Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 627 del 17/5/2005
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Discussione del testo unificato delle proposte di legge Molinari; de Ghislanzoni Cardoli ed altri; Losurdo ed altri; Rossiello ed altri; Rocchi: Disciplina dell'agriturismo (817-1085-1198-2596-2635) (ore 17,15).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge di iniziativa dei deputati Molinari; de Ghislanzoni Cardoli ed altri; Losurdo ed altri; Rossiello ed altri; Rocchi: Disciplina dell'agriturismo.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori della Assemblea (Vedi calendario).

(Discussione sulle linee generali - A.C. 817 ed abbinate)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare il relatore, presidente della XIII Commissione (Agricoltura), onorevole de Ghislanzoni Cardoli.
Onorevole de Ghislanzoni, coraggio: capisco che è in corso una devoluzione...

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Signor Presidente, stavo aspettando che i colleghi non interessati alla discussione del provvedimento uscissero dall'aula...

PRESIDENTE. Sta bene, ma ora la prego di iniziare.

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Signor Presidente, per illustrare il provvedimento vorrei fare riferimento alla situazione dell'agricoltura nel nostro paese. Non più tardi di una settimana fa, in quest'aula è stato votato un decreto-legge che affronta le crisi di mercato. Tali crisi, in maniera ormai ricorrente, colpiscono i vari settori che permeano la nostra agricoltura. In tale settore è in corso una crisi legata ad accordi internazionali, mentre siamo in attesa di capire come si concluderà il prossimo vertice del WTO che avrà ulteriori pesanti ripercussioni sull'agricoltura nazionale. In questo momento stiamo riflettendo su come dare nuovi strumenti ed opportunità all'agricoltura. Ebbene, tali strumenti ed opportunità possono anche essere individuati in attività complementari all'esercizio dell'attività agricola, grazie al ruolo multifunzionale che un'azienda agricola moderna deve saper svolgere.
Con questo provvedimento vogliamo riprendere il cammino iniziato venti anni fa con la legge n.730 del 1985, ovvero la


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prima legge in Europa che si preoccupava di normare le forme di agriturismo. Si tratta di una agriturismo attento alle esigenze e alla valorizzazione del territorio, che forse non era sufficientemente apprezzato e goduto dai propri fruitori.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 17,20)

