Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 628 del 18/5/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 817 ed abbinate)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.

LUCA MARCORA. Esprimo a nome dei deputati del gruppo della Margherita, un voto di astensione, ritenendo che questa legge sia positiva in alcuni suoi aspetti, in quanto fissa dei criteri di carattere nazionale


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per la definizione dell'attività di agriturismo. Tuttavia, sicuramente ci sono alcuni punti che ci soddisfano molto meno.
Mi riferisco, innanzitutto, alla copertura finanziaria: destinare all'agriturismo 300 mila euro è da parte dello Stato una presa in giro. Sosteniamo la validità del settore, le sue possibilità di sviluppo e la capacità di creare occupazione e, quindi, risorse. Un'attenzione diversa e superiore rispetto ai 300 mila euro da parte del Governo e di questo Parlamento ritengo sia doverosa.
Un altro tema che non ci soddisfa è un mal risolto problema dei rapporti fra Stato e regioni per quanto riguarda le competenze sull'agriturismo. L'attività agrituristica è un'attività agricola a tutti gli effetti e, quindi, la competenza è esclusiva delle regioni. Siamo convinti che sia necessario avere un quadro nazionale perché non possiamo avere 21 fattispecie diverse di agriturismo in tutta Italia, ma siamo altrettanto convinti che in alcune parti di questo provvedimento ci sia un invasività anticostituzionale rispetto alle competenze delle regioni.
Vi è stato un iter di questa legge sicuramente tormentato, che ha visto un'accelerazione in questi ultimi giorni, in quanto la discussione in Assemblea è stata anticipata dal 30 maggio ad oggi, e che ha prodotto anche i problemi tecnici che abbiamo riscontrato oggi stesso. Riteniamo che si poteva fare meglio con il tempo precedentemente destinato a questo provvedimento e, per tutte queste ragioni, pur essendo d'accordo sulla necessità di una ridefinizione della legge sull'agriturismo e, quindi, di un quadro nazionale, e pur essendo d'accordo sulle finalità e gli obiettivi di questa legge, ci asterremo perché il risultato non ci trova pienamente soddisfatti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vascon. Ne ha facoltà.

LUIGINO VASCON. Noi del gruppo della Lega Nord Federazione Padana, invece, contrariamente a quanto abbiamo appena sentito affermare, siamo favorevoli all'approvazione di questa legge, che va a normare - non voglio dire in maniera definitiva, ma, comunque, in maniera chiara - un'attività emergente ed integrante per il mondo agricolo. Si tratta di un'attività da tenere in grande considerazione.
Pertanto, a fronte della dichiarazione che ho appena sentito del collega Marcora, mi meraviglia che si assuma una posizione pilatesca, invece di esprimersi chiaramente in maniera contraria. Essi vogliono rimanere un po' di qua e un po' di là.
Ciò non porta beneficio al mondo agricolo, e tanto meno al mondo politico, in questo particolare frangente. Mi dispiace sentire tali affermazioni da colleghi che in Commissione, invece, avevano assunto atteggiamenti diversi.
Pertanto, confermo il voto favorevole della Lega Nord Federazione Padana (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.

LINO RAVA. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto di astensione anche del gruppo dei Democratici di sinistra. Non si tratta di una posizione pilatesca, come così elegantemente ha affermato il collega Vascon, sempre molto simpatico nelle sue definizioni, ma vi sono ragioni di merito. Il voto favorevole su un provvedimento si esprime allorquando si condivide pienamente l'impianto del provvedimento stesso. In questo caso abbiamo lavorato per ricondurre a correttezza costituzionale le norme inserite nel testo giunto in aula. Ci siamo riusciti parzialmente e siamo convinti che il testo che licenzieremo è di gran lunga migliore rispetto a quello iniziale. Tuttavia, rimangono alcuni elementi che ci lasciano perplessi e ci portano a non condividere completamente il testo stesso.
Come evidenziava il collega Marcora, non possiamo condividere il livello di


