Doc. IV, n. 3





All'onorevole Presidente
della Camera dei Deputati

Roma

Quest'Ufficio svolge indagini preliminari a carico dell'ufficiale indicato in oggetto, tra l'altro, per il reato di vilipendio alle assemblee legislative in concorso formale (articoli 81, comma 1, del codice penale e 81 del codice penale militare di pace) perché, il 19 ottobre 2000 in Pordenone, nel corso di una intervista televisiva trasmessa dalle ore 21.45 alle ore 22.35 sull'emittente televisiva «Telepordenone» vilipendeva la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica dicendo, tra l'altro, le seguenti frasi: «Sapete adesso cosa succede? Perché io vado qualche volta alla Camera, incontro qualcuno di questi sporcaccioni, di questi cialtroni che mi offendevano, non ne trovo uno che dica io ti ho offeso, ma no forse ti sbagli, forse non hai letto bene, ma nessuno (sorridendo) ti ha chiamato golpista, forse ad un certo punto i giornalisti hanno esagerato, io naturalmente cammino con i giornali in tasca e glieli tiro in faccia, glieli tiro in faccia. Li ho denunciati. Cominciando da D'Alema, Valdo Spini, Mussi, Cossutta, li ho denunciati adesso dovranno andare loro davanti al tri... ai tribunali della Repubblica e dovranno rispondere di reati gravissimi, come la diffamazione, l'attentato ai diritti politici del cittadino, li ho denunciati anche associazione per delinquere perché si sono messi d'accordo contro di me per farmi fuori dalle mie funzioni, vi rendete conto, io sono stato eletto democraticamente dai carabinieri a Presidente del COCER» - ed ancora: «Quando il... ho visto questi cani latrare contro di me, dapprima sono rimasto meravigliato, sono impazziti, sono da manicomio ho pensato io, bisognerebbe aprire un manicomio immediatamente, prendere gran parte dei Deputati e dei Senatori e metterli lì dentro, perché questi si dimenticano che io sono il Presidente del COCER e queste cose le posso dire. Però ad un certo punto ho visto che invece era un discorso combinato, ecco perché io li ho denunciati per associazione per delinquere».

La prova di quanto sopra si desume dall'originale della videocassetta e della relativa trascrizione effettuata a cura dei CC del Comando Provinciale di Pordenone.
L'avvenuta trasmissione dell'intervista costituisce poi fatto notorio.
Il reato è perseguibile a richiesta «dell'Assemblea contro la quale il vilipendio è diretto», come si desume dall'articolo 313 del codice penale; il quale appare applicabile oltre che al reato comune di cui all'articolo 290 del codice penale, anche alla ipotesi «parallela» di cui all'articolo 81, comma 1, del codice penale militare di pace, qualora il fatto sia commesso da militare.
Ciò posto, si trasmettono gli atti in copia autentica affinché il competente Organo si pronunci in merito all'autorizzazione a procedere necessaria per la perseguibilità del reato in parola ai sensi dell'articolo 313 del codice penale, come sostituito dall'articolo 2 della legge 11 novembre 1947 n. 1317, che appare applicabile anche al reato previsto e punito dall'articolo 81 del codice penale militare di pace, qualora da un militare sia vilipesa un'Assemblea Legislativa.

Il procuratore militare della Repubblica
Dr. Maurizio Block


Frontespizio