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Tale legge - la prima legge europea in questo settore, come ho ricordato - è stata approvata vent'anni fa, e ha certamente svolto un ruolo fondamentale di valorizzazione del territorio rurale, della tipicità dei fabbricati rurali e delle produzioni tipiche che costituiscono il fiore all'occhiello della nostra agricoltura. Tuttavia, si tratta di una legge datata e le nuove esigenze dei consumatori e dei fruitori di agriturismo richiedono nuove normative anche di carattere fiscale.
Il provvedimento in esame va in tal senso, nell'ottica della valorizzazione dell'agriturismo. Ricordo, al riguardo, che vi è indubbiamente un rinato interesse, anche da parte degli operatori agricoli, verso l'agriturismo. Le varie associazioni agricole riuniscono oltre 14 mila esercizi di agriturismo, che devono essere finalizzati a valorizzare non soltanto la ruralità ma anche la tipicità delle produzioni locali. In questi anni abbiamo avuto modo di riscontrare come alcuni agriturismi fossero esercizi alberghieri o di ristorazione mascherati. Con il provvedimento in esame, intendiamo far sì che vengano tutelati i veri imprenditori agricoli che vogliono avventurarsi su questo percorso. La nuova legge che andiamo ad esaminare ha dunque lo scopo di tutelare gli imprenditori agricoli che intendono intraprendere l'attività di agriturismo, semplificando alcuni adempimenti fiscali e normativi e consentendo la valorizzazione delle produzioni agricole tipiche, di nicchia e di qualità, che devono essere somministrate a tutti coloro i quali usufruiscono dell'agriturismo. Si tratta di una funzione estremamente importante dell'agriturismo in un periodo in cui la presenza di turisti in Italia sta scemando e il nostro paese è sceso dal primo al quarto posto, scavalcato dalla Francia, dalla Spagna e anche dagli Stati Uniti.
Riteniamo pertanto che l'offerta agrituristica possa rispondere anche a quella filosofia di vita che attualmente forse manca in numerose offerte agrituristiche. Gli agriturismi non possono soltanto svolgere attività di ristorazione fornendo prodotti di largo consumo, ma devono essere finalizzati alla valorizzazione delle tipicità di cui è ricco il nostro territorio. Ciò, come ho ricordato, deve essere accompagnato anche dalla valorizzazione dei fabbricati rurali, di cui è costellato il nostro paese, e di un percorso naturalistico che deve essere messo a disposizione di tutti coloro i quali si avvicinano all'agriturismo. Chi vuole praticare l'agriturismo, pratica una filosofia di vita. In tal senso, possiamo recuperare molti fruitori stranieri (ricordo che attualmente gli stranieri costituiscono il 25 per cento dei fruitori di agriturismo).
Sussiste dunque la necessità di approvare una nuova legge, che sia rispettosa delle prerogative regionali tenendo conto delle modifiche del Titolo V della Costituzione, ma che sia in grado di fornire su tutto il territorio nazionale, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, un percorso di identificazione dell'offerta agrituristica comune: una delle lacune della legislazione vigente è costituita proprio dalla mancata identificazione dell'offerta agrituristica, che infatti ha avuto un notevole sviluppo ed impulso in alcune regioni, come il Trentino-Alto Adige, la Toscana e l'Umbria, ma ha notevoli opportunità in altre zone del paese, in cui non vi sono iniziative adeguate.
Riteniamo, con la proposta di legge in esame, di fornire uno strumento in più agli agricoltori - che già si dibattono attraverso crisi di mercato, calamità naturali, crisi di concorrenzialità con gli altri paesi - per valorizzare ulteriormente non soltanto la loro capacità di promozione ma anche un territorio che in tal modo può essere pienamente apprezzato da parte di tutti i fruitori.


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La legge recata dalle proposte al nostro esame è, a mio avviso, articolata, moderna e comprensiva di tutte le aspettative del settore. Mi auguro che nel corso del prosieguo dei lavori, anche attraverso l'attività emendativa, si possano recepire tutti quei miglioramenti atti a rendere più attuale e moderno un testo che ha concluso il proprio iter in Commissione ottenendo larga condivisione e registrando il consenso di quasi tutti gli operatori del settore e di buona parte delle regioni, che hanno già avviato l'attività di riforma dei loro strumenti regionali.
Ritengo, infine, che questa legge quadro potrà costituire la cornice adatta per i regolamenti attuativi di cui si doterà ogni regione, autonomamente ed in piena sovranità.
Signor Presidente, non mi dilungo oltre e demando ogni ulteriore approfondimento al prosieguo del dibattito. Concludo, evidenziando come questa legge potrà rappresentare un ulteriore strumento a disposizione delle imprese agricole (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, mi riservo di intervenire nel prosieguo del dibattito.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, l'agriturismo nel nostro paese ha conosciuto, e conosce tuttora un trend di crescita molto positivo. Questa attività per molte aziende agricole è diventata un notevole sostegno al reddito. Si tratta di uno strumento culturale capace di attrarre giovani imprenditori, rendendoli così più motivati a proseguire la loro attività nelle aziende. Inoltre, l'agriturismo rappresenta un sistema per promuovere e valorizzare le produzioni tipiche, per creare nel territorio gli strumenti di aggregazione e integrazione fra settore agricolo, beni culturali ed ambientali, territorio e artigianato e turismo.
L'agriturismo è oggi regolamentato a livello nazionale dalla legge n. 730 del 1985: una normativa che ha esplicato i suoi effetti in un quadro costituzionale di rapporto fra poteri di Stato e regioni che, nel periodo di vigenza, ha subito notevoli trasformazioni. Tutte le regioni italiane, già da tempo, si sono dotate di proprie normative legislative tese a disciplinare l'agriturismo e ad incentivarlo utilizzando sia fondi propri sia fondi comunitari. Complessivamente la suddetta legge n. 730 è stata, a mio avviso, una buona normativa.
Se i risultati ottenuti mostrano una crescita dell'attività agrituristica, ciò vuol dire che la normativa in essere si è dimostrata adeguata. Tuttavia, oggi si rende necessario dotare il comparto di una nuova regolamentazione che colga sia le trasformazioni prodottesi dal punto di vista istituzionale (per i nuovi rapporti che intercorrono fra regioni e Stato centrale) sia i nuovi orientamenti del settore agricolo (che dal livello comunitario a quello nazionale danno alla multifunzionalità particolare importanza per sostenere le aziende agricole), nonché le nuove esigenze di naturalità (a cui molti cittadini informano le proprie esigenze di riposo e vacanza) e il nuovo rapporto tra la scuola e la campagna (per dare agli alunni la possibilità di comprendere, nella realtà e non solo nella virtualità televisiva, come si produce il cibo che poi mangiamo).
Dunque, approvare una nuova normativa sull'agriturismo è sicuramente necessario e opportuno, tanto che i Democratici di sinistra, come gli altri gruppi parlamentari, hanno presentato un proprio testo di legge, ora in discussione.
Tuttavia, la proposta, che oggi giunge all'approvazione dell'aula, non ci trova d'accordo. La nostra contrarietà è dovuta, essenzialmente, alla vera e propria invasione che il testo in esame compie nei confronti delle competenze delle regioni.
Il nuovo articolo 117 della Costituzione afferma, senza possibilità di equivoco, che


