno di legge C. 6317. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Gustavo SELVA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 16.10.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Ratifica Protocollo addizionale alla Convenzione-quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali e norme di adeguamento.
C. 6168 Governo e C. 4443 Zeller.

Ratifica Accordo Italia-Cina sulla cooperazione scientifica e tecnologica.
C. 5584 Governo, approvato dal Senato.