Doc. IV-ter, n. 12-A




Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità relativa a un procedimento civile avanzata dal tribunale di Brescia e concernente il deputato Vittorio Sgarbi. Questi è stato citato in giudizio dalla dottoressa Giovanna Ichino, magistrato milanese, per dichiarazioni rese nel corso di un'intervista rilasciata nel corso della trasmissione televisiva Iceberg al dott. Daniele Vimercati e mandata in onda da Telelombardia i giorni 17 dicembre 2001 e 4 febbraio 2002.
In particolare la dottoressa Ichino lamenta di essere stata colpita dall'accusa rivoltale dallo Sgarbi di dilapidare pubbliche risorse nel disporre intercettazioni e microspie a carico in particolare di Pippo Baudo.
Nell'atto di citazione, allo Sgarbi viene contestato di aver sostenuto che: «i soldi li buttano via in questo modo. Tale Ichino ha fatto registrare le telefonate e tutta l'azione di microspie per Pippo Baudo con Ron. Pippo Baudo ... questo è avvenuto spendendo centinaia di mil ... L'argomento è che sperperando i soldi dello Stato e i nostri soldi per fare inchieste senza fondamento ... Mi devi spiegare ... perché la Ichino ha messo le microspie per indagare quello che dice Ron a Pippo Baudo è una cosa intollerabile ... Hanno messo le microspie a Sanremo ... l'argomento è ... i soldi spesi dai magistrati in inchieste sbagliate».
La Giunta ha esaminato la vicenda nella seduta del 2 febbraio 2005. Nel corso dell'esame è emerso innanzitutto che l'accusa, in punto di fatto, si rivela almeno in parte errata. Ma la questione che la Giunta è parsa doversi porre è se la denuncia di uno spreco di denaro pubblico mediante iniziative del genere costituisca o meno esercizio della funzione parlamentare. La risposta è positiva. Il parlamentare deve considerarsi nell'esercizio della sua funzione comunque e dovunque, salvo la prova del contrario. Tuttavia la giurisprudenza costituzionale in materia richiede l'esistenza di un nesso con la funzione parlamentare dell'espressione di opinioni per le quali voglia farsi valere la prerogativa di cui al primo comma dell'articolo 68 della Costituzione. Ebbene, tale nesso si rinviene nella circostanza che lo Sgarbi fu intervistato proprio in quanto parlamentare.
È vero infatti che il deputato Enrico Nan, appartenente allo stesso gruppo dell'onorevole Sgarbi, in data 11 settembre 2002, presentò una proposta di legge (l'a.C. 3145) volta a fissare un obbligo per gli uffici giudiziari di informare periodicamente il ministro della giustizia sulle persone intercettate. Analoga proposta - recante peraltro anche un obbligo d'informazione del ministro al Parlamento - era stata avanzata dal deputato Iannone (anch'egli di Forza Italia) il 12 giugno 2002 (a.C. 2856). Va osservato ancora che in data 25 luglio 2002, il deputato Osvaldo Napoli (unitamente ad altri deputati di Forza Italia) aveva presentato una proposta di legge istitutiva di una Commissione d'inchiesta sull'uso delle intercettazioni telefoniche (a.C. 3077), proprio sul presupposto di un preteso abuso di tale strumento. Se ne può concludere che l'intervento dell'on. Sgarbi nella trasmissione televisiva predetta non sia stato altro che un momento di tale ridestato interesse di diversi parlamentari per l'argomento della captazione di conversazioni telefoniche.
In conclusione, considerato che il tema oggetto della questione in esame è stato certamente all'attenzione di un ampio dibattito parlamentare e tenuto conto delcarattere interamente politico delle argomentazioni portate dall'onorevole Sgarbi, la Giunta all'unanimità invita l'Assemblea a deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari.

Aurelio Gironda Veraldi, relatore


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