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l'agricoltura è demandata alla esclusiva competenza delle regioni, le quali, quindi, esercitano le proprie funzioni in materia in modo pieno, senza necessità di indirizzi o altre prescrizioni da parte dello Stato.
Sul fatto, poi, che l'agriturismo sia una materia agricola vera e propria non vi è alcun dubbio: lo stesso testo in esame lo afferma in maniera chiara, anzi il tratto che distingue l'agriturismo da altre forme di turismo sta proprio nel fatto che in questa sede trattiamo di un'attività complementare a quella che si svolge nell'azienda agricola; vi è agriturismo, quindi, solo se vi è azienda agricola. Siamo dunque nel campo dell'agricoltura e in quello delle competenze esclusive delle regioni: lo Stato deve astenersi dal deliberare su tutto ciò che attiene alla normazione dell'attività agrituristica, ma può e deve, a mio parere, deliberare sulle materie di propria competenza, come ad esempio quella fiscale; su materie cioè che, se opportunamente disciplinate, potrebbero dare all'agriturismo nuove opportunità di sviluppo.
Purtroppo, la proposta di legge in esame si occupa poco delle materie di competenza dello Stato e troppo di quelle di competenza delle regioni. Non vi è dubbio, signor Presidente, che, se tale testo dovesse diventare legge ed essere approvato da questa Assemblea e poi dal Senato, le regioni si vedrebbero costrette ad impugnarlo di fronte alla Corte costituzionale.
La maggioranza spesso si lamenta affermando che il nuovo articolo 117 della Costituzione alimenta la confusione tra le competenze di Stato e regioni, creando contenzioso di fronte alla Corte costituzionale. A me pare, invece, che troppo spesso questa maggioranza ecceda dai limiti di competenza definiti dalla Costituzione e che quello di cui stiamo discutendo ne sia un caso palese. Se la maggioranza si attenesse di più al dettato costituzionale in materia di competenze, in Italia avremmo un sano federalismo, dove ciascun livello di responsabilità risponderebbe nell'ambito assegnatogli, per cui non dovremmo inventarci nessuna devolution.
Del resto, non è solo l'opposizione a sollevare dubbi di legittimità costituzionale nei confronti del testo che stiamo discutendo.
A tale proposito, la I Commissione affari costituzionali della Camera, nel formulare il proprio parere, ha espresso la seguente osservazione «(...) valuti la Commissione la congruità delle disposizioni contenute negli articoli 4, 6, 8 e 12 che incidono su aspetti della regolamentazione dell'attività agrituristica che appaiono prevalentemente riconducibili alla competenza legislativa delle regioni». La Commissione di merito non ha svolto le valutazioni sollecitate dalla I Commissione, così che il testo in discussione è fortemente inficiato dal fondato sospetto di incostituzionalità.
I Democratici di sinistra intendono dare al comparto agrituristico una nuova ed efficace normativa che risponda alle esigenze attuali. A tale proposito abbiamo presentato una serie di emendamenti che, ove accolti, modificherebbero il segno della proposta di legge al nostro esame, innanzitutto sopprimendo quegli articoli ritenuti invasivi delle competenze regionali da parte della Commissione affari costituzionali.
Potremmo anche essere d'accordo, presidente de Ghislanzoni Cardoli, sul contenuto di quegli articoli di cui chiediamo la soppressione; la discussione però non è nel merito ma riguarda la competenza: sono le regioni che dovranno determinare in autonomia quale dovrà essere la normativa che regola l'attività agrituristica, senza ingerenze da parte di nessuno!
Abbiamo poi presentato emendamenti che intervengono nelle materie di competenza dello Stato per rendere la proposta di legge più utile al comparto; abbiamo chiesto, ad esempio, che le aziende agrituristiche siano esentate dal pagamento di ogni diritto alla Società italiana degli autori ed editori per le manifestazioni che si svolgono nel quadro delle attività agrituristiche o, ancora, che le attività ricreative,