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invasività presente rispetto alle competenze regionali, così come non possiamo condividere alcune norme quasi riconducibili ad atti regolamentari delle regioni. Inoltre, stamattina si è evidenziato in maniera straordinariamente chiara il problema delle risorse. Il provvedimento aveva inizialmente un fondo di dotazione di cinque milioni di euro, ma è rimasto fermo in Commissione bilancio per oltre un anno al fine di individuare tali risorse. La situazione si è sbloccata improvvisamente ed il provvedimento è stato calendarizzato in aula, forse perché la maggioranza non è stata in grado di inserire altri punti all'ordine del giorno. Allora, si è cercato di soddisfare le condizioni poste dalla Commissione bilancio e si è riportato lo stanziamento complessivo a 300 mila euro: credo che tale cifra dica già da sola quale sia l'interesse vero della maggioranza nel sostenere il settore.
Detto ciò, riteniamo necessaria la riforma della legge sull'agriturismo per rimettere ordine e chiarezza in un settore estremamente importante che, negli ultimi anni, ha visto alcuni eccessi di utilizzo. Dunque, siamo d'accordo sul fatto che il provvedimento vada avanti. L'augurio che facciamo è che nel passaggio al Senato si possano risolvere i problemi che abbiamo lasciato aperti e si possano individuare le risorse necessarie per provvedere al piano di sviluppo dell'attività agrituristica, di concerto con le regioni. Inoltre, ci auguriamo si trovino le risorse necessarie per affrontare il tema dell'IVA e tutti gli altri da noi sottolineati dando, così, completezza al provvedimento nella fase definitiva.
Questa è la ragione della nostra astensione, che possiamo definire un'apertura di credito nei confronti del percorso successivo del provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.

CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, non vi è dubbio che dopo vent'anni dall'approvazione della legge n. 730 del 1985, che avviò la disciplina dell'agriturismo nel nostro paese, si rendesse necessario introdurre una nuova normativa. Peraltro, siamo passati da un settore che potremmo definire di pionierismo nel campo agrituristico ad una realtà molto rappresentativa dell'identità agricola del paese e della domanda e dell'offerta di turismo in Italia.
Si tratta quindi di un provvedimento necessario, che ha l'obiettivo di aiutare lo sviluppo della multifunzionalità dell'impresa agricola e la presenza di tale tipo di impresa nelle zone marginali e montane, nelle aree interne del paese. Come sottolineavano i colleghi che mi hanno preceduto, l'iter del provvedimento in Commissione e lo stesso lavoro svolto questa mattina in Assemblea hanno consentito di migliorare il testo, rendendolo più condivisibile in alcune parti. Tuttavia, non possiamo preannunciare il nostro voto favorevole; cercherò pertanto di motivare sinteticamente le ragioni del nostro voto, che sarà di astensione.
Vi è in primo luogo la vicenda delle competenze istituzionali. Non si tratta di voler guardare da un'altra parte, come ha cercato di dire l'onorevole Vascon. Si tratta bensì di un problema serio, di sovrapposizione dei ruoli, che può minacciare anche l'esito finale di questo provvedimento, come abbiamo sottolineato nel corso del dibattito. L'altro aspetto, non secondario, riguarda le risorse finanziarie stanziate. Si tratta di 300 milioni di euro, che corrispondono a circa 600 milioni delle vecchie lire. Ebbene, in un sistema che riguarda nel nostro paese circa 15 mila imprese, lascio a voi decidere quale sostegno esse potranno ricavarne!
Sono questi dunque i motivi che ci spingono ad esprimere un convinto voto di astensione su questo provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Losurdo. Ne ha facoltà.


