Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 627 del 17/5/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5373)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, anche in questo caso si tratta di una ratifica che ha come prima proposta un'iniziativa parlamentare. Solo dopo - purtroppo molto dopo - è stato presentato un disegno di legge da parte del Governo.
Si tratta della ratifica della Convenzione europea sul paesaggio, sottoscritta a Firenze, che può forse aiutarci a tutelare ed a valorizzare meglio le risorse paesaggistiche italiane concependole non solo come singoli beni, ma come ecosistemi di paesaggio, in integrazione con altri beni culturali, artistici ed architettonici.
Si tratta di una ratifica importante. Nella nostra proposta di legge era presente anche una delega al Governo, che lo invitava a rivedere le formulazioni e le disposizioni contenute nel cosiddetto codice Urbani. Abbiamo la sensazione che una parte del testo della Convenzione europea non sia molto coerente con l'impostazione data dall'attuale Governo e dall'attuale ministro per i beni e le attività culturali alle questioni relative al paesaggio.
Ci auguriamo sia possibile, dopo aver ratificato tale Convenzione, riesaminare l'intera materia. Come lei sa, non abbiamo condiviso, in particolare in Commissione cultura alla Camera, il testo di quel codice. Dunque, ci auguriamo sia possibile - forse nei prossimi mesi, certamente nella prossima legislatura - dare un quadro coerente


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all'insieme della normativa volta a tutelare ed a valorizzare il paesaggio italiano ed europeo.

MARCO ZACCHERA, Relatore per la III Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA, Relatore per la III Commissione. Signor Presidente, come relatore, anche a nome della collega Raffaella Mariani che oggi non può essere presente, vorrei sottolineare, come ha fatto giustamente poco fa il collega Calzolaio, l'importanza del provvedimento in esame.
Per la prima volta viene data una definizione di paesaggio che ritroveremo anche in normative future. Il paesaggio è inteso come un'area percepita dalla popolazione, il cui carattere è risultante dall'azione e dall'interazione di fattori naturali ed umani. Si tratta di un punto importante, e con piacere ho visto che il Governo si è mosso accelerando i tempi e ha recepito alcune proposte di legge presentate dai colleghi. Oggi si può approvare convintamente tale provvedimento, che pone l'Italia in linea con le normative europee in termini di paesaggio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, condivido le considerazioni dei colleghi Calzolaio e Zacchera ed anche quanto detto in sede di discussione sulle linee generali dai colleghi Banti e Perrotta. Intervengo per dire che non a caso tale Convenzione prende l'avvio da un atto tenutosi nella città di Firenze.
Come ci ricorda spesso il Presidente Ciampi - lo ha fatto anche nel recente discorso del 1o maggio -, la concezione del paesaggio, il rapporto tra uomo, ambiente e natura, per l'Italia è un elemento costitutivo dell'identità nazionale. Per tale motivo, è importante che la Convenzione venga ratificata ed applicata.
Dando esecuzione a tale Convenzione, tuteliamo anche uno dei fattori competitivi più straordinari del nostro paese. In realtà, se non fossimo pigri, dovremmo inserire tali elementi nei provvedimenti sulla competitività dell'Italia, oltre che nei provvedimenti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale. Ci auguriamo che ciò accada in un prossimo futuro e che non si debba, invece, procedere con politiche che vanno nella direzione opposta, come le scellerate politiche di sanatoria dell'abusivismo edilizio cui abbiamo dovuto assistere nel corso di questi anni (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Folena. Ne ha facoltà.

PIETRO FOLENA. Signor Presidente, anche il nostro gruppo voterà a favore della ratifica della Convenzione europea sul paesaggio, ratificata fino adesso da sedici Stati, ma entrata in vigore solo in tredici.
Vorrei ricordare, come ha fatto poco fa il collega Realacci, che tale Convenzione è stata sottoscritta nel 2000 ed il provvedimento di ratifica è stato presentato dal Governo con troppo ritardo, un ritardo non casuale.
Leggendo il testo della Convenzione, si capisce benissimo che esso è in evidente contraddizione con l'azione che il Governo ha svolto in questi anni in materia ambientale. Se questa Convenzione è in linea con il principio della tutela del paesaggio, sancito dall'articolo 9 della nostra Costituzione, lo stesso non si può dire dell'azione politica e legislativa del Governo, che per tutta la legislatura ha operato con provvedimenti in evidente contrasto con l'articolo 9 della Costituzione, e quindi anche con la Convenzione oggi al nostro esame.
Si potrebbe dire «meglio tardi che mai», visto che l'attività del Governo è stata molto contraria all'ambiente e alla tutela del paesaggio; addirittura i pur timidi impegni del Protocollo di Kyoto