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sportive, culturali, educativo-didattiche che si svolgono in quel quadro siano assoggettate all'aliquota IVA del 4 per cento.
Abbiamo chiesto che il ministro delle politiche agricole e forestali, d'intesa con le regioni, predisponga un programma finalizzato alla promozione dell'agriturismo italiano sui mercati nazionali e internazionali. Si tratta, quindi, di una serie di proposte emendative che riteniamo degne di attenzione. Inoltre, degli altri miglioramenti, da noi proposti, sono stati già recepiti e inseriti nel testo in esame; mi riferisco, ad esempio, alle agevolazioni a favore delle piccole e piccolissime attività agrituristiche e all'estensione del concetto di agriturismo all'attività di pesca.
In conclusione, noi vogliamo collaborare per dare al comparto agrituristico una normativa seria, efficace e rispondente alle attese del comparto, senza però invadere le competenze delle regioni.
Se nel corso dell'esame del provvedimento in questione le nostre proposte emendative saranno valutate, come peraltro prometteva il presidente de Ghislanzoni Cardoli, per quello che effettivamente vogliono essere, cioè come un contributo positivo diretto ad evitare che la normativa in esame confligga con quella delle regioni, allora il nostro atteggiamento si adeguerà di conseguenza e daremo il nostro pieno sostegno ad una normativa che in quel caso sarà diventata utile e condivisibile (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.

LUCA MARCORA. Signor Presidente, prima di entrare nel merito del contenuto del provvedimento al nostro esame desidero soffermarmi sull'iter parlamentare dello stesso, che ha subito, in queste ultime ore, un'accelerazione che francamente ritengo poco giustificabile.
Il provvedimento in questione è stato oggetto di esame della Commissione agricoltura della Camera più di due anni fa; successivamente, in attesa dei pareri delle Commissioni consultive, è stato bloccato per mancanza della relativa copertura finanziaria, cioè per mancanza dei fondi previsti per l'istituzione dell'Osservatorio sull'agriturismo (4 milioni di euro). Ciò ha comportato un ritardo nell'iter del provvedimento di più di un anno.
Finalmente il provvedimento in questione viene calendarizzato per l'Assemblea. Dico finalmente perché riteniamo che sia bene che questo provvedimento, che ridefinisce e riordina il comparto agrituristico a quasi 20 anni dalla legge precedente, sia approvato. Peccato però che lo stesso sia stato calendarizzato per la discussione sulle linee generali per il 30 maggio 2005 e che, conseguentemente, i componenti della Commissione agricoltura si fossero preparati a presentare le proprie proposte emendative in base a quella data. Ieri sera alle 20 e 30, invece, dopo la riunione della Conferenza dei capigruppo, è stato comunicato che la discussione sulle linee generali del provvedimento in esame si sarebbe svolta oggi e che domani si sarebbe votato e che il termine entro il quale presentare proposte emendative scadeva alle 18 di oggi. Ciò chiaramente comporta l'impossibilità di disporre del tempo sufficiente per svolgere una valutazione approfondita e costruttiva sulle proposte emendative da presentare. Ciò detto, noi riteniamo l'accelerazione dell'iter parlamentare del provvedimento al nostro esame assolutamente inaccettabile, anche perché la Commissione agricoltura della Camera ha lavorato sul testo del provvedimento in maniera costruttiva, tant'è che alcuni emendamenti presentati dai gruppi di opposizione sono stati approvati in Commissione, e che sul testo del provvedimento si poteva fare ancora molto e molto, a mio parere, si deve fare. Però, quando si è informati con sole dodici ore di anticipo sulla scadenza del termine per la presentazione delle proposte emendative - un tempo troppo ravvicinato -,