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STEFANO LOSURDO. Le finalità del provvedimento sull'agriturismo sono certamente virtuose. Esse riguardano soprattutto la possibilità di nuovo reddito per gli agricoltori, una maggiore valorizzazione del prodotto agricolo nazionale e, non da ultimo, la valorizzazione del patrimonio rurale in dissesto. La vecchia legge, che pure ha avuto tanti meriti, fu indubbiamente approvata in un momento in cui il settore agricolo era completamente diverso da quello attuale. Si rendeva dunque necessaria una nuova legge, il cui iter peraltro è stato portato avanti in Commissione agricoltura in un clima di collaborazione autentica con l'opposizione.
Ne è venuto fuori un buon testo normativo, che renderà possibile la multifunzionalità in agricoltura ed una nuova fonte di reddito, in un momento in cui la PAC diminuisce costantemente. Si offre inoltre agli operatori agricoli dell'agriturismo un testo di più facile applicazione, che eviterà quelle forzature e storture che si sono prodotte a volte nell'applicazione della precedente normativa. Il provvedimento garantisce quindi gli imprenditori agricoli autentici, e già solo per questo esso merita di essere approvato (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Sarò molto breve, signor Presidente, perché molte cose sono già state dette ed in particolare condivido quanto espresso dal collega Rava. Il testo in esame - è vero - è nato con il vizio, tipico di questa maggioranza, di promuovere provvedimenti che vanno non tanto verso il federalismo, quanto verso forme nuove di centralismo e di accentramento. Infatti, è evidente - lo hanno detto anche le regioni in più riprese - che abbiamo a che fare con una materia la cui disciplina regolamentare è demandata alle regioni stesse. Infatti, con la scusa di volere indicare un minimo comune denominatore e regole che riguardino tutto il territorio, si affrontano e si intendono invece regolamentare aspetti dell'agriturismo in modo improprio: dai servizi che si possono offrire attraverso questa forma economica alla formazione degli addetti, alla registrazione e alla classificazione.
Va anche detto che in Commissione agricoltura è stato svolto un lavoro emendativo molto importante e sono stati, altresì, sanati alcuni difetti o veri e propri obbrobri, come per esempio, la ristrutturazione e l'adeguamento degli edifici non soggetti ad oneri di rilascio e di urbanizzazione o la gravissima tentata deroga all'abbattimento delle barriere architettoniche, in nome di una presunta alterazione dell'aspetto architettonico degli edifici.
Con riferimento a tale materia, va assolutamente evitato il tentativo di deregulation ed, invece, ribadita la necessità, l'interesse, anche economico, a garantire la qualità ed i diritti dei consumatori che passano necessariamente attraverso il rispetto di regole che devono poi essere definite, soprattutto, a livello regionale.
Un aspetto preoccupante e delicatissimo riguarda le norme igienico-sanitarie, con riferimento alle quali sono state proposte deroghe che riteniamo assolutamente inaccettabili, poiché possono inficiare il rapporto di fiducia con i consumatori.
Il nodo vero del provvedimento in esame è rappresentato dalla mancanza di risorse (come è stato già rilevato, il fondo di dotazione si è ridotto ad un lumicino). È per tale motivo che il voto di astensione del nostro gruppo si inquadra nell'auspicio di un miglioramento del testo, soprattutto, in relazione alla questione del finanziamento, in sede di esame dello stesso al Senato (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Unione, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-SDI-Unità Socialista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ricciuti. Ne ha facoltà.


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RICCARDO RICCIUTI. Signor Presidente, nel preannunziare il voto favorevole del gruppo di Forza Italia, vorrei rilevare che non si tratta di un problema di risorse finanziarie. Ci si accinge ad approvare un provvedimento equilibrato sotto l'aspetto del rapporto istituzionale Stato-regioni; soprattutto, con il medesimo è stata data una certa stabilità ad un quadro normativo da modificare ed aggiornare, come è stato fatto, ed offerte alcune prospettive ad un settore che, nel ruolo della multifunzionalità dell'agricoltura, sta subendo un'importante evoluzione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, il gruppo dei Socialisti democratici italiani si asterrà sul provvedimento in esame per le considerazioni già espresse dai colleghi del centrosinistra.
Siamo profondamente convinti della necessità di un provvedimento concernente il settore dell'agriturismo per rilanciare non soltanto il sistema agricolo a livello nazionale e regionale, ma anche per creare certe condizioni di reddito, soprattutto in quelle realtà marginali della nostra nazione (Applausi dei deputati del gruppo Misto-SDI-Unità Socialista).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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