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sono stati ritenuti pericolosi per lo sviluppo! Quello che il Governo Berlusconi intende per tutela del territorio e dell'ambiente lo abbiamo visto con i condoni edilizi e con quanto previsto nella legge delega in materia ambientale, recentemente approvata in via definitiva. Sono tutte materie che noi, nella prossima legislatura, quando l'Unione sarà al Governo del paese, vogliamo abrogare (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia) per tornare ad avere una legislazione ambientale corretta ed in linea con i principi europei, che oggi con questo voto ratifichiamo (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.

MARCO LION. I Verdi voteranno a favore di questo provvedimento, anche perché lo ritengono un segnale importante rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni nel nostro paese, cioè alle scelte compiute, che sicuramente non hanno fatto bene né al nostro paesaggio, né al nostro ambiente.
L'Italia ha adottato a livello internazionale numerose disposizioni legislative a tutela dell'ambiente e del paesaggio che sono state utilizzate da altri paesi. Non è un caso che per più di un sessantennio lo Stato italiano, con la legge n. 1497 del 1939, ha potuto e saputo gestire il proprio territorio e la tutela del paesaggio in un modo che ha largamente oltrepassato il sessantennio.
Purtroppo, in questi anni è avvenuto il contrario. Sono state messe in atto diverse iniziative governative che hanno ulteriormente penalizzato il nostro Belpaese. Si è arrivati addirittura al paradosso di alcuni mesi fa, quando il nostro ministro dell'ambiente e del territorio ha accusato la regione Sardegna di essere responsabile dell'impossibilità per l'Italia di rispettare quanto previsto nel Protocollo di Kyoto; ciò in quanto la regione Sardegna, a nostro avviso giustamente, si sarebbe opposta all'installazione di pale eoliche lungo tutta la sua costa. Era infatti prevista l'installazione di una pala eolica ogni 8 chilometri quadrati di territorio.
Questa ipotesi realizzativa è l'esempio classico di come si possa «ammazzare» un paesaggio, laddove con tale espressione si intende non solamente ammazzare un ambiente e il lavoro dell'uomo sullo stesso nel corso dei millenni, bensì anche ammazzare prospettive economiche che riguardano il futuro di tutti noi. La qualità ambientale e quella del nostro paesaggio renderanno infatti sicuramente molto di più, anche dal punto di vista economico, di altre iniziative estemporanee, come quelle che riguardano il caso della Sardegna (cattedrali nel deserto che nel giro di pochi decenni cadono, comportando oneri sociali altissimi).
Noi Verdi voteremo dunque in senso favorevole su questo provvedimento, che riteniamo importante anche perché proviene dall'Europa. In tale quadro, speriamo che anche in Italia si possa recuperare lo spirito che i nostri costituenti tradussero nell'articolo 9, individuando il paesaggio come uno dei valori fondamentali della nostra Carta costituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Unione).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.

VALDO SPINI. Signor Presidente, intervengo anche come fiorentino, perché nel 2000 fu firmata a Firenze la Convenzione europea sul paesaggio, sulla base della Convenzione sul paesaggio mediterraneo adottata dalle regioni Andalusia e Toscana (si tratta, quindi, di una convenzione proveniente dal basso).
Prendo la parola affinché il Governo assuma un impegno, perché - lo ricordo - siamo nel 2005 e questa Convenzione è stata firmata a Firenze il 20 ottobre del 2000. Non a caso, le iniziative parlamentari sottoscritte dagli onorevoli Calzolaio e Realacci hanno preceduto quella del Governo, nella speranza di essere recepite dallo stesso.


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Spero non sia incongruo e non disturbi nessuno al banco del Governo (mi sembrano tutti intenti a leggere interessanti documenti) se chiedo che lo stesso si impegni per un sollecita approvazione del provvedimento in esame al Senato, perché cinque anni sono veramente troppi per l'attuazione di un atto di questo genere. Per mettere veramente la parola fine su questa ratifica, occorrerebbe che il Senato intervenisse il più velocemente possibile. In questa sede, noi ci impegneremo, ma vorrei che anche il Governo si impegnasse in tal senso, perché non è accettabile che tutto ciò avvenga a fronte di un testo costituzionale che prevede la tutela del paesaggio e che siano stati necessari 5 anni per arrivare alla votazione di tale provvedimento.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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