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la possibilità di elaborare e di approfondire emendamenti in maniera opportuna viene meno.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 17,40)

LUCA MARCORA. L'agriturismo è un comparto che riveste una notevole importanza. Alcuni colleghi hanno già ricordato come l'agriturismo sia stato la forma principale di differenziazione e di diversificazione delle attività agricole, permettendone un certa multifunzionalità, dando cioè agli agricoltori la possibilità di svolgere attività non prettamente agricole che però sono considerate, dal punto di vista fiscale, contributivo e normativo, come attività agricole.
Siamo convinti che l'agriturismo rappresenti un'esperienza tipicamente italiana che può servire da modello per l'Europa e, in generale, per tutto il mondo.
Il settore ha registrato una grandissima crescita sotto il profilo qualitativo e quantitativo. Dunque, non ci sembra giusto che questa Assemblea utilizzi l'agriturismo come strumento per tappare un buco creatosi nei lavori parlamentari a causa di evidenti problemi della maggioranza rispetto ad altri provvedimenti. L'importanza del tema avrebbe richiesto una diversa attenzione da parte di questa Assemblea e della Conferenza dei presidenti di gruppo.
Fatta questa premessa, vorrei soffermarmi su due punti che riteniamo fondamentali per esprimere un parere favorevole sul provvedimento in oggetto. Il primo riguarda la selezione delle attività agrituristiche, mentre il secondo concerne il rapporto tra Stato e regioni nell'ambito della legislazione agrituristica.
Per quanto attiene al primo aspetto, sono convinto che, conclusasi la fase nascente dell'agriturismo (una fase in cui le maglie della selezione delle imprese agrituristiche potevano essere lasciate un po' larghe, per permettere lo sviluppo del settore, anche in termini quantitativi), si debba procedere ad una maggior selezione delle imprese agrituristiche. Esistono due criteri: quello della complementarietà con l'attività agricola e quello della prevalenza dell'attività agricola sulle altre attività multifunzionali. Su questi due temi dobbiamo essere più stringenti, non solo sotto il profilo legislativo, ma anche con riferimento ai controlli.
Per quanto riguarda la complementarietà, vorrei sottolineare che ha senso parlare di agriturismo quando i pasti e le bevande somministrate provengono dall'azienda stessa e non quando sono acquistate sul libero mercato, come potrebbe fare qualsiasi ristorante. Anche le attività ricreative e didattiche devono essere strettamente legate all'attività agricola (penso, ad esempio, all'ippoturismo, alle fattorie didattiche, alle diverse forme di attività ricreative e didattiche connesse all'attività agricola).
Su questo tema dobbiamo essere più stringenti. Non è possibile che esistano aziende agrituristiche che non hanno alcun legame con l'agricoltura e dove l'attività agricola risulta sostanzialmente un paravento per potersi fregiare della denominazione di agriturismo e per beneficiare dei relativi vantaggi fiscali e contributivi.
Oggi, l'agriturismo, finita la frase nascente e di grande espansione, deve essere ricondotto alla sua matrice originaria, ossia ad un'attività strettamente connessa a quella agricola.
Analizziamo ora il criterio della prevalenza dell'attività agricola. È giusto affermare che, in alcuni casi, si è esagerato nell'attribuire la denominazione di agriturismo ad imprese che, invece, erano sostanzialmente aziende commerciali, di ristorazione o alberghiere, nelle quali l'attività agricola era secondaria.
Quelle relative alla complementarietà e alla prevalenza dell'attività agricola sono questioni che il provvedimento al nostro esame affronta, soprattutto per quanto riguarda i vincoli dei pasti somministrati. È giusto che una legge nazionale affronti tali problemi, per rendere più rigorosa la


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selezione delle imprese che possono accedere alla qualifica di imprese agrituristiche.
Il secondo tema riguarda il rapporto fra Stato e regioni. Come tutti sappiamo, con la riforma del Titolo V della Costituzione è stata stabilita la competenza esclusiva delle regioni sulle materie agricole. L'agriturismo non può che rientrare tra le materie agricole e, quindi, ricade sotto la competenza esclusiva delle regioni. Con riferimento a ciò, sono state presentate proposte emendative, perché in alcune parti il testo non è rispettoso di questa competenza esclusiva. Tuttavia, sento il dovere di dire che, se la competenza delle regioni in tale materia è esclusiva, vi è la necessità di una legge quadro, di una cornice unitaria che definisca le imprese agrituristiche in modo analogo su tutto il territorio nazionale.
Noi non possiamo, invero, accettare l'esistenza di molteplici agriturismi - sardo, lombardo, emiliano-romagnolo e via dicendo -, diversi per caratteristiche costitutive e, quindi, per i vincoli cui gli stessi sono sottoposti nelle varie regioni. Ciò non solo sarebbe in contrasto con il concetto stesso di agriturismo, ma sarebbe, altresì, uno strumento inefficiente ai fini della promozione del settore. Si pensi, infatti, alla difficoltà di promuovere all'estero il nostro agriturismo se si applicano leggi differenti nelle varie regioni - in ipotesi, in Basilicata piuttosto che in Emilia Romagna - e se quindi esistono diversi agriturismi a seconda di dove questi esercitino la loro attività.
Se è dunque vero che dobbiamo comunque preservare la competenza esclusiva delle regioni sulla materia, è altrettanto vero che una legge quadro - che tracci una cornice nazionale unitaria ai fini della definizione e della qualificazione dell'agriturismo - è importantissima. Lo è, anzitutto, per preservare il concetto di agriturismo che ne ha determinato il successo e la grande espansione; secondariamente, perché, nel momento in cui promuoviamo questo prodotto tipicamente nazionale, non possiamo ritenere che il potenziale cliente straniero debba conoscere le diverse normative regionali ed in base ad esse stabilire in quale parte del nostro territorio le norme siano adeguate a garantirgli un buon agriturismo.
Questi sono dunque i due aspetti fondamentali che noi riteniamo debbano essere approfonditi nella discussione del provvedimento: la connessione e complementarietà, e la prevalenza dell'attività agricola; un giusto rapporto tra le competenze dello Stato e quelle delle regioni, pur tenuto conto della necessità di preservare, comunque, un quadro unitario a livello nazionale che definisca l'agriturismo in maniera uguale per tutte le regioni.
A proposito di tali due temi, abbiamo presentato alcune proposte emendative; naturalmente, ci batteremo perché vengano discusse e approvate dall'Assemblea. Dall'esito della discussione e delle votazioni dipenderà, quindi, il nostro atteggiamento in sede di votazione finale del provvedimento.
Siamo comunque convinti - pur essendo contrari a questa accelerazione dei tempi, che pone a nostro avviso problemi tecnici al lavoro della XIII Commissione - che sia importante giungere all'approvazione di una legge sull'agriturismo che, a così tanti anni di distanza da quella istitutiva, tenga conto delle mutate condizioni di mercato ed economiche, nonché della preferenza e dei gusti dei potenziali ospiti degli agriturismi. Una legge che, quindi, innovi la disciplina legislativa dell'agriturismo in Italia che, comunque, rappresenta un modello per molti altri paesi in Europa; un modello che tutti ci invidiano per il successo quantitativo e qualitativo che l'agriturismo è riuscito a raggiungere in questi ultimi anni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, intervengo sinteticamente per esporre quanto segue.
L'agriturismo, come è stato più volte ricordato negli interventi che mi hanno preceduto, ha assunto, nel nostro paese, nel corso di questi anni, un'importante


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funzione di promozione turistica, di cultura della ricettività, di sostegno dei redditi agricoli e, quindi, di conservazione del presidio agricolo sul territorio e di difesa dello stesso: un'attività turistica ecocompatibile e di qualità, che valorizza l'ambiente e la cultura.
Con questa opzione, si è rilanciato un turismo diverso - non più di massa ma dai numeri ridotti - in grado di rilanciare, a sua volta, il comparto agricolo ed il mondo rurale delle nostre aree interne. In questi anni, si è avuta un'espansione della domanda e dell'offerta; siamo ancora non adeguatamente strutturati in questo settore e l'esplosione della domanda ha fatto sì che l'offerta non sempre presentasse le peculiarità proprie di questa forma di ricettività.
La normativa che regolamenta il settore è la legge n. 730 del 1995; una legge ormai datata che oggi merita una rivisitazione, pur se ne vanno confermati i principi di fondo. Si ravvisa la necessità di adeguare e di fatto uniformare le legislazioni regionali intervenute sulla materia; sappiamo che, a seguito del federalismo, si sono attribuite le relative competenze alle regioni. Ma sappiamo anche che il turismo è un settore chiave della nostra economia e che un rafforzamento dell'agriturismo deve inquadrarsi in un contesto più ampio di politiche di promozione del nostro paese e di rilancio del settore.
Stiamo subendo la concorrenza di paesi emergenti e siamo stati superati dalla Spagna nella ricettività turistica: bisogna quindi collegare e rafforzare meglio la qualità della ricettività e dell'ospitalità agrituristica, che deve puntare tutto sulla connessione con l'attività agricola; bisogna, altresì, rendere più snello l'accesso delle imprese all'attività agrituristica, nel rispetto delle specificità produttive, culturali e paesaggistiche del territorio.
In sede di Commissione si è svolto un lavoro molto importante, e se il presente testo è giunto in Assemblea, è grazie alla consapevolezza della rilevanza economica di tale settore, nonché delle sue potenzialità imprenditoriali: esso, infatti, può costituire un motore di sviluppo, soprattutto nelle aree interne del nostro paese. Mi riferisco, ad esempio, alla mia regione, la Basilicata, la quale ha visto, in questi anni, numerose iniziative economiche agrituristiche crescere e svilupparsi, integrandosi nelle politiche di promozione turistica microterritoriale.
È ora di far crescere e rafforzare tale patrimonio di saperi e di sapori e di puntare sulla qualità, emarginando, attraverso una normativa snella, ma puntuale, tutte quelle pseudoiniziative che penalizzano questo settore, abbassandone la qualità.
Non intendo entrare nel dettaglio delle singole disposizioni, come hanno già fatto sia il relatore, sia il mio collega di gruppo, onorevole Marcora; sappiamo, tuttavia, che, all'interno del provvedimento, vi sono dei punti da migliorare. Auspichiamo che assieme alla Commissione, e grazie alla sensibilità del presidente della stessa, relatore sul provvedimento, si possa pervenire ad un testo condiviso, nell'interesse generale sia degli operatori del territorio, sia degli utenti.
Le norme devono essere utili alle regioni, al fine di disciplinare con maggiore chiarezza l'agriturismo; di conseguenza, esse devono consentire di rimettere in moto l'iniziativa degli imprenditori agricoli in questo importante settore, indirizzando lo sviluppo dell'agriturismo stesso verso la qualità e la caratterizzazione dell'accoglienza, evitando che sorgano iniziative in contrasto con le finalità istitutive di questo rilevante comparto e con gli interessi legittimi di altre componenti del turismo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo)

PